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Cremona Renzo - Cronache dal centro della notte |
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Titolo | Cronache dal centro della notte |
| Autore | Cremona Renzo | | Prezzo |
€ 8,00 |  | | Dati | 2004, 96 p., brossura |
| Editore | Edizioni del Leone
(collana Narrativa) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 settimane | | 
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| In una zona di confine dove le differenze tra prosa e poesia smettono di avere uno statuto e i generi tradizionali si sgretolano per farsi scrittura totale, Renzo Cremona illumina i perimetri più instabili dei nostri giorni, dove la certezza è solo una patina rassicurante sotto la quale si annida il baratro. è un mondo, questo, che ha i contorni e i contenuti della realtà ma respira un'aria allucinata ed è pervaso da una continua sospensione metafisica. Così accade che, grattando sotto la superficie, compaia la natura inquietante delle cose. Ma dalla notte c'è un riscatto: così eccolo, il treno, imboccare finalmente l'uscita dalla galleria ed entrare nella luce di un nuovo giorno rivelato.
16 recensioni presenti. Media Voto: 4.68 / 5E.F. (17-03-2008) Un libro che ti mette in moto verso un viaggio verso il "centro della notte" che sta dentro di noi. Uno stile personalissimo che dà un significato nuovo al termine poesia. Consigliato a chi ama la scrittura di qualità. Imperdibile! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
M.S (29-02-2008) Un libro difficile da comprendere, che comunque esprime tutta la bravura dell' autore che dimostra grandi conoscenze linguistiche e grande esperienza nel campo letterario. Comunque non è un'opera entusiasmente, a mio avviso alcune sue produzioni sono nettamente più efficaci e migliori. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
(27-09-2005) Con un suo dire attento, sorvegliato e claustrofobico, Renzo Cremona ha saputo dar voce e corpo di scrittura all'inesprimibile, illuminando con una luce precaria i confini malcerti delle cose, pericolosamente insidiate da un senso di mistero, per giungere fino a quella zona neutra, dove si annidano le inquietudini di un io lacerato e scisso, alle prese con gli incubi metropolitani e con la dimensione labirintica del vivere contemporaneo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Stefano Valentini in (06-01-2005) Certamente si colloca tra le opere di narrativa, questo stimolante libro di Renzo Cremona, perché in ultima analisi vi si narra una storia o un insieme di storie - ora più articolate, ora brevissime, ora istantanee - utilizzando la forma della prosa: spesso secondo quella particolare categoria definita o definibile, all'anglosassone, "stream of consciousness" o flusso di coscienza, dove la realtà fattuale viene portata sulla pagina esclusivamente tramite la concatenazione dei pensieri del protagonista. Certamente è narrativa, quindi, e tuttavia alcuni capitoli e brani di capitoli sono così densi e racchiusi, così compiuti in sé da evocare indubitabilmente l'idea di piccoli poemi in prosa, non tanto per le loro qualità liriche - la dolcezza sentimentale o l'immagine suadente sembrano non essere affatto un interesse preminente dell'autore - quanto per la loro capacità di catturare in poche righe un microcosmo di vasti significati, potenti allegorie, sottili suggestioni e drastici rimandi. Si tratta pertanto di un libro dove i confini tradizionali tra i generi vengono meno, non perché scardinati (non c'è infatti vera violenza, né eversiva né ribelle) ma perché, in tutta naturalezza e semplicità, dissolti. Cremona sa il fatto suo e padroneggia adeguatamente la materia e lo stile, dando spessore ad una sorta di limbo metafisico dove le immagini hanno sempre il profilo capovolto dei negativi fotografici e nel quale non solo il tempo e lo spazio, ma anche la stessa percezione e la stessa coscienza sono in qualche modo distorte e sospese, allucinate e sviate. C'è una luce notturna in questi scorci di esistenza, un bagliore ingannevole ma non ingannatore, infero perché inquietante e non perché intenzionalmente malvagio: un ossessivo e ciclico spaesamento dove il viaggio, il cammino, i passi, le impronte - elementi ricorrenti in queste pagine - non portano altrove, ma solo più a fondo d'un destino che è, soprattutto, un pertinace mistero. Dal giorno si spalanca il buio, le chiavi del futuro sono molte ma spezzate Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Stefano Valentini in (04-01-2005) ...le testimonianze su quanto accaduto discordano: "possibile che la vita sia tutta qua?" si chiede ad un tratto uno dei personaggi. Sembra una notte senza fine, non lo è: al termine del libro, inattesa, la luce riappare, con il risultato di lasciare tutti "senza parole". Per meraviglia e sollievo o per accecamento e vertigine? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
