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Brugnolo Stefano - L' impossibile alchimia. Saggio sull'opera di Joris-Karl Huysmans | Si propone un'interpretazione generale dell'opera di Joris-Karl Huysmans a partire dalla sua predilezione per ambienti, paesaggi e oggetti connotati di repulsività, sordidi; è la sua reazione al consolidarsi di una società di massa. A lui si deve una delle più interessanti figure della modernità: l'uomo solitario delle metropoli, un misantropo refrattario ai miti del progresso, perennemente tentato da desideri di fuga e di salvezza, immancabilmente destinato a restare deluso.
| La recensione de L'Indice |

scheda di Bertini, M., L'Indice 1998, n. 1
Naturalista in un primo momento, decadente in seguito e cattolico nell'ultima fase della sua produzione, Huysmans è forse tra i romanzieri francesi del secondo Ottocento quello il cui rapporto con la modernità è più difficile e ambivalente: per un verso il suo discorso teorico si colloca nel solco di Baudelaire, affascinato dall'"epica della modernità", per l'altro denuncia instancabilmente l'orrore e l'inospitalità di un mondo moderno in cui la vita dell'individuo assume inevitabilmente la forma dello scacco. Nelle pagine del "Ritratto di Dorian Gray", il giovane eroe di Wilde legge e rilegge il più celebre romanzo di Huysmans, "A ritroso", in una sorta di estasi mistico-sensuale: "Si fece venire da Parigi non meno di nove copie di lusso della prima edizione e le fece rilegare in diversi colori perché potessero intonarsi con i suoi vari umori". La lettura di Huysmans a cui ci invita questa affascinante monografia va in direzione opposta all'edonismo dell'esteta wildiano e rintraccia, in Huysmans, l'ossessione onnipresente dello sgradevole e del ripugnante. È nell'emergere di questa ossessione - tra kitsch e umorismo nero - che l'aggressiva bruttezza della società industriale e il risentito estetismo che ne accompagna la nascita si rivelano come le due facce, inscindibili e complementari, di un'unica medaglia.
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