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Paradisi Donatella - L' osteria di Nunziata. Un'indagine nella Roma dei papi |
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Titolo | L' osteria di Nunziata. Un'indagine nella Roma dei papi |
| Autore | Paradisi Donatella | Prezzo Sconto 15%
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€ 15,30
(Prezzo di copertina € 18,00 Risparmio € 2,70)
|  | | Dati | 2010, 381 p., brossura | | Curatore | Mozzicarelli L. |
| Editore | Robin
(collana La biblioteca del tempo) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi | | 
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| Scende la sera dell'ultimo giorno di Carnevale del 1839, nella Roma dei Papi. Nella sua osteria affacciata sul Tevere Nunziata si prepara a ricevere gli avventori che non mancheranno certo, in un giorno come questo. È una donna bella e ancora giovane, che sembra non mostrare le tracce delle sofferenze e delle umiliazioni che il destino di trovatella prima e un matrimonio non voluto poi le hanno lasciato addosso. Vedova e finalmente padrona della piccola osteria del Gallo, Nunziata sta lentamente riprendendo in mano il proprio destino, acquistando consapevolezza della propria forza e del proprio valore e dei diritti che il suo essere donna in tempi e condizioni tanto difficili le hanno finora negato. È già notte quando la porta dell'osteria si apre e fanno la loro comparsa due uomini, l'uno mascherato da pastore, l'altro in un abbagliante abito da cavaliere... La mattina dopo uno dei due sarà trovato ucciso nella vicina secca di San Biagio, nei pressi di via Giulia. È l'inizio di una straordinaria avventura che coinvolgerà l'ostessa in prima persona e che avrà come sfondo la miseria dei vicoli di Roma, il Ghetto, un antico palazzo nobiliare, magnifiche chiese e cripte nascoste, che ospitano l'orrore segreto e quasi osceno dei cimiteri sotterranei.
Raffaele Marando (07-05-2010) Bella scommessa quella di Donatella Paradisi: una storia noir in una Roma della seconda metà dell'ottocento. E' passato solo un secolo e mezzo scarso ma è come se fossero millenni. Roma non era capitale d'Italia ma dello Stato della Chiesa, e il Papa era re; nel Tevere si lavavano i panni, si pescava, si nuotava; per le strade di terra battuta si aggiravano in carrozza aristocratici e prelati, e a piedi una folla di popolani perlopiù poverissimi. Una società spaccata dal censo in due comunità incomunicabili come i Morlock e gli Eloi di Wells, cui solo il Carnevale dà modo di mischiarsi per una volta all'anno, nell'anonimato garantito dalla maschera. Quell'anonimato che nel romanzo servirà a coprire l'autore di un omicidio.
Intriga l'ambientazione cronologica e geografica, soprattutto per un romano come me è affascinante lasciarsi portare per mano da una studiosa esperta come l'autrice per una Roma che sembra una versione in 3D degli acquarelli di Roesler Franz. Purtroppo la Paradisi non è altrettanto avvincente dal punto di vista narrativo. Lo stile è appesantito da troppi aggettivi ("L'aggettivo non è amico dello scrittore", Stephen King), i dialoghi suonano troppo colti in bocca a popolane analfabete, e il meccanismo della suspense non è padroneggiato con sufficiente perizia. Peccato. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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