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Nair Anita - Cuccette per signora |
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Titolo | Cuccette per signora |
| Autore | Nair Anita | Prezzo Sconto 15%
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€ 13,60
(Prezzo di copertina € 16,00 Risparmio € 2,40)
|  | | Dati | 2009, 334 p., brossura, 18 ed. | | Traduttore | Diano F. |
| Editore | Neri Pozza
(collana Le tavole d'oro) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi | | 
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| Akhila è una donna di 45 anni, single, che non ha mai potuto vivere la sua vita: sempre figlia, sorella, zia sino al giorno in cui compra un biglietto ferroviario di sola andata per un paese in riva al mare di Kanyakumary, in India, gloriosamente sola per la prima volta nella sua esistenza e determinata a essere libera da tutto ciò che l'aveva confinata sino a quel momento. Nell'intima atmosfera dello scompartimento del treno che divide con altre cinque donne, Akhila conosce le sue compagne di viaggio. Ascoltando le storie delle donne, Akhila entra nei più privati momenti delle loro vite, cercando in loro una soluzione alle domande che l'hanno accompagnata per tutta la vita: può una donna restare single e felice, o ha bisogno di un uomo per esserlo?
| La recensione de L'Indice |
 Romanzo abilmente costruito questo secondo di Anita Nair (di cui Neri Pozza ha già pubblicato Un uomo migliore 2001). All'interno di un racconto-cornice e nel pieno rispetto delle unità di tempo e di luogo si snodano le storie di vita di sei donne sei sconosciute che casualmente si ritrovano nello stesso scompartimento di un treno che nell'arco di una notte le porta da un capo all'altro del loro vasto paese l'India. Sono donne diverse per età casta fede religiosa situazione famigliare e livello di istruzione. E diversi sono i motivi che le hanno condotte su quel treno da cui tutte scenderanno in qualche misura cambiate forse meno "perbene" o "permale" e un po' più se stesse. È evidente l'intento dell'autrice di presentarci dei casi emblematici una sorta di repertorio delle felicità-infelicità femminili nel subcontinente con l'aggiunta di un pizzico di esotismo – quello che a torto o a ragione agenti letterari e scuole di scrittura ritengono gradito a palati occidentali – e un'appendice di ricette di cucina (buone per quanto la scrivente ha potuto sperimentare). È un romanzo scritto con garbo molto leggibile ma lascia perplessi l'insistenza nel ripercorrere strade già battute riproporre personaggi femminili già raccontati e con più alta penna in un universo immobile mentre invece nel subcontinente si registra un forte e agguerrito movimento politico femminile le donne si organizzano e discutono si battono contro gli ogm e le multinazionali che li producono prendono in mano e raccontano le proprie vite in spazi aperti assai più cruciali di uno scompartimento ferroviario (come dimostra la loro vivacissima presenza al primo Social Forum asiatico svoltosi a Hyderabad nei primi giorni di questo gennaio). Anna Nadotti
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15 recensioni presenti. Media Voto: 3.6 / 5Roberta (02-05-2011) Premetto che e' il primo libro che leggo di un'autore indiano ed e' stato molto interessante, perche' attraverso il racconto delle vite delle protagoniste, ho conosciuto un lato sociale e culturale dell'India, di cui poco sapevo se non tramite alcune notizie lette sui giornali. Qui viene messo in risalto la condizione della donna, sposa sottomessa al marito e nella maggioranza dei casi costretta a matrimoni combinati. Le cuccette per signora sono state delle oasi femminili per le donne perche' hanno permesso di condividere, anche se per il solo tempo del viaggio, sogni e speranze che non avrebbero mai osato fare nella vita quotidiana. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Rain (28-04-2011) Un libro che parla di donne, delle loro vite, della loro psicologia, dei loro sogni, spesso infranti.
Sono donne indiane, ma potrebbero essere (tolta la localizzazione e certi particolari) donne di qualsiasi luogo e non luogo, tanto alla fine è similare il loro sentire, il loro voler essere amate, rispettate, essere felici.
Un libro delicato e da gustare, anche se preso un pezzetto alla volta.
Consigliato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Claudia (06-03-2011) Il racconto della vita di Akhila funge da cornice ad altri racconti di vita di giovani e meno giovani donne indiane, legate, nelle scelte positive o negative per la loro esperienza e per la loro famiglia, dalla spasmodica ricerca della risposta a questa domanda: può una donna essere tale, avere valore, riuscire a farcela nel mondo senza l'aiuto, l'appoggio, la protezione di un uomo? Senza per forza dover essere moglie e madre? E se è moglie e madre, può mantenere comunque una propria personalità, distinta dai suoi ruoli canonici? Nel nostro mondo occidentale la domanda suona così assurda che solo a scriverla sento una risatina ironica nella mia testa... ma nel mondo indiano non è così scontato e la donna, per quanto istruita e lavoratrice, è sempre legata a un ambiente familiare (d'origine o acquisito col matrimonio) che le impone un certo tipo di comportamento e certe rinunce.
