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De Mattei Roberto - Il Concilio Vaticano II. Una storia mai scritta |
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Titolo | Il Concilio Vaticano II. Una storia mai scritta |
| Autore | De Mattei Roberto | Prezzo Sconto 15%
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€ 32,30 
(Prezzo di copertina € 38,00 Risparmio € 5,70)
|  | | Dati | 2010, 625 p., brossura |
| Editore | Lindau
(collana I leoni) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Il Concilio Vaticano II, il ventunesimo nella storia della Chiesa, fu aperto da Giovanni XXIII l'11 ottobre 1962 e chiuso da Paolo VI l'8 dicembre 1965. Nonostante le attese e le speranze di tanti, l'epoca che lo seguì non rappresentò per la Chiesa una "primavera" o una "pentecoste" ma, come riconobbero lo stesso Paolo VI e i suoi successori, un periodo di crisi e di difficoltà. Questa è una delle ragioni per cui si è aperta una vivace discussione ermeneutica, in cui si è inserita l'autorevole voce di papa Benedetto XVI che ha invitato a leggere i testi del Concilio in continuità con la Tradizione della Chiesa. Al dibattito in corso, Roberto de Mattei offre il contributo non del teologo, ma dello storico, attraverso una rigorosa ricostruzione dell'evento, delle sue radici e delle sue conseguenze, basata soprattutto su documenti di archivio, diari, corrispondenze e testimonianze di coloro che ne furono i protagonisti. Dal quadro documentato e appassionante tracciato dall'autore, emerge una "storia mai scritta" del Vaticano II che ci aiuta a comprendere non solo le vicende di ieri ma anche i problemi religiosi della Chiesa di oggi.
Media Voto: 3.5 / 5johannes (09-02-2012) Dovrebbe essere pacificamente ammissibile, cosa che farebbe bene innanzitutto a tutti i fedeli, il riconoscimento dell'innegabile fatto che il Vaticano II ha causato e causa tutt'ora più problemi che soluzioni, più ambiguità che chiarezza, tante scomode ed insoddisfacenti precisazioni, quanto ragionevoli - cioè teologicamente fondate ed ecclesiologicamente informate - perplessità; mettendo nientemeno che quattro pontefici nella scomoda condizione di giustificarlo continuamente senza essere riusciti finora (dopo cinquant'anni!) a fornirne una interpretazione compiuta o anche solo soddisfacente. La questione, ammesso che il Concilio debba essere davvero ancora capito, è quindi molto più complessa e problematica di quanto molti sostenitori della "ermeneutica della continuità" sembrerebbero anche solo lontanamente pensare. Ma se fossero ancora ignari, a parte post, della desolazione delle nostre parrocchie, e a parte ante delle vicissitudini interne che dirottarono radicalmente le intenzioni e gli obiettivi originari del Concilio, il libro di De Mattei può aiutarli solo per quest'ultima, per la prima dovrebbero prima riuscire ad andare a messa senza pensare già al pranzo della domenica. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Luigi Murtas luimurtas@gmail.com (13-01-2011) Il volume di De Mattei è un contributo interessante alla ricostruzione storica dell'"evento Vaticano II". Se letto in parallelo all'opera precedente di Alberigo e Melloni offre un quadro abbastanza suggestivo e intrigante degli antecedenti fattuali all'elaborazione dei documenti del Concilio.
Non c'è peraltro bisogno di scomodare Paul Ricoeur per ricordare che lo scopo della lettura non è precipuamente quello di recuperare l'intenzione presunta dell'autore quanto quello di mettersi in ascolto del testo e che se è vero che l'autore del testo parla attraverso il testo tuttavia questo, per molti aspetti, se ne libera e chi resta a parlare è il testo.Questo per dire che i documenti del Concilio, comunque siano venuti alla luce, ora vivono di vita propria e parlano da soli, al di là delle circostanze storiche che li hanno prodotti e anche delle stesse intenzioni - esplicite o recondite - dei redattori. Cogliere quindi il valore normativo e formativo di quei testi per i fedeli cattolici non spetta quindi agli storici, per quanto dotati di notevole acribia, ma al Magistero della Chiesa. Ed è quello che sta tentando pazientemente di fare Benedetto XVI con la sua "ermeneutica della continuità", anche se una certa qual testarda petulanza dei commentatori progressisti e regressisti finisce - anche qui al di là delle intenzioni - per disturbare la serena ricezione degli insegnamenti pontifici. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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