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Pannitteri Adriana - Vite sospese | Giovanni Nuvoli, che ha dichiarato "Io voglio morire"; Giuseppe Nardi, tetraplegico dopo un incidente; il papà di Eluana Englaro, che da anni chiede di staccare la spina; Salvatore Crisafulli, contrario a qualsiasi forma di dolce morte. Adriana Pannitteri li ha incontrati e il loro racconto, assieme a quello di altre decine di casi, si è trasformato nell'inchiesta straordinaria di una giornalista Rai all'interno dello spinoso tema dell'eutanasia. Dalla cronaca del caso Welby con la testimonianza della moglie Mina e di Mario Riccio, il medico che ha staccato la spina, trae spunto un diario che intreccia le ragioni di coloro che chiedono di morire agli appelli di chi rifiuta qualsiasi forma di morte assistita. E alle loro storie si intrecciano le voci dei medici, che ogni giorno nelle corsie di terapia intensiva si confrontano con il limite sottile tra la vita e la morte. Ora che per la prima volta si vuole affrontare il tema dell'eutanasia, davanti al quale la magistratura non sa bene come comportarsi, la Pannitteri racconta il confronto bioetica, giuridico e politico assieme a Gustavo Zagrebelsky, Francesco Paolo Casavola, Maurizio Mori, Maria Luisa Di Pietro, Ignazio Marino, Paola Binetti, Marco Cappato e Annelore Homberg.
Federico Caldarola (19-12-2008) L’ho trovato un libro molto intenso, in cui l’autrice entra con grande pudore ed in punta piedi dentro la vita di famiglie e di persone devastate dalla sofferenza, e ce le restituisce con i loro pensieri e le loro lotte, affidando a noi il giudizio (ma si può giudicare il dolore di un Altro da noi? ).
La Pannitteri non fornisce risposte, ma molti punti di vista, ovviamente contrapposti, ci fa porre domande interne, silenziose, lontane anni luce dai canoni che oggi la fanno da padroni: tutti giovani, tutti belli ad urlare sotto i riflettori. Profondo e coinvolgente.
Federico Caldarola
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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