Akhila e le altre donne del romanzo però cercano il loro riscatto nella loro stessa forza, rispettando non solo le tradizioni, ma anche e soprattutto se stesse. Si incontrano su un treno e, senza mai essersi viste, si raccontano le proprie esperienze. I racconti, presi a sè, sono molto belli, spesso coinvolgenti, ma il rapporto tra le donne da cui tutto prende avvio è del tutto tralasciato: salgono sul treno, cercano la propria carrozza e le proprie cuccette, si siedono e cominciano a raccontare...il tutto appare un po' brusco e stona con un romanzo invece che lascia un sapore molto dolce... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Antonio (10-03-2010) I racconti si riferiscono a cinque donne diverse (se consideriamo anche la ragazzina) ma potrebbero tranquillamente parlare della stessa donna in diverse fasi della vita. Il libro è ben scritto, è scorrevole ma indubbiamente è indirizzato a un pubblico femminile (tant'è vero che alla fine vengono inserite delle ricette della cucina indiana!). Per questo motivo, da buon maschio adulto europeo, ho fatto un po' fatica a metabolizzarlo e ad entrare in sintonia con il modo di pensare dei personaggi: ad esempio poter mangiare un uovo sodo di gallina, oppure fare un bagno in piscina a noi europei sembrano cose ovvie, ma evidentemente in India non lo sono. Inoltre la fine, che non rivelo, mi ha lasciato un po' perplesso: è in "quello" che consiste la liberazione a cui tanto aspira la zitella protagonista? Voto: 3 / 5 |  |  |  |
alex (28-10-2009) In realtà il voto 3 è tendente al 4; direi una via di mezzo.
Il libro è gradevole, molto dolce e non impegnativo; magari da acquistare quando esce in edizione tascabile. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Linda bailalinda@hotmail.it (17-10-2009) Questo libro contiente tanti buoni spunti, ma non mi è piaciuta la conclusione. Peccato anche che ho avuto la sensazione di leggere cinque storie slegate: nessun intreccio tra le cinque narrazioni, nè tra le protagoniste Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Stefania (29-05-2008) Cinque donne si raccontano in un treno in India.
Cinque storie vissute e consumate in Oriente,
ma grazie al contenuto, diventano contemporanee come se fossero raccontate da cinque donne occidentali.
Libro gradevole, ma sono troppi gli idiomi e le espressioni dialettali in lingua indiana che si impongono nelle righe dei capitoli. Alla fine del romanzo ci si pone l'eterna domanda:" Può una donna vivere senza un'uomo? ".
Leggere per credere...! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Maunakea (05-01-2008) Bello, Ladies Coupé è del 2001, è il primo della Nair che leggo ma prenderò di certo anche gli altri. E' il terzo libro dell'autrice, che ha una capacità descrittiva notevole senza risultare mai noiosa. Lo consiglio anche per un regalo ad una ragazza. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Sherazade (16-12-2007) Bello. Scava nella psicologia di cinque donne molto diverse tra loro, senza mai cadere nel banale da stereotipo.trasmette poi senza fronzoli la profondita della cultura indiana dai piu piccoli particolari Voto: 4 / 5 |  |  |  |
enza (02-11-2007) MOLTO BELLO, E' DA LEGGERE Voto: 4 / 5 |  |  |  |
luigi (04-12-2006) In queesto libro c'è dentro tutta l'India moderna che ha i piedi più o meno nella storia. Le donne sono il pretesto ben riuscito per raccontare una faccia di un meraviglioso paese. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Francesca (30-07-2005) Cinque donne che si raccontano: in qualche maniera ti ci ritrovi, ti appassioni e condivi insieme a loro le esperienze e il significato delle stesse. Bello e si legge bene. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
anna annagentiledg@yahoo.it (17-11-2004) chi si accosta alla lettura di questo libro per la curiosità di scoprire quanto sia diversa la vita delle donne di un'altra etnia, scopre invece che a qualsiasi latitudine, in qualsiasi cultura, tutte le donne hanno una vita interiore comune. Desideri soffocati, umiliazioni subite per l'indifferenza dell'uomo, solitudini e sogni lasciati maturare nel corso di anni e anni di silenzi.
E' un libro bellissimo che ci fa venir voglia di viaggiare con la protagonista e raccontarsi, per sentirsi non più sole. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mariangela (17-11-2004) MOLTO CARINO, SCRITTO BENE, DECISAMENTE GODEVOLE. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
deb (16-04-2004) Cinque tiologie di donne, cinque vite diversissime... racconti ai quali è davvero difficile non appassionarsi e non ritrovarcisi in qualche modo.
Delicato, sensibile e ricco di emozioni.
Da leggere, lo consiglio. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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