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Valerio Chiara - La gioia piccola d'essere quasi salvi |
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Titolo | La gioia piccola d'essere quasi salvi |
| Autore | Valerio Chiara | Prezzo Sconto 10%
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€ 14,40
(Prezzo di copertina € 16,00 Risparmio € 1,60)
|  | | Dati | 2009, 255 p., brossura |
| Editore | Nottetempo
(collana Narrativa) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Giulia sta con le gambe fuori dalla ringhiera del balcone e perde una scarpa. Marco vede la mamma che si butta come per raccoglierla. Questa prima incomprensibile tragedia ha sui personaggi che la soffrono l'effetto di unirli per sempre rendendoli incapaci di stare insieme: la nonna Agata che dimentica gradualmente i nomi e le cose, la nipote Giulia che viaggia e torna senza saper tornare, Marco che vorrebbe una donna e ne ha un'altra, Leni che passa da una casa all'altra portando i suoi favori: nessuno riesce a dare o darsi un po' di felicità. Intorno alla vecchia smemorata di tutto fuorché del proprio dolore, ruotano i giovani personaggi, i loro amori sghembi, la loro pervicace volontà di salvezza.
| La recensione de L'Indice |
 Il titolo del romanzo è un verso "rubato" al Dolce caos della poetessa italiana Amelia Rosselli, che svela la complessità dei rapporti umani e l'imprecisione, anche matematica, dei sentimenti e delle affettività. Chiara Valerio, già autrice di due raccolte di racconti edite dalla Robin Edizioni, A complicare le cose (2003) e Fermati un attimo a salutare (2007), oltre che del romanzo Ognuno sta solo (Perrone, 2007) e del lungo racconto sulla realtà della scuola di oggi, Nessuna scuola mi consola recentemente pubblicato tra i "gransassi" della nottetempo (cfr. p. ??? in questo numero), riprende da Rosselli un'innata attitudine a "osservare ogni materialità esterna con la più completa minuziosità possibile", soffermandosi sulla meticolosità dei gesti e sulla concretezza e fisicità degli oggetti, in grado di riflettere la personalità di chi li possiede. Non ci sono rapporti netti e definiti in questa storia, ma amori sghembi, legami fragili, "incantesimi che vengono rotti e fatture che perdono vigore": la gioia è "piccola", mai piena, e la salvezza è solo un "quasi", mai definitiva. Quando ha sei anni, Giulia perde la mamma, che si lancia dal balcone come per recuperare la sua scarpetta rossa; questo fatto tragico e incomprensibile è l'evento cruciale che dà il via alla vicenda e che segna la vita dei personaggi, tutti direttamente o indirettamente affetti dalle conseguenze di quel gesto insensato. Marco ama Giulia dal giorno del "salto" di Lucia, a cui ha assistito da due piani più in alto. Ma il loro è un rapporto impossibile: lui che tiene sempre la testa per aria, per osservare le stelle, e lei che da allora guarda ostinatamente per terra; quasi un affresco moderno della Scuola di Atene. E anche quando Marco sarà costretto dalle circostanze di inattese affinità elettive a rinunciare definitivamente all'amore della sua giovinezza, la loro rimarrà comunque una maniera zoppa di stare insieme: una fratellanza fatta di mancanze, defezioni e attimi di incaute allegrie. Le vite dei giovani personaggi, che vedono coinvolta Leni, l'avvenente polacca scappata dell'Est, ruotano tutte intorno alla figura di nonna Agata, donna intelligente e disciplinata, dimentica di tutto, fuorché del proprio dolore per la morte della figlia. La sua memoria è ormai come un'insalatiera incrinata, che perde chicchi di grano mentre lei "perde i nomi delle cose" e delle persone, senza dimenticare però l'amore per Lucia e la sua perdita; nel delirio della vecchiaia si inseguono così immagini di sangue e di morte, ossessioni e idiosincrasie, che distorcono e stravolgono quel suo forte senso di realtà. In questo romanzo dai tratti delicati e sensuali, le storie si sovrappongono, si intrecciano e si recidono, e i protagonisti, per