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Ambrosetti Antonio - La matematica e l'esistenza di Dio |
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Titolo | La matematica e l'esistenza di Dio |
| Autore | Ambrosetti Antonio | Prezzo Sconto 15%
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€ 9,35
(Prezzo di copertina € 11,00 Risparmio € 1,65)
|  | | Dati | 2009, 88 p., ill., brossura |
| Editore | Lindau
(collana I Draghi) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Come può un matematico credere in Dio? Un luogo comune nato con l'illuminismo vuole che gli scienziati siano atei o agnostici. La ricerca della verità perseguita attraverso la scienza sarebbe infatti incompatibile con qualunque convinzione di tipo religioso. Per Antonio Ambrosetti, scienziato di grande e riconosciuto valore e cristiano dichiarato, la matematica e la religione appartengono a due sfere distinte dell'esperienza umana, che possono coesistere modo proficuo e reciprocamente stimolante, come è dimostrato da illustri matematici credenti come i cattolici Giovanni Prodi ed Ennio De Giorgi, o gli ebrei Paul Rabinowitz e Haim Brezis. In particolare l'autore discute la pretesa onnipotenza della matematica, in base alla quale molti ritengono di poter dimostrare matematicamente tutto. La matematica ha molti limiti e, comunque, non può essere usata né per dimostrare né tanto meno per negare l'esistenza di Dio. Anche se forse può aiutarci ad avvicinare il suo mistero e a coglierne la grandezza.
Media Voto: 4 / 5Simone Fossa' (05-04-2010) Ottimo libro per 3 motivi: 1. Una testimonianza semplice ed efficace di fede da parte di un ottimo matematico. 2. Sfata completamente l'equazione che i credenti siano gente poco razionale. 3. Smonta con ottime argomentazioni un altro luogo comune cioè che attraverso la matematica o la logica si possa dire qualcosa sull'esistenza o meno di Dio. Consigliato vivamente! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Simone (14-11-2009) Un pamphlet molto deludente e scritto con lo stile del tema delle scuole superiori. I tanto contestati argomenti che l'autore rimprovera ai "miscredenti", appaiono spesso come argomenti a favore dei "credenti". Per non parlare dell'inutilita' dell'ultimo capito, mero riassuntino dei precedenti. Che senso ha attaccare l'autore di un libro, solo perche' il traduttore italiano ha voluto speculare su un titolo ad effetto completamente diverso dall'originale? E, soprattutto, perche' un laureato in matematica non dovrebbe parlare di Dio? Siamo davvero sicuri che l'opera di Dio si evidenzi nel regalare la dentiera ad uno sdentato? Non si contano i musulmani, o gli atei, che fanno opere di bene: e allora?
Se l'autore voleva dire "io sono un ottimo matematico ed anche un buon cattolico", sarebbero bastate due righe. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Gabriele Martufi (01-11-2009) Capitoli: 1) Scopi di questo volumetto 2) Il libro di Paulos 3) Chi sono i matematici 4) I matematici e la fede in Dio 5) Limiti dei matematici 6) Le dimostrazioni matematiche 7) Teoremi e realtà 8) La matematica ci avvicina a Dio 9) Una testimonianza personale 10) Irreligiosità: riflessioni su certi luoghi comuni 11) Conclusioni A) Breve glossario B) Cenni biografici dei matematici citati C) Bibliografia; Libro molto interessante, rigoroso e stimolante, ma purtroppo decisamente incompleto perché non affronta, a mio parere ovviamente, i temi "spinosi" del rapporto fede/ragione.
Il problema vero non è la fede in sé o la religione, c'è fede e fede e religione e religione, Albert Einstein si definiva "un miscredente profondamente religioso" (religiosità cosmica) ma, di certo, gli era estranea (inconcepibile) l'idea di un Dio personale "che ricompensa e che punisce l'oggetto della sua creazione". "Purtroppo" il Dio giudaico-cristiano non è un Dio "astratto" "indefinibile" "inconcepibile" identificabile con una sorta di "intelligenza cosmica", tutt'altro, il Dio giudaico-cristiano è un Dio "Personale", Trascendente, Onnipotente, Onnisciente, Onnipresente, Buono, Misericordioso e "Provvidenziale" e il guaio è che non solo tutti questi "attributi" non trovano nessun riscontro nel mondo e nella vita umana, ma sono logicamente incoerenti (può Dio Onnisciente, che conosce il futuro, essere Onnipotente e cambiare il futuro?) e assolutamente incompatibili con l'esistenza del male nel mondo, si pensi al dolore innocente (sono circa 8000 al giorno i bambini che nel mondo nascono con una forma di handicap) o alle calamità naturali (26 dicembre 2004, uno tsunami provoca 230.000 morti), e allora mi domando davvero: come si possono conciliare tutte queste "contraddizioni" con la Ragione e con il Cuore? Per approfondire la tematica consiglio: Victor J. Stenger, Perché la scienza non crede in Dio. La sfida perduta della fede alla ragione - Roberto Rimossi, Dio e la scienza moderna. Il dilemma della prima mossa. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Dobermann (05-10-2009) Pensavo mi sarei trovato al cospetto di un lavoro ostico e pieno di concetti difficili da metabolizzare e invece mi sono trovato al cospetto di un libro di facile comprensione. Forse pure troppo. Già, perchè a prima impressione sorgerà il dubbio a chiunque che questo lavoro sia 'sempiciotto'! La realtà è un'altra. Da buon ed illustrissimo matematico (a differenza di qualcuno citato nel libro che non ha ben chiara neanche la differenza tra il termine matematico e quello che in realtà è), Ambrosetti non spende tante parole per arrivare al risultato finale, ne tantomeno parolone 'altisonanti' per farci comprendere che matematica ed esistenza di Dio sono due argomenti molto lontani tra loro ma che si toccano spessissimo. Ci si ritroverà al cospetto dell'impossibilità da parte della matematica di varcare quella soglia del mistero, che tale è ed è destinato a rimanere, della fede e di Dio e, aggiungo, dell'avvenimento cruciale della fede cristiana, la Resurrezione del nazareno, ma che può aiutare, senza ombra di 'odifreddiano-scientista' dubbio, ad avvicinarsi alla grandezza della fede e di Dio, per quel che è misurabile, cioè quasi zero! Un lavoro scorrevole e breve, ma non per questo scarno. Alla luce della personalità dell'autore (uno che pubblica regolarmente ricerche e scoperte) c'è solo da prendere per oro colato ciò che dice questo grande matematico che, certamente, non ha nulla da spartire con i suoi colleghi che sparlano di tutto, tranne che parlare della loro materia, che non è neanche la matematica in quanto tale! Grazie prof. Ambrosetti. Cento di questi lavori! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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