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Mongai Massimo - La memoria di Ras Tafari Diredawa. Le inchieste di Ras Tafari Diredawa | Tafari non ricorda il suo cognome. È solo un barbone alcolizzato, etiope e ultraquaratenne, che vive alla meno peggio a Roma, elemosinando per avere pochi spiccioli per comprare vino in cartone per restare costantemente fra l'ubriacatura vera e la pura confusione alcolica che non gli fa ricordare niente di ciò che era; ricorda solo la sua lingua, l'Amhara. L'unica persona con cui ha un rapporto umano è Eurosia, una volontaria della mensa della Caritas dove Tafari consuma il suo unico pasto quotidiano. Tutto cambia quando Tafari, non visto, assiste all'omicidio di Eurosia.
Media Voto: 4 / 5Angela M. (29-04-2007) Scritto bene, con "garbo", interessante per il protagonista (barbone etiope); fa passare qualche ora piacevole. Niente a che vedere con i veri gialli (Mankel, George ecc.), dove lo spessore psicologico e la trama sono ben altri. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Andrea Franco andreafranco@inwind.it (21-09-2006) Un grandissimo Mongai, ironico, travolgente, dotto... un romanzo che affascina il lettore e lo tiene inchiodato al suo posto... da leggere assolutamente. ciao
Andrea Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Dario (01-09-2006) Bello, originale, diverso dai "normali" gialli che capita di leggere. Sarà per l'ambientazione particolare (il quartiere romano della Garbatella) o per il protagonista che non t'aspetti (un etiope immigrato che ha perso la memoria e che nel corso della storia si "solleverà" dallo degrado di barbone in cui si trova all'inizio, sistemandosi e scovando anche il colpevole dell'omicidio di cui è involontario testimone), ma davvero questo libro spicca per freschezza e godibilità. Scritto anche molto bene, con tantissime interessanti divagazioni sulla Garbatella e l'Etiopia. Se il finale fosse stato un po' più d'azione sarebbe stato perfetto, ma già così è davvero meritevole. Lo consiglio a tutti!
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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