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Sinoué Gilbert - Il ragazzo di Bruges | Nel 1441 ad Anversa, Bruges e Firenze, tre giovani artisti sono misteriosamente assassinati. I cadaveri presentano mutilazioni simili, oltre a tracce di uno stesso veleno. Le vittime, inoltre, sono state tutti apprendisti del pittore Jan Van Eyck. La soluzione del mistero passa attraverso le vicende di un ragazzo di tredici anni, Jan, figlio adottivo di Van Eyck, cui il padre, prima di morire, ha raccomandato questa enigmatica massima: "Bisogna saper tacere, soprattutto quando si sa". Tra le brume delle Fiandre e il cielo luminoso della Toscana, in compagnia di personaggi come Donatello, Antonello da Messina, Brunelleschi, Fra Angelico, si snoda un thriller carico di suspense e di avventura.
15 recensioni presenti. Media Voto: 2.8 / 5giancarlo alassiomare@yahoo.it (14-11-2011) brutto libro, noioso e mal scritto, non capisco che gli ha dato il massimo del voto, in quanto e' veramente carente di descrizioni storiche, di descrizioni degli ambienti, si vede che lo scrittore ignora la realta' storica del periodo.
brutta la trama gialla della storia, sconsigliatissimo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
deborah mango (10-05-2011) L'inizio del libro è molto intrigante e stuzzica la curiosità del lettore, ma proseguando il tutto tende ad affievolirsi progressivamente. Ciononostante trovo sia una piacevole lettura! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
fabio (03-02-2011) Avvincente!!! consigliatissimo Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Bingia80 (21-03-2010) Un romanzo ben scritto. Appassionante la trama. Belli i personaggi. Unica pecca...il finale un pò frettoloso ma nel complesso un libro che mi è piaciuto molto e che consiglio. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
mauro ddcom95@yahoo.it (04-09-2007) Il libro mi è piaciuto abbastanza. La trama non è male anche se il finale risulta effettivamente essere un pò troppo precipitoso...peccato! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
zappatini silvia (05-02-2007) Non poteva limitarsi ad inventare dei personaggi invece che falssare in questo modo le vite di pittori realmente esistiti?l'ho trovato irritante e l'ho lasciato a metà..consiglio un buon libro di storia del'arte oppure un giallo senza "pretese"storiche Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Marzia (16-02-2006) A me è piaciuto molto, sia la storia che il modo di scrivere dell'autore, divertente il finale (che a me ha piacevolmente stupito), forse la seconda parte è trattata in modo più sbrigativo e meno curato della prima parte, ma in fin dei conti è un libro cui consiglio la lettura. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Dino dinopiu@email.it (15-02-2005) Il solito interessante libro di Sinoué, ottimo nella trama, e nella trasmissione delle visioni di altri tempi, articolato con arte, dotto, e storicamente avvolgente.
Talvolta forse un po’ stagnante, ma fila poi alla fine tranquillamente.
Una storia che mi è piaciuta, e che riporta in essere un argomento molto gradito a grandi scrittori, e che si ritrova nel nome della rosa….”il terrore nel progresso…nella conoscenza…nella condivisione delle informazioni….il terrore del pensiero…” che può portare a crimini senza logica.
Da leggere, e da far consigliare, anche perché Sinoué non tradisce mai.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Marco (25-01-2005) Direi che nonostante qualche autentica chicca, questa del "ragazzo" è l'opera meno riuscita di Sinoué. Uno dei suoi pregi è quello di ricordarci quanto fossero internazionali le città europee prima del nazionalismo. E' una buona prova generale. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
luca lucamaria10@hotmail.com (11-01-2005) Ho finito di leggere il libro da poco e devo constatare che mi ha lasciato un po perplesso a causa del finale un po frettoloso, mentre l'inizio del libro è un po prolisso.
Comunque devo essere sincero: chi non sa nulla di storia dell'arte cosa ci può capire? soprattutto nel finale rimarrà deluso!
A me è piaciuto perchè mi è sembrato di essere insieme a grandi artisti in una Firenze e in una Bruges ancor più grandiosa!ma ancor di più per l'originalità dei personaggi: non si era mai visto un romanzo con protagonisti i maggiori artisti del mondo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Elisabetta V. (15-10-2004) Di questo libro ho sinceramente apprezzato molto le lezioni (definiamole così) relative agli artisti (nonché personaggi) che l’autore inserisce spessissimo nel corso della narrazione. E’ stata per me un’utile ed interessante ripassata di ciò che avevo imparato in storia dell’arte al liceo ed ho avuto anche piacevoli sorprese in tal senso. Forse l’insistere frequente sul tema dell’arte e degli artisti, nonché sul contesto storico, ecc. ad alcuni lettori potrà essere sembrato noioso, a me invece è sembrata la cosa più interessante del testo. Quanto al resto: la suspense è un po’ traballante, alcune situazioni sono decisamente tirate in ballo senza alcun motivo, altre sono al limite dell’assurdo. Anche nel caso del “colpo di scena” finale l’unico dato interessante è, ancora !, legato alla storia della pittura, ma, se lo si considera in quanto libro giallo in realtà il finale è alquanto mediocre. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Babaluga (08-06-2003) La trama è veramente molto intrigante, degna dei migliori giallisti moderni, tuttavia l'autore non è riuscito ad inserire le descrizioni storiche con la giusta moderazione. Esse sembrano tropoo spesso infilate a forze, totalmente giustapposte, non so se dovute ad una labile conoscenza del periodo storico oppure ad una incapacità compositiva. Come nel discorso di Cosimo dei Medici col suo segretario finanziario. L'autore si sofferma troppo sulla prima parte sviluppando in poche decine di pagine la parte finale, quella maggiormante ricca di pathos. Insomma il libro meritava di esssere scritto da un altro scrittore. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Alessandra (24-06-2002) Bello, però...
...quando la storia iniziava a diventare davvero intrigante, mi sono accorta che mancavano poche pagine alla fine! Forse duecento pagine di ''introduzione'' sono un po' troppe...Nonostante tutto, lo consiglio, soprattutto a chi pensa che la storia debba sempre e comunque essere noiosa e indigesta.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Be' (25-10-2000) Questa volta ho speso male i miei soldi... Ma la copertina era invitante! Non che il libro sia brutto, lo si legge tutto di un fiato; ma è che l'autore ha costruito un libro senza pathos, infarcito di nozionismi storico-artistici tanto da poter dargli le sembianze di "storico" e interessante... Deeelusione. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
gianna dalle rive giannadr@yahoo.it (27-09-2000) Romanzo storico a cui nuoce non poco un linguaggio troppo "contemporaneo". Muove sulla scia di ben più avvincenti intrecci fiamminghi oggi di moda, come quelli di Dorothy Dunnett, ma non riesce a reggere il ritmo, nè a cesellare una credibile fisionomia ai personaggi. Jan, il ragazzo protagonista, ispira molta simpatia, ed è l'unico che si stacca dallo sfondo. La madre muore nel giro di 24 ore dalla prima parola pronunciata: e sì che aveva da giustificare un abbandono di infante e ben tredici anni di oblio! Oh, Alessandro Manzoni, che ne diresti?: un romanzo storico che comunica ben poco anche dell'epoca in cui è ambientato. Su Van Eyck, o su Cosimo De' Medici, s'impara di più leggendo una qualsiasi enciclopedia. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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