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Camanni Enrico - La notte del Cervino | Una città di provincia (Ivrea), una giornalista ribelle (Chiara), l'amica "perduta" (Anna) e due alpinisti legati da misteriose radici montanare. Sono gli ingredienti di questo romanzo ambientato in due tempi, il 1968 e il 1977, negli anni dell'utopia spazzata brutalmente dal terrore, sul crinale della guerra civile. Chiara diventa donna attraverso le sconfitte e cresce nell'amore di due uomini: il padre ammalato, riscoperto dopo il furore degli scontri adolescenziali, e il direttore riformista che riesce a legarla alla sua corda e a portarla in montagna. L'alpinismo non è il protagonista di questo libro, ma metafora della bellezza e della poesia che sopravvivono ai tradimenti della vita e della storia. «Lo seguii sulle rocce grigie e senza vita che riverberavano la sua attrazione per le cose inespresse, la sua oscura capacità di amare. Non era forse quel che mi colpì la prima volta che lo incontrai? Una trama di passioni sotterranee, di parole non dette...»
Media Voto: 5 / 5Roberto (06-11-2009) La Montagna, questa volta un po' da lontano, regala Emozioni. Camanni, come sempre, scrive e descrive la Vita. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Patrizia (16-12-2004) Entro in una libreria fornitissima, qualcosa in questo libro mi attrae da subito. Ho iniziato a leggerlo lì, senza acquistarlo. Dopo un mese l'ho comprato. Mi ci sono immersa a fondo, per la prosa leggibilissima, per il gioco di flashback e ritorni della storia d'Italia che ricordo nei tg da bambina, storia che si intreccia con le vicende narrate e infine perchè ad Ivrea ci vivo, le stesse montagne che lui descrive le frequento..
Complimenti a Camanni. Mi porto dentro le immagini visive di questo splendido racconto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Elena e.ragazzi@ceris.to.cnr.it (07-06-2004) Era da molto che non mi accadeva di restare sveglia la notte perché non riuscivo a smettere di leggere. In genere non me lo posso permettere.
Ho particolarmente amato la scrittura dura che non descrive le emozioni, ma le risuscita nel lettore, proprio come tanti alpinisti che non sanno farti partecipe della loro passione se non coinvolgendoti in essa.
In più c'è una città raccontata con arte, i fatti che fino a poco fa erano di cronaca che si risvegliano nella memoria aprendo alla riflessione, una donna un po' intransigente che però non si tira indietro dalla vita e un uomo che va in montagna come espressione del sé più nascosto.
Consigliato anche al di fuori del pubblico affezionato della letteratura di montagna. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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