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Malatesta Stefano - Il cane che andava per mare e altri eccentrici siciliani | Gli italiani, nel corso dei secoli, sono stati definiti attraverso una moltitudine di luoghi comuni: geniali, cinici, estroversi, superstiziosi e così via. A nessuno è mai venuto in mente di definirli eccentrici. Gli unici eccentrici italiani, sostiene Stefano Malatesta, sono i siciliani. Le storie narrate in questo libro toccano, appunto, la "corda pazza", come diceva Luigi Pirandello, dei siciliani. Sono ventinove storie di varia natura e lunghezza che riguardano gli umani, tutti siciliani, con le eccezioni di tre forestieri: uno psicologo-mulattiere tedesco, un famoso scrittore inglese dell'Ottocento e un arciduca d'Asburgo, che si sono meritati la corda pazza ad honorem.
Media Voto: 3.5 / 5Luis (12-03-2005) "Il cane che andava per mare e altri eccentrici siciliani" è un libro che vaga tra la storia e la narrativa, a volte immaginativa, di un grande scrittore di viaggi. In questo piccolo quadro sull'eccentricità siciliana, si vedono scorrere, piacevolmente, 27 storie che sottolineano questa capacità intrinseca che ogni siciliano ha, ma che solo pochi riescono a esprimere, anzi, oserei dire, non sopprimere. Il risultato di quest'opera è una gradevole lettura per gli appassionati di quella terra, tanto vicina quanto lontana, e tanto desiderata quanto apprezzata, che è la SICILIA. Particolare è il fatto che questo leggero ritratto della pazza sicilianità, venga fatto, non da un siciliano DOC, ma da "un uomo del continente". Paradosso comprensibile, considerando il fatto che, un tipico siciliano, essendo all'interno di questa "pazzia" ed essendone in qualche maniera "assuefatto", non sarebbe mai riuscito a scorgere tutte quelle sfumature che ha colto Stefano Malatesta, dimostrando al pubblico la sua essenza di viaggiatore. Non resta altro che complimentarsi con l'autore, per averci regalato questa piacevole summa di quella che lui definisce l'"eccentricità" di (noi) siciliani. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
fazz afazzar@tin.it (26-08-2004) effettivamente si sente il profumo di Sicilia; in certi racconti però sembra che l'autore tiri un po' in lungo per avere un pezzo più "corposo"
nel complesso buono Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Francesco (25-12-2002) Ho letto da siciliano un libro su i siciliani ed ho scoperto di desiderare, ancor più di prima, di diventare sempre più siciliano. Così son salito in macchina e mi sono diretto a Tusa, per conoscere Antonino Presti.
Oggi sono ancora in viaggio, vi scrivo queste poche righe da un autogrill, sto mangiando un panino e sto leggendo per la settima volta "I fratelli Piccolo". Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Valeria valeria.denohabalsamo@tin.it (06-09-2002) Ho avuto la fortuna di leggere questo libro durante le vacanze appena trascorse.
Inizialmente lo avevo scelto per il mio amore per la terra di Sicilia e di tutte le sue curiosità.Poi leggendolo mi sono accorta di quante cose ancora non sapevo,e quante ancora dovrò scoprire su questa regione ricca di mistero.
Malatesta è stato capace di cogliere gli aspetti più divertenti,ma allo stesso tempo talvolta tragici di avventure di uomini e donne più o meno semplici,talvolta nascosti dietro il profumo delle zagare scaldate dal sole.
La facile lettura è aiutata dal fatto che le storie raccontate sono brevi e chiare e appena ne finisci una vuoi andare avanti per vedere quale altra cuiosità si nasconde nelle prossime righe.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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