E. E. (26-12-2004) Ho scoperto Cremona perché un amico mi ha regalato ieri il suo libro. L'ho letto tutto d'un fiato e ne sono rimasta travolta. Per tutti quelli che amano la prosa con grosse concessioni alla poesia e le atmosfere sospese, quasi irreali. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ellie58 (23-12-2004) I particolari che ci passano sotto gli occhi e di cui nemmeno ci accorgiamo, mio dio quanti sono! Mi fermo spesso a ripensare a quello che ho letto nelle Cronache e vado a ripescarlo, trovandoci ogni volta qualcosa che all'inizio non avevo visto. Un libro che sembra scritto da chi ha quarant'anni di lavoro alle spalle. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Luciano Nanni, in (20-12-2004) Narrativa. Dopo due (tre, N.d.A.) raccolte di poesia (per "La Pergamena delle Mutazioni" v. PdV n.35 p. 76) Cremona esce con un'opera prima di narrativa: ma su tale termine occorre intendersi. Chi racconta de-scrive, e nelle Cronache storie o frammenti restano incidentali, lacerti di una quotidianità che dallo schema istitutivo si traducono in metafisica o dimensione mentale o strato simbolico: il caos da decifrare (J. Saramago) rientra qui nell'ordinamento del testo con strumenti linguistici depurati senza rompere il flusso della scrittura (funzione del punto mobile), perciò l'amore creduto vero (p. 94) è specchio del dato non interpretabile; inutile (?) pertanto fissare il segno-memoria, mai identico al primo movente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Luciano Nanni in (19-12-2004) Dopo due raccolte di poesia Cremona esce con un'opera prima di narrativa: ma su tale termine occorre intendersi. Chi racconta de-scrive, e nelle "Cronache" storie o frammenti restano incidentali, lacerti di una quotidianità che dallo schema istitutivo si traducono in metafisica o dimensione mentale o strato simbolico: il caos da decifrare (J. Saramago) rientra qui nell'ordinamento del testo con strumenti linguistici depurati senza rompere il flusso della scrittura (funzione del punto mobile), perciò l'amore creduto vero (p. 94) è specchio del dato non interpretabile; inutile (?) pertanto "fissare" il segno-memoria, mai identico al primo mmovente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
antonello accipiti (17-12-2004) un capolavoro di scrittura totale. congratulazioni. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
arianna l. (16-12-2004) un libro parla secondo la capacità che abbiamo di ascoltarlo. temevo, partendo dalle poesie di cremona, di trovarmi in un mondo estraneo, invece adesso amo questo libro forse più degli altri che ho già letto: dentro ci siamo tutti noi, dal primo all'ultimo. senza veli. grazie grazie grazie. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesco Arzegni (13-12-2004) È evidente che Cremona ha alle spalle un lungo allenamento nel campo della poesia e che questo gli ha permesso di guadagnarsi uno stile saldo e maturo. Definire questo un libro di prose mi sembrerebbe quanto mai riduttivo: come ne "Le città invisibili" di Calvino, l'alternanza tra tensione poetica e andamento piano della prosa ha prodotto un tessuto del tutto originale che non ha corrispettivi nella scialba narrativa di grande consumo né nella poesia autoreferenziale. Solo per palati fini. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
pietro72MI (10-12-2004) Io invece preferisco le prose di Cremona. I testi sono multistratificati e vanno oltre l'apparente semplicità delle situazioni presentate, al punto che non esiterei a dirli più complessi delle poesie. Complimenti vivissimi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
massimiliano61xxx (20-11-2004) deludente. preferisco di gran lunga le poesie Voto: 3 / 5 |  |  |  |
F. (04-10-2004) "Cronache dal centro della notte" è un viaggio che si deve compiere da soli e nel silenzio della notte. In totale abbandono. Una scrittura eccezionale alla quale ormai da tempo non eravamo più abituati. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
P. Q. (09-09-2004) L'autore di "Lettere dal Mattatoio" non poteva sfornare altro che queste bellissime prose, in un genere letterario del tutto a sé stante. Ora sta a voi scoprire il terribile segreto che si nasconde sotto la natura delle cose. Ottimo l'editoriale di Alvise Foschi in quarta di copertina: illustra bene quello che sta dentro il libro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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