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Burroughs Augusten - Correndo con le forbici in mano |
Mi annoio facilmente, lo confesso. Chiedo continuamente di essere intrattenuto in ogni situazione che vivo: se sono in coda alla posta, per esempio, spero sempre che succeda una lite con l'addetto di turno ligio alla burocrazia. Ho un debole per le situazioni stravaganti e le parole coraggiose. Quando ho sentito il piccolo eroe di questa storia - che si chiama, non a caso, Augusten - dire: "Da grande volevo diventare o un medico o una celebrità. L'ideale sarebbe stato fare la parte di un medico in una serie TV", ho capito che aveva tutte le carte in regola per non annoiarmi. E non mi ha deluso. Uno sguardo lucido, il suo, che solo un ragazzino può avere. Una vena ironica irresistibile, quasi genetica, che trasforma ogni possibile incazzatura in un sorriso disarmante. Ed è una storia che rischia di fare molto incazzare, questa. Perché racconta di quanti torti può subire un adolescente durante il suo percorso di crescita: una madre tutta sbagliata, che si rivolge a lui come se rispondesse a un'intervista televisiva; un padre che sogna di abitare vicino a una discarica; una seconda famiglia completamente andata, che gli risolve i problemi facendo la "pesca alla Bibbia". Ma la forza di Augusten (Burroughs) è proprio la sua grande capacità di adattamento. Anzi, direi addirittura che Correndo con le forbici in mano è una lezione di adattamento al mondo che ci circonda.
8 recensioni presenti. Media Voto: 3.87 / 5manu (12-11-2009) Questo libro mi ha a dir poco scioccato. C'è qualcuno che l'ha trovato divertente? Io non ho riso mai, a volte é capitato qualche sorriso amaro, anzi amarissimo, ma non direi mai che é un libro che fa ridere. Non c'è proprio niente da ridere, in tutto quello che ha scritto. Soprattutto la parte iniziale l'ho trovata un pugno nello stomaco, tragica, insostenibile, triste, disgustosa. E' vero che verso la fine migliora questo senso di disgusto, amaro in bocca, tristezza e rabbia insieme, forse la crescita del ragazzo e un certo distacco piu' palpabile in lui, una certa ironia in piu', una certa forza e rilassatezza che traspaiono chiaramente dalla sua maturazione, rispetto al trauma iniziale del bambino, descritto benissimo tra l'altro, fanno un po' sciogliere e attutiscono tutte le sