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Origgi Gloria - La figlia della gallina nera | "E chi sono io? La figlia della gallina nera? si diceva in casa quando si era vittima di un sopruso o di una negligenza. L'ultima a essere servita a tavola o a ricevere il bacio della buonanotte poteva lamentarsi di essere trattata come la figlia della gallina nera". Di fronte alla tovaglia quadrettata di una trattoria di provincia, Gloria Origgi ripercorre la propria infanzia nella Milano degli anni settanta attraverso le parole di casa sua. Si scopre allora quanto sia misero dire "farsi un baffo" quando ci si può "fare un baffo a tortiglioni"; quanto l'espressione "bru bru" calzi all'uomo d'affari arricchito e un po' cafone; quanto "la sorella di Ciro Menotti" fosse mal pettinata. "Amecche", "Accalappia-pinconi", "Spetinenta" e tante altre ancora sono le voci di un lessico famigliare nel quale l'autrice racconta la storia di un'infanzia dorata e dello strappo segnato dalla morte della madre, restituendoci un'immagine dura e scanzonata dell'Italia del nostro passato prossimo.
Media Voto: 3.5 / 5mara (06-11-2009) Come tutti i libri delle edizioni Nottetempo, i caratteri grandi e le dimensioni piccole del libro agevolano la lettura per chi ha poco tempo, troppi impegni, troppa stanchezza. Attraverso un elenco di voci, ordinate secondo l'alfabeto, l'autrice ricostruisce i suoi anni di formazione, in una famiglia della buona borghesia milanese colta e progressista, anni funestati dalla morte della madre e, prima ancora, dal divorzio dei genitori, un divorzio "civile" deciso dalla madre, la quale provò così a costruirsi una nuova vita, senza riuscire con questo ad essere più felice.
Fra i vari lemmi dell'elenco, il mio preferito è "ubi consistam", cioè il "perno di sé stessi", che - una volta fissato - permette di "cominciare pazientemente a ricamare un'esistenza ricca e piena ... attorno al perno come il filo attorno al fuso".
Da qui la Origgi propone anche un modello interpretativo che contrappone le narrazioni ottocentesche - con l'itinerario dei protagonisti verso la conquista dell'ubi consistam - a quelle contemporanee, nelle quali non è data nessuna certezza e nessun punto di arrivo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
silvia (25-11-2008) Ma che dolce questo libercolo che mi ricorda la mia nonna! Le parole e le espressioni della Milano della sua epoca, che ho sentito tante volte quando ero piccola e che ancora la mia mamma rieccheggia. Ad ogni modo di dire si apre un modo!Grazie Gloria! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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