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Cantoni Pietro - Riforma nella continuità. Vaticano II e anticonciliarismo |
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Titolo | Riforma nella continuità. Vaticano II e anticonciliarismo |
| Autore | Cantoni Pietro | Prezzo Sconto 10%
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€ 14,40
(Prezzo di copertina € 16,00 Risparmio € 1,60)
|  | | Dati | 2011, 160 p. |
| Editore | SugarCo
(collana Argomenti) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| In un discorso ormai divenuto famoso, del 22 dicembre 2005, Benedetto XVI ha visto nell'interpretazione del Concilio ecumenico Vaticano II e nella lotta tra due ermeneutiche contrapposte - quella "della discontinuità e della rottura" e quella "della riforma, del rinnovamento nella continuità dell'unico soggetto-Chiesa, che il Signore ci ha donato" - uno dei principali problemi del nostro tempo. Secondo l'ermeneutica della rottura - che ha goduto spesso "della simpatia dei mass-media, e anche di una parte della teologia moderna" con il Concilio ha avuto inizio una nuova Chiesa, relegando quella del passato tra i rottami della storia. In realtà quello che il Concilio ha inteso fare è una riforma, in cui il passato continua ad essere rispettato ed amato, e l'immutabile deposito della fede, cioè il Vangelo, viene riproposto in modo rinnovato, purificato, ed arricchito nella sua comprensione e formulazione. Pietro Cantoni affronta questo argomento con il distacco e l'oggettività di una teologia che vuole essere fedele alla Parola di Dio, al Magistero della Chiesa e alla metafisica classica.
Luciana Cuppo dcsaki@yahoo.com (17-11-2011) Libro indubbiamente interessante, che ha suscitato in me alcuni interrogativi. Don Pietro Cantoni, pur essendo estremamente critico di Brunero Gherardini, concorda con lui sul fatto che non tutti i documenti e le formulazioni del Concilio Vaticano II sono chiari. Ma mentre Gherardini dice: "Poiche' non sono chiari, esaminiamoli e vediamo di far chiarezza cercando di capire cosa dicono realmente", don Cantoni afferma che bisogna credere al Concilio, anche se non si e' espresso con chiarezza. Cioe', si puo' discutere, ma partendo dalla premessa che il Concilio Vaticano II ha sempre ragione. Ma se e' cosi', perche' i Papi, detentori del Magistero ecclesiastico, non ci hanno mai detto - dal Vaticano II in poi - che i documenti del Concilio Vaticano II hanno valore dogmatico e che bisogna crederci? E se i Papi, compreso quello felicemente regnante, non hanno mai detto che il Concilio Vaticano II e' infallibile, perche' non discuterne, come propone Gherardini, e cercare di capirci qualcosa? Forse altri lettori vorranno rispondere a queste domande. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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