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Failler Jean - Omicidio a Lorient. La prima inchiesta di Mary Lester. Vol. 1 | Con il misterioso annegamento di un clochard, la sparizione del direttore di un supermercato, il furto di un'auto, una storia d'amore clandestina e una inquietante casa sulla scogliera iniziano le avventure di Mary Lester, giovane "apprendista" poliziotta. Armata di un diploma e di un intuito geniale grazie al quale riuscirà a risolvere crimini e intrighi, Mary Lester vive e lavora in Bretagna, terra splendida di maree, porti, pescherecci, fiordi e piccole città quanto dura di tradizioni radicate. "Omicidio a Lorient" inaugura le avventure di questo personaggio che, con testardaggine e ostinazione, non solo sarà in grado di fronteggiare l'ostile scetticismo dei colleghi, ma riuscirà sempre a far luce sulle più torbide vicende, scampando ai pericoli del suo lavoro.
| La recensione de L'Indice |

Rosso cruento sullo sfondo di un tranquillo porticciolo bretone. L'idea della nuova collana Robin "I Luoghi del Delitto" è già tutta nella copertina: evocare attraverso le indagini del protagonista un luogo, territorio fisico e umano, teatro di violenze e delitti. Decisamente accattivante l'intuizione di dare una dimensione più ampia al romanzo poliziesco rendendolo caratterizzante di una zona geografica. Tutti i volumi della collana, che propongono personaggi e ambientazioni "seriali", sono arricchiti da una cartina geografica e da una nota introduttiva al luogo che, lontani dalla descrizione turistica, sono un'ammiccante strizzata d'occhio al lettore. In Omicidio a Lorient, fra i primi testi in catalogo, c'è tutta la Bretagna. Testimonial d'eccezione è Stendhal, di cui sono citate poche ma suggestive frasi d'introduzione: "Ho lasciato Lorient alle tre con un bel tramonto; finalmente il sole, dopo tre giorni, si era degnato di mostrarsi. (...) S'incontravano ad ogni passo certi alberghetti alti dodici o quindici piedi, da cui usciva una donna che ci chiedeva, in bretone, se volevamo un bicchiere di sidro". E sul filo della narrazione è la Bretagna più autentica che si svela al lettore. Nebbie, maree, porti e scogliere sono lo sfondo su cui la giovane tirocinante Mary Lester muove i suoi primi passi in polizia. Ostinata e dotata di un formidabile fiuto per le faccende losche, Mary si trova immischiata nella torbida vicenda di un clochard misteriosamente annegato, di un direttore di supermercato scomparso e di un'inquietante casa a picco sul mare. Altro grattacapo, dover fare i conti quotidianamente con un capo arrogante e presuntuoso. E per giunta insofferente nei confronti delle donne in polizia. Scorrevole e piacevolmente ironica la scrittura di Jean Failler, che in Francia ha già pubblicato più di venti volumi ispirati alle indagini della giovane Mary Lester, dai quali è stata tratta una fiction televisiva. Avvincente l'intrigo, inaspettato il finale. Paola Goglio |
Media Voto: 5 / 5MB (08-04-2011) Delizioso scorcio di Bretagna! L'ho divorato in un giorno, un bel giallo, a volte prevedibile, ma scorre direttamente verso la fine con tutta la sua logica e il suo intrigo. Il tutto condito ma meravigliose descizioni. Consigliato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Josss! francescorenzi4@virgilio.it (16-01-2007) Un romanzo polziesco? Sì, ha tutti i connotati del genere. La trama è avvincente e il finale è di quelli che non ci si aspetta. Eppure in questo, come nelle altre storie di Failler -riguardanti Mary Lester- si trova tutta la storia del paesaggio bretone: del clima, dei colori freddi, della vita quotidiana degli abitanti di quei posti. Quasi tutti sono braccianti di mare o, comunque, impiegati nelle società di costruzioni navali. Si trova anche la storia di Mary, che non si limita alla biografia, ma riguarda soprattutto il suo carattere: pungente, allegro, fastidioso, coinvolgente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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