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Pagnol Marcel - La gloria di mio padre |
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Titolo | La gloria di mio padre |
| Autore | Pagnol Marcel | Prezzo Sconto 15%
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€ 6,38
(Prezzo di copertina € 7,50 Risparmio € 1,12)
|  | | Dati | 2003, 174 p. | | Curatore | Cavalli M. | | Traduttore | Cavalli M. |
| Editore | Neri Pozza
(collana Tascabili) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| A Aubagne, piccola città ai piedi del Garlaban in Provenza, vive Joseph Pagnol, un giovanotto bruno, di statura modesta senza essere piccolo, dal naso ragguardevole sebbene dritto, dalla voce profonda e gradevole, dai capelli di un nero venato d'azzurro. Joseph Pagnol, che una domenica incontra una sartina bruna che si chiama Augustine e la trova così carina da sposarla su due piedi, e che tutti i sabati inforca la bicicletta del fornaio per portare a casa croccanti alle mandorle, crostate di crema e farina per le frittelle. Questa è la sua storia, la storia dei suoi sogni, delle sue fatiche, la storia della sua gloria raccontata da suo figlio.
Media Voto: 4 / 5Flavia (24-05-2012) E' un libro che consiglierei a chiunque, ragazzi, adulti, uomini e donne indistintamente, una scrittura cristallina, personaggi grotteschi come la maestra dal viso giallo ed i baffi marroni; è il sublime racconto dell'infanzia di Pagnol, il racconto dell'innocenza. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andrea (28-03-2008) Posto volentieri queste due righe per raccomandarvi vivamente la lettura dei quattro libri di Marcel Pagnol dedicati ai ricordi d'infanzia.
Anche se la traduzione può presentare alcune lacune, non rinunciate a fare amicizia con questa deliziosa raccolta di avventure di un bimbo che aveva 10 anni nel 1905 e ad immergervi piacevomente nei suoi ricordi di un mondo che non esiste più.
Trovo che la bravura di Pagnol stia soprattutto nel destare vivo interesse pur raccontando semplici avventure viste con occhi di bambino, riuscendo a rivolgersi alla parte di bambino che è presente in ognuno di noi.
Vi consiglio di iniziare dai primi due.
Cito la prefazione scritta dallo scrittore:
"Nelle pagine che seguiranno non dirò di me stesso ne bene ne male: non sto parlando di me, ma del bambino che non sono più. E' un personaggio poco importante, che ho conosciuto e che si è dissolto nel trascorrere del tempo, come gli uccelli che spariscono senza lasciare uno scheletro. Oltretutto lui non è il tema di questo libro, ma il testimone di storie minime." Voto: 5 / 5 |  |  |  |
eugenio ferrero eugenio.ferrero@fastwebnet.it (21-02-2004) Il sublime romanzo di Pagnol è intraducibile e questa traduzione lo dimostra in pieno. Il provenzale "bartavelles" è tradotto correttamente con "coturnici", ma quest'ultima parola in italiano evoca il latino e l'alta letteratura (Montale: ora che il canto delle coturnici....)mentre in Pagnol evoca il dialetto locale, il "bartavela", il versaccio che fanno questi grassi uccelloni, queste pernici greche.
C'è poi nella traduzione un errore MADORNALE in uno dei passi più alti del racconto. Il piccolo Marcel alza al cielo le due coturnici, colpite dal padre, davanti al "soleil couchant", cioè al tramonto del sole, al sole che tramonta. Qui è tradotto: davanti al sole COCENTE. Una svista assurda, che temo celi altri errori che mi sono sfuggiti. L'unica traduzione italiana di Pagnol tradisce il magico scrittore e ne restituisce una pallidissima immagine. Dubito che qualcuno se ne sentirà molto attratto... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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