lo più donne, rimangono vittime di affettività controverse e asimmetriche, che nascono e si affievoliscono nello spazio di due balconi: quelli di Marco e nonna Agata, così prossimi e vicini, ma inesorabilmente separati da una differenza che rende imperfette le loro stesse relazioni. L'autrice, già scelta dal Festival di Mantova 2007 come scrittrice italiana per "Scritture Giovani", si contraddistingue per un pensiero attento, analitico e profondo, dotato di una spiccata sensibilità femminile, che si sviluppa attraverso una scrittura agile e sciolta, fatta di rapide e discontinue associazioni di idee e di uno spontaneo fluire di contenuti mentali. E proprio in questo continuo affiorare e riaffiorare di impressioni, ricordi, pensieri e sensazioni sta quel "dolce caos" che è metafora di una "quasi" felicità. Monica Cipriano |
10 recensioni presenti. Media Voto: 3.3 / 5MM (08-06-2011) Mi è piaciuto molto. Più del più recente spiaggialiberatutti che avevo letto in precedenza. Come scrivevo altrove questa giovane scrittrice ha stoffa! :) Voto: 4 / 5 |  |  |  |
M. (13-05-2011) Delicato e frizzante. Una scrittura che si segue con leggerezza. Consigliato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Alf (11-04-2011) Giovani scrittrici crescono. La Valerio promette di diventare brava. Questo romanzo rivela buone doti, ma anche una certa acerba difficoltà di tenere il timone per tutta la navigazione. Ci sono bei passaggi e alcuni passaggi a vuoto. Ma merita fiducia, è molto meglio di altre scrittrici italiane più celebrate e decisamente meno brave. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
vincenzo (08-04-2011) Mediamente la storia esiste e trasferisce emozioni e intelligenza. Però, scorre sempre più per fini propri che comunicativi e, alla lunga, affatica. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
kikk (20-09-2010) Un po' già letto, un po' di cose sentite e di stile da scrittura creativa. Peccato, perchè ci sono delle discrete intuizioni. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Matteo (26-07-2010) Incompiuto, belle intuizioni ma una tenuta non perfetta sulla distanza. La scrittrice è giovane e deve fare molta strada, prima di dirsi tale. Però non è male. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Silvia (10-11-2009) Sono molto in disaccordo con il commento che definisce Chiara Valerio incompiuta. Senza alcun dubbio, come per tutti gli scrittori fino ai cantautori c'è un processo di maturazione che è volto unicamente ad una più immmediata comunicazione con il lettore/ascoltatore e che si percepisce nel corso delle pubblicazioni di Chiara Valerio ma parlare di salti logici e di incompiutezza fino a giudicarla una potenziale scrittrice fra qualche anno è secondo il mio parere assolutamente fuori luogo. Questo libro mi è piaciuto moltissimo e anche io l'ho letto d'un fiato, ma Ognuno sta solo resta il mio preferito. In bocca al lupo ad uno dei miei attuali scrittori preferiti! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
dada (18-10-2009) Non è male, riconosco che la Valerio abbia una certa dimestichezza con la scrittura e trovate a volte anche originali, ma dà un senso di incompiutezza. E' altalenante, dicontinuo... Lascia un po' di amarezza perchè potrebbe essere meglio e invece non soddisfa. Credo che fra qualche anno sarà in grado di scrivere un buon romanzo, le potenzialità ci sono, forse ha solo bisogno di maggiore esercizio, ma è giovane, imparerà. La trama è esile, ci sono cadute di stile e mancano dei passaggi logici, comunque in linea di massima si può leggere suppur senza grandi pretese o aspettative. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
ludovica (29-08-2009) E' un libro bellissimo. I personaggi sono autentici e lo stile è molto particolare, molto personale. Quando sei entrata nel modo di scrivere, ti cattura. L'ho letto tutto in una notte. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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