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Gurdjieff Georges I. - I racconti di Belzebù a suo nipote | Un racconto mitico "su scala universale" ma centrato sul problema essenziale: il significato della vita umana. Il libro si rivolge a chiunque porti in sé le domande fondamentali a cui, secondo l'autore, né la scienza né la filosofia moderna hanno dato risposta.
6 recensioni presenti. Media Voto: 4.83 / 5Io (26-11-2008) L'ho letto in 3 mesi, con calma, senza leggerlo tutti i giorni. Trattasi di un'opera molto variegata, con una qualità dei contenuti che varia di molto da capitolo a capitolo.
Ci sono capitoli scorrevolissimi, sulle cattive abitudini dei cittadini europei degli anni '40 e '50...in altri si assiste come ad una lezione universitaria, dove se non si prendono appunti non si capirà nulla.
La particolarità fondamentale del libro é la storia sulla nascita degli esseri umani (e anche delle scimmie), non solo completamente diversa da quella raccontata nella storia, ma anche diversa da altri testi esoterici. Di fatto é il primo testo esoterico incontrato che narra di un'origine degli esseri umani così diversa dalle teorie esoteriche che avevo fin'ora conosciuto.
Bisognerebbe provare a leggerlo perchè ne vale la pena. Il consiglio però, vista la mole di informazioni, é quello di prendere appunti durante la lettura del libro altrimenti sarà facile scordarvi le parti essenziali.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giancarlo Alviani alviani@tele2.it (05-05-2004) Un testo altissimo. Di difficile comprensione per chi non ha orecchie per intendere. Coloro che, invece, decidono di accostrsi alla vera ricerca, troveranno che questo testo elevatissimo suona come la più semplice e naturale delle melodie. Davvero uno dei 10 testi più importanti nella storia della letteratura mondiale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alessandro ale.expo@aliceposta.it (16-12-2003) In questo libro, come negli altri suoi testi, G. non considera minimamente ogni consolidato sistema di scrittura, facendo sforzare e soffrire il lettore che non può far altro, per terminare la lettura, che cercare dentro di sé ed affidarsi ad un "centro di gravità permanente", o alla sua ombra. Solo così i lettori potranno districarsi tra tutti gli "shock" che G. infligge al loro "pensare logico". E' una dura prova dalla quale si esce in un certo qual modo fortificati. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Valerio Chiezzi v_chiezzi@libero.it (05-11-2003) Difficile recensire un testo che ha ambizione di venir considerato alla stegua di un testo sacro. Per afferrarne il senso e le motivazione occorre considerare non solo la vita ma anche l'intera concezione dell'armeno Gurdjieff che, occorre tenerlo presente, non ha mai scritto una riga in prima persona limitandosi ad esercitare un insegnamento verbale per iniziati nell'ambito del più ampio contenitore conosciuto come teosofia che vanta numerosi altri esponenti di rilievo. Per coloro che si sentono portati per un approccio più pragmatico a questa comunque interessante fusione tra concezioni orientali ed occidentali consiglierei di leggere le opere del più grande estimatore di Gurdjieff, Ouspensky, che, probabilmente, è anche il materiale autore di questa e di altre pubblicazioni e che ha fondato la scuola di pensiero che ancora oggi ha moltissime sedi in tutto il mondo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Antonino Paruta antoninoparuta@libero.it (07-02-2003) luomo ha sempre tentato di redimersi e questa redenzione nasce dal riconoscimento dei propri errori e in seguito dal saperli perdonare. Cio crea la possibilita di guardarsi fuori di se e scoprire ad esempio che belzebu il diavolo in persona puo essere trasformato in uno strumento positivo per la crescita personale.
tutto il libro ruota attorno al prepotere che sta alla base di ogni attivita umana e di come esso si usa sotto forma di altruismo di maniera.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mauro belzebu17@hotmail.com (02-10-2002) Un testo per pochi e di difficile comprensione..per fortuna direbbe l'autore.Smuove comunque molte delle nostre certezze e questo è un buon inizio. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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