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Malatesta Stefano - Il cammello battriano. In viaggio lungo la via della seta | Dunhang, un'oasi sperduta tra la Mongolia e il Tibet, era la tappa iniziale della "Via della seta" per chi proveniva dalla Cina e quella finale per chi partiva dal Mediterraneo, e faceva parte di una straordinaria cultura fiorita per mille anni e poi scomparsa sotto la sabbia. Per arrivarci Stefano Malatesta ha seguito le antiche strade carovaniere, sulle tracce di geografi, avventurieri e pellegrini. È stato a Kashgar, il più grande mercato dell'Asia centrale e nelle valli dell'Himalaya, dove è nato il mito di Shangri-là. Ha incontrato i cafiri dagli occhi azzurri e i nomadi kirghisi che cacciano con le aquile.
Media Voto: 5 / 5anna (08-06-2007) splendido. un libro denso, scritto benissimo. sazia chi lo legge. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Nicola E. (07-04-2003) E' uno dei più bei libri di viaggi che io abbia letto. Quando l'ho letto stavo facendo la tesi su quella zona geografica e siceramente non ne potevo più di leggere libri su un argomento anche solo lontanamente legato a quella parte geografica. Dopo aver letto "il cammello battriano" mi è ritornata la curiosità e la voglia di continuare la mia tesi, in più ho scoperto un "mondo" veramente magnifico. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gian Luca Bonora glbono71@hotmail.com (16-01-2003) In viaggio lungo un “tratto” della Via della Seta. Un sottotitolo forse più appropriato, poiché Malatesta ci descrive sublimi luoghi e meravigliosi incontri avvenuti sulle strade desertiche attorno al bacino del Tarim, tra l’alto Pakistan e il Sinkiang cinese. Un tratto solo della Via della Seta, ma un tratto affascinante, esotico e lontano, caratterizzato da popoli nascosti e da una cultura che l’autore ha saputo descrivere con grande precisione e intelligenza, non disdegnando ironia e arguzia, e sempre permettendo alla fantasia del lettore di volare, di seguire i viaggi a precipizio sulla catena dell’Hindu Kush o del Pamir, di scavare insieme ai primi archeologi (o spie ?) inglesi e russi che hanno portato alla luce documenti di una civiltà ancora oggi poco nota, di frequentare biblioteche e di conoscere mercanzie che solo i bazar centro-asiatici possono vendere, fiori dai profumi intensi, esploratori che viaggiavano con l’atlante e la lingua e non a dorso di cammello. Ogni personaggio che ha fatto, o disfatto, la storia di queste località viene presentato mediante accurati resoconti di ben documentata preparazione bibliografica; ogni località è una mappa fatta di frasi, visioni, immagini, leggende, notizie strane e curiose, odori e destini, e si passa dal mondo antico ai nostri giorni con estrema eleganza e leggerezza, per ritornare di nuovo al Medioevo più fiorente quando i commerci, i traffici su questo tratto della Via della Seta hanno permesso la nascita e lo sviluppo di comunità umane ricche relativamente a molti aspetti della cultura materiale. Un ottimo libro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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