|
|  |
Agus Milena - Mal di pietre |
L'autrice racconta la storia di una nonna (nonna della narratrice), della sua vita, del suo matrimonio e dei suoi amori. In quest'ordine, appunto, perché alla nonna tutto capita un po' in ritardo, quando ormai non ci spera più. Il matrimonio sembrava una possibilità sfumata (per via di una sentimentalità troppo accesa che faceva fuggire i pretendenti), quando a Cagliari, nel '43, arriva un uomo che viene ospitato dalla famiglia e si sdebita sposandone la figlia. Ma non è ancora l'amore, quell'amore vagheggiato e sognato da tutti i personaggi di Milena Agus, con tanto sfortunato ardore. Ed ecco che sembra arrivare inaspettato, durante un viaggio in Continente, durante una cura termale per curare il "mal di pietre", i calcoli renali.
Recensioni 1 - 20 di 103 recensioni presenti. Media Voto: 3.19 / 5giorgio (15-01-2010) Intenso, coinvolgente e ironico, con una leggerezza simbolo di gran maestria, si legge d'un fiato. In poche pagine Milena Agus crea un microcosmo vitale, popolato da personaggi difficili da dimentica una volta terminata la piacevolissima lettura. Consigliato. Voto: 5 / 5 |
pier paolo (22-12-2009) il libro a me è piaciuto davvero molto.
scritto in maniera molto semplice,ma diretto, mi ha emozionato davvero...
lo consiglio
Voto: 4 / 5 |
angela (18-11-2009) Concordo pienamente con chi dice che quando si commenta un libro è necessario mettere sempre "secondo me". E infatti secondo me questo è un bel libro, si legge bene e la storia è molto carina. In ogni libro di Milena Agus si trovano delle parole e delle immagini che a me rimangono impresse.
Secondo me merita. Voto: 5 / 5 |
grm (05-11-2009) ho adorato questo libro ma non ho la pretesa che valga lo stesso per chi invece lo ha disprezzato. sarebbe giusto, però, premettere ad ogni commento fatto un bel "secondo me" in modo da evitare espressioni di giudizio così assolutistiche; all'inizio di ogni trama di fiction si stipula un patto letterario secondo il quale accettiamo di credere a tutto ciò che leggeremo (o vedremo sul palco o sullo schermo), a me pare che in molti qui abbiano rinnegato questo patto; se le volgarità non possono entrare in letteratura allora bisogna cancellare dall'elenco degli autori Pasolini, Tondelli e Palahniuk; a mio avviso la storia è commovente e scritta in modo da produrre un buon grado di immedesimazione con i personaggi, cosa che non fa mai male; ultima considerazione tecnica: scrivere una storia nella storia è segno di grande personalità e complessità narrativa, è vero un romanzo ha il compito di descrivere un mondo e questa è una semplice storiella, ma se adottiamo al 100% questo criterio le uniche opere riuscite della storia della letteratura sono la divina commedia, i promessi sposi e guerra e pace. un po' pochino. Voto: 5 / 5 |
gianni (23-10-2009) Una spudorata scopiazzatura di "VA dove ti porta il cuore", e decisamente mal riuscita. Infarcita con citazioni storiche noiosissime ed inutili ed espressioni sarde, e con l'aggiunta di gratuite volgarità molto grottesche. Ecco tutto... nulla di più... Non capisco perchè sia stato apprezzato dai critici e da parte dei lettori. Sono stati scomodati paragoni impegnativi e del tutto fuori luogo per questa storiella stiracchiata scritta in uno stile approssimativo e che non dice nulla di nuovo. E' un romanzo privo di idee e di mordente, che si riesce a terminare, anche se a stento, solo perchè è brevissimo e pubblicato a caratteri giganti. Altamente sconsigliato se avete un minimo di gusto letterario. Voto: 1 / 5 |
milly (23-10-2009) Ho comprato questo libro per uno strano motivo: avevo letto proprio qui pareri totalmente discordanti e contraddittori, e così ho desiderato farmi una mia opinione in merito. Ora debbo concordare in pieno con tutti quelli che hanno votato 1!!! E questo solo perchè non esiste lo zero... E' un libriccino davvero sopravvalutato e molto sponsorizzato, fatto passare per il capolavoro della Agus... posso immaginare gli altri!! E' noioso, trito e ritrito, infantile, appena abbozzato, inconsistente. E' involuto nello stile e nella trama, e non riesce mai a convincere in nessuna sua parte. Le volgarità disseminate sono gratuite e non aggiungono nulla all'esilissima trama scopiazzata da altri libri. Purtroppo ne è solo la brutta copia mal riuscita. Il finale è senza senso, i personaggi piatti e stereotipati. Dare 1 è già un regalo... Di sicuro non leggerò mai più nessun altro suo libro. Voto: 1 / 5 |
milena (25-09-2009) Questo romanzo ha un grande, grandissimo pregio: è breve... Lo strazio termina in fretta ( anche se non abbastanza). L'ho letto solo perchè un'amica ha avuto la pessima idea di regalarmelo, e per principio finisco tutti i libri. Ma vi consiglio di evitarlo, è davvero banalissimo e scritto in modo assolutamente retorico e poco credibile. Ripete sempre gli stessi concetti ed è noioso oltre ogni limite. Mi spiace molto, perchè in genere Nottetempo pubblica romanzi piacevoli, ma con questa autrice ha davvero fallito. Mi stupisce che in catalogo ci siano altri suoi titoli... Misteri dell'editoria...
Voto: 1 / 5 |
jane (08-07-2009) magari non si può dare 5 a questo libro paragonandolo ad altri 'capolavori', ma chissà se poi sarebbe questo il modo giusto per 'dare i numeri'... perciò io dico 5 perché questo mi pare un piccolo gioiello perfetto in se stesso, che regala esattamente quello che in esso si cerca, niente di più e niente di meno. non ha pretese mancate. fa piangere e sorridere ed emozionare, che racconta una favola vera, ed una favola nella favola. bellissimo. Voto: 5 / 5 |
Stefania (27-04-2009) Sono d'accordo con chi definisce questo libro poesia. E' vero, a volte si è costretti a leggere tutto d'un fiato i lunghi periodi, ma in ciò consiste l'immediatezza di questo libro, sembra quasi di percepire dal vero i profumi della Sardegna. Voto: 5 / 5 |
Tinama (19-01-2009) E’ un libro che si legge con piacere e tutto d’un fiato senza essere leggero. Pur nella loro diversità e con i loro limiti e quelli che il tempo e l’ambiente impongono, i nonni protagonisti piacciono, ispirano simpatia, insegnano rispetto, si propongono come esseri singolari, ciascuno con una propria identità ben definita.
Nonostante alcune dettagliate descrizioni crude sulle prestazioni sessuali della nonnina, il racconto rimane delicato e poetico per il fresco profumo di sentimenti che emana. Forse sarebbe più di effetto se ascoltato, per la presenza di periodi che, oltre ad essere lunghi, sembrano più vicini al linguaggio orale che a quello scritto. Gradevole la sorpresa conclusiva del finale.
Voto: 4 / 5 |
maupes (17-11-2008) L’idea che sta alla base di questo breve racconto, incentrato sulle vicende erotico-sentimentali della nonna dell’autrice, che ne narra la travagliata vita in prima persona inserita nel contesto di un ambiente caratterizzato come quello sardo, non sarebbe neppure male. Non mi è piaciuto però lo stile dell’autrice che spesso sembra scrivere di getto tutto quello che le viene in mente, con periodi lunghissimi e frequenti divagazioni che finiscono per sfiancare il lettore nell’ardua impresa di seguirla. La verbosità quindi, condita da ripetute escursioni nel dialetto sardo (con traduzione a fondo pagina), finisce per rendere la lettura ostica, nervosa e faticosa. Ci si salva per il fatto che in fondo sono solo poco più di 100 pagine. Se la descrizione dell’ambiente famigliare e del contesto esterno è tuttavia efficace, a volte, l’insistenza nella descrizione di alcune prestazioni sessuali getta però un’ombra sulla volontà dell’autrice di ricorrere ad esse per colpire e stupire il lettore, piuttosto che per fornire un sostegno adeguato e necessario al racconto. Ma davvero poi questi nonni sono così sessualmente scatenati, fantasiosi e disinibiti, pur vivendo in un ambiente ed un’epoca storica caratterizzata da una grande castigatezza nei costumi? Voto: 2 / 5 |
gra (27-10-2008) Per me non è un racconto, è una poesia. Romantico e tenero pur nella sua semplicità,non mi è parso affatto volgare come riferito da parecchi. Mi è capitato di ascoltarlo in audiolibro dalla voce di Margherita Buy e mi è piaciuto molto. Peccato sia un po' troppo breve. Voto: 5 / 5 |
Isabella69 (18-09-2008) Non credo che sia un capolavoro ma neppure così pessimo come alcuni di voi dicono.
Diciamo che mi è piaciuto e il mio giudizio è positivo. Naturalmente stiamo parlando di una storiella... una novellina... un romanzetto non certo di alta letteratura o di futuri premi nobel.
Accostare la Agus a Garcia Marquez è pure eccessivo, anzi sbagliatissimo, visto che i due hanno il comune soltanto di aver parlato di fatti familiari. Ma allora perchè non accostarla alla Ginzsburg in Lessico familiare (vero capolavoro). Marquez dipinge un mondo, la Agus ha appena accennato ad una storia molto più immaginabile per chi vive a Cagliari che per gli altri. Se poi leviamo le pagine di sesso spinto descritte dalla nonnina (an'vedi) resta pochino. Però è leggibile, consigliato a chi ha la mente affticata dopo Guerra e Pace, Anna Karenina ecc.
Purtroppo sempre di più mi rendo conto che molti dei nuovi scrittori sono figli degli anni ottanta, troppa Tv!
Voto: 2 / 5 |
Francesco (15-09-2008) Sopravvalutatissimo, stile pessimo, sviluppo sbrigativo e poco originale. Gratuite volgarità qua e là che forse giustificano qualche copia venduta in più (che tristezza). Fortuna che era breve e che la biblioteca lo aveva: avrei buttato tempo e soldi. Voto: 1 / 5 |
carmen (08-09-2008) Il libro mi è piaciuto molto e l'ho letto in una notte...mi è piaciuto proprio quello che non piace ad altri ..la sensibilita nel racconto difficile se fatto da una ragazzina..bello il rapporto con la nonna..assai triste la scena della morte..bellissima la descrizione della natura sarda Voto: 4 / 5 |
pasquale (03-09-2008) A me e' piaciuto molto. L'ho letteralmente divorato. Ben scritto e per niente linguaggio da postribolo come qualcuno superficialmente ha scritto precedenemente.
Mi e' moto piaciuta la figura del nonno.
Voto 4,5 Voto: 4 / 5 |
marco ballestracci m_ballestracci@libero.it (18-07-2008) Scrivere è difficile. Tutte queste parole da usare. Per far capire. Invece Milena Agus scrive come non ci fosse sforzo nel farlo. Qui non si legge, si beve. Sono impressionato dalla facilità con cui le emozioni escono a fiumi da questo libro. Assolutamente invidiabile la sua scrittura. Molto bello. Voto: 4 / 5 |
Giuliana (24-06-2008) è sicuramente uno di quei libri che o piacciono moltissimo o nn piacciono affatto e sono anche certa che chi non è sardo non lo può apprezzare appieno, semplice e bello. Sinceramente non avevo aspettative su questa scrittrice ma mi piace molto tutto quello che ha scritto e nn vedo l'ora di leggere il prossimo romanzo che scriverà. Voto: 5 / 5 |
M. T. (23-05-2008) Una storia che poteva avere un suo fascino di pietas e sensibilità e invece si perde in battute volgari e descrizioni da potribolo. Peccato, un'occasione persa... Voto: 2 / 5 |
paola (17-05-2008) INCONSISTENTE. Personaggi appena abbozzati, un libro che non lascia niente, come non averlo letto. Torniamo a leggere i classici, che è meglio...! Voto: 1 / 5 |
Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 60 Recensioni 61 - 80 Recensioni 81 - 100 Recensioni 101 - 103
|
 | I più venduti di Agus Milena |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|