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La Ferla Mario - Te la do io Brasilia. La ricostruzione incompiuta di Gibellina... |
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Titolo | Te la do io Brasilia. La ricostruzione incompiuta di Gibellina nel racconto di un giornalista-detective |
| Autore | La Ferla Mario | Prezzo Sconto 15%
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€ 8,50
(Prezzo di copertina € 10,00 Risparmio € 1,50)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2004, 166 p., brossura |
| Editore | Nuovi Equilibri
(collana Eretica) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi | | 
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| Il 15 giugno 1968 il terremoto sconvolge la Valle del Belice. Mentre la ricostruzione parte tardi e male, si afferma l'idea di ricostruire Gibellina diciotto chilometri più in basso rispetto al paese distrutto dal sisma. La città deve essere speciale, nuova, capitale dell'arte moderna. La gente del Belice invece di acqua, luce, strade, scuole e centri sociali e culturali vede sorgere edifici scandinavi, boulevard parigini, chiese stile islamico e una infinità di monumenti-opere d'arte. Una ricostruzione di un fenomeno politico, sociale e culturale che ha coinvolto il mondo dell'architettura internazionale e ha messo in pericolo equilibri politici consolidati da anni, richiamando anche l'attenzione di molti giudici in indagini su fatti criminosi.
9 recensioni presenti. Media Voto: 4.88 / 5carmelo (14-12-2004) Io sono uno studente di architettura di Palermo. Qui la situazione delle librerie è addirittura più grave. Da un mese cerco il libro di Mario La Ferla "Te la do io Brasilia" e ancora non sono riuscito ad averne una copia. Le librerie, tutte, nessuna esclusa, non ce l'hanno. I librai cadono dalle nuvole, dicono che il distributore non ce l'ha e per avere anche una copia ci vogliono dieci giorni. Ma io l'aspetto da un mese e ancora non mi è arrivata! Il fatto è che questo libro, che ricorda la vergogna di Gibellina Nuova, nessuno lo vuole a Palermo e mi sembra nel resto della Sicilia. E invece, per quel che ho letto qua e là, dovrebbe circolare anche nelle scuole. Anzi lancio una proposta: perchè i vari Provveditorati agli Studi non comprano direttamente dall'editore (lui le copie ce l'ha?)copie del libro e lo distribuiscono alle varie scuole, soprattutto a Gibellina e nei vari paesi del Belice? Secondo me questo fatto di censura da parte dei librai, che mi sembra unica, è una vergogna. Io, almeno, mi vergogno che il libro non possa entrare in Sicila. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gaetano (13-12-2004) Ho letto gli interventi degli altri lettori del libro su Gibellina di Mario La Ferla. Quello che accade a Palermo, parlo dell'assenza del libro nelle librerie, accade anche a Catania. Quindi tentiamo di consolarci. Io, che sono studente di Architettura e quindi interessato all'argomento del libro, per avere una copia di "Te la do io Brsilia" ho dovuto fare i salti mortali presso le librerie del centro. Anche le due librerie Cavallotto, considerate a buon diritto le più fornite, non avevano copie del libro. Il fatto è che nei magazzini del distributore, come ho saputo, le copie ci sono ma i librai non vogliono ordinarle. E' mai possibile che possano accadere cose del genere nel 2004? C'è anche una censura preventiva da parte dei librai? Noi studenti se vogliamo un libro che ci interessa, ma considerato "scomodo", dove lo andiamo a comprare? E' vero esistono i siti on line di vendita: e allora addio librerie e compreremo on line che c'è pure lo socnto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
alfio (24-11-2004) Io il libro su Gibellina l' letto. Lo avevo comprato in una libreria del centro di Palermo, perchè me lo aveva segnalato un amico architetto. Il libro mi è piaciuto moltissimo, perchè ricostruisce una fase della storia della Sicilia che io non ricordavo bene. Anche perchè l'autore rivela particolari inquietanti che oggi pochi ricordano e molti invece fanno finto di dimenticare. Poi mi è capitato di ritornare in libreria per acquistare altre tre copie del libro perchè ne volevo fare omaggio a miei professori. Ho avuto una sorpresa: il librario, la prima volta apparso normalmente gentile, mi ha detto in modo brusco che il libro era già esaurito e quando io gli ho chiesto se potevo prenotare le tre copie che mi occorrevano, mi ha risposto che adesso non era il momento adatto in quanto ci avviciniamo alle feste di Natale e fine anno, per cui c'è molta confusione nelle librerie. Io ho replicato che la confusione (ma quale confusione, se la libreria era semivuota?) non c'entra niente con le ordinazioni che si fanno sempre in tutte le librerie di Palermo, d'Italia e del mondo. O forse a Palermo non si fanno più soprattutto quando si tratta di un libro che può dare noia a molti personaggi che della storia di Gibellina sono protagonisti e che ancora oggi sono sempre lì? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
franco (22-11-2004) Sono di Gibellima ma non ci abito più. Ho letto quello che hanno scritto Giuliano e Pino. Mi chiedo: possibile che ancora oggi accadono cose del genere? E' mai possibile che un libro che ricorda un'età triste per la Sicilia deve essere nascosto? Possibile che perfino le librerie non lo espongono? Ma che cosa hanno da temere i signori librai di Palermo? Siamo dunque ritornati alla censura sui libri? Se questo è tutto vero, io mi vergogno profondamente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
pino (21-11-2004) Concordo con Giuliano. Il libro di La Ferla, che ripercorre una storia drammatica e dolorosa per una parte della popolazione siciliana, chissà perchè in Sicilia scarseggia nelle librerie. E' un peccato: inutile, si fa per dire, che venga venduto a Milano o a Torino, l'impotante è che il libro su Gibellina deve circolare a Palermo, a Catania, Trapani, Agrigento, eccetera. E' in Sicilia che deve essere divulgato e letto, ma evidentemente tocca fili scoperti (ancora!. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giuliano (18-11-2004) Il libro di La Ferla, che ricordo cronista implacabile di storie di mafia e malaffare quando scendeva in Sicilia,rappresenta un caso raro nel mondo dell'editoria di inchiesta. Libri così non se ne scrivono mai e la riprova è che qui a Palermo il libro non è espodsto in vetrina e le librerie anzi preferiscono tenerselo in disparte. Come se fosse colpa di chi scrive di porcherie commesse da altri. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
antonio (06-11-2004) Semplicemente ammirevole. Un libro-inchiesta che non parla soltanto di architetti e artisti che hanno collaborato alla nacista di Gibellina Nuova,ma anche della gemte, quella popolazione che per alemno 25 anni ha patito le pene dell'inferno ammucchiata nelle baracche dopo il terribile terremoto del gennaio 1968. Non solo, quindi, arte e utopia, ma soprattutto la voce degli uomini e delle donne che hanno sofferto per i ritardi e gli errori dello Stato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
antonio (03-11-2004) "Te la do io Brasilia" ha finalmente occupato una casella che ra rimasta vuota nell'inchiesta giornalistica italiana. Non si sapeva più niente di quello che era successo nel Belice: fino ad almeno dieci anni fa sembrava che tutto filasse liscio e invece le cose non stanno così. Di soli continuano ad andare a Gibellina e in altre città della Valle per completare opere che non sono state in parte nemmeno iniziate dopo oltre trent'anni di attese. Questo libro squarcia un velo che copriva una vergogna nazionale. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
enrico (01-11-2004) Dopo trent'anni leggo un libro che rievoca una storia che sembrava sepolta dal tempo. La storia della contestata ricostruzione della Valle del Belice e in particolare l'idea della nascita di Gibellina Nuova che sarebbe dovutata diventare l'unica città d'arte a cielo aperto al mondo. Così non è stato, però questa vicenda ritorna nel suo quadro d'insieme in questo libro che ha il merito di ricostruire uno dei casi più controversi del dopoguerra. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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