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Curti Roberto - Fantasmi d'amore. Il gotico italiano tra cinema, letteratura e tv |
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Titolo | Fantasmi d'amore. Il gotico italiano tra cinema, letteratura e tv |
| Autore | Curti Roberto | Prezzo Sconto 15%
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€ 27,20 
(Prezzo di copertina € 32,00 Risparmio € 4,80)
|  | | Dati | 2011, 493 p., ill., brossura |
| Editore | Lindau
(collana Saggi) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Streghe bellissime, vampire seduttrici, sensuali spiriti tornati dall'oltretomba per vendicarsi. Con film come "I vampiri" di Riccardo Freda e "La maschera del demonio" di Mario Bava, il cinema gotico italiano offrì agli spettatori eccesso e trasgressione, incarnati negli anni '60 da una vera e propria diva come Barbara Steele. Ma l'enfasi sulla violenza, la sfida alla censura e l'attenzione alla sessualità non pregiudicavano un approccio spesso sorprendente al fantastico e ai suoi miti. "Fantasmi d'amore" ripercorre la storia del genere dalle origini a oggi. Ne analizza i temi, lo stile, le avventure produttive e commerciali, il rapporto con le fonti letterarie e i legami con la storia, la cultura e il costume del nostro paese; passa in rassegna i capolavori e le opere più oscure, i registi che ne hanno fatto la storia, come Bava, Freda, Antonio Margheriti e Dario Argento, e quegli autori che con esso si sono cimentati in maniera imprevedibile e inusuale, come Federico Fellini, Dino Risi, Pupi Avati, esamina produzioni televisive quale il celeberrimo "Il segno del comando" e dedica spazio ai giovani cineasti indipendenti degli anni 2000. Tutto ciò fa del libro lo studio più esauriente e approfondito di un genere complesso e affascinante che ha segnato la storia del cinema italiano.
Nannu Lele (09-01-2012) Il monumentale libro di Curti non analizza solo il genere, ma l'elemento gotico insito nel cinema italiano, rispolverandone le matrici letterarie e inquadrando le inevitabili filiazioni in direzione televisiva. Il valore assoluto del volume sta nella lucidità di concatenare con precisi riferimenti storici e contestuali una gigantesca rosa di argomenti, che nonostante la mole, non sfuggono mai di mano all'autore. Anzi è proprio il taglio distaccato a rivelarsi la carta vincente del libro. Il lettore è esente da "traumi" anche quando la coerente ed equilibrata struttura cronologica si interrompe per lasciare il necessario spazio a studi e fenomeni correlati. Curti travalica i confini di tanti scritti sull'argomento che fungono più da "guide pratiche" a un preciso genere. In questo senso sono preziosi i primi capitoli, che analizzano la mole di letteratura ispiratrice, ma anche altre fonti necessarie come il melodramma e i fumetti. Nei capitoli centrali, con il cinema in primo piano, l'autore studia chirurgicamente alcuni archetipi imprescindibili del gotico classico e ricorre gustosamente al richiamo di tali spunti nei vari lungometraggi, dai celebrati capolavori ai più beceri esempi di "trashume". Occorre però sottolineare come non esista nello scrittore la tendenza allo sberleffo facile e come anche le stroncature rientrino in un impeccabile quadro di studio. Grazie ai precisi richiami filmici, l'autore ricostruisce in seguito una mappa colossale dalla quale emergono centinaia di espedienti tecnici e di stile che divengono essi stessi elementi narrativi (scenografia, fotografia, musica), ma che devono fare i conti con necessari mutamenti sociali, come nel caso dell'evoluzione dell'exploitation. Gli ultimi capitoli seguono gli sviluppi successivi dell'elemento gotico, tra eccentrici prodotti autoriali, media alternativi come la tv e tendenze contemporanee, pressoché paralizzate dall'attuale cecità narrativa del nostro cinema.
Imprescindibile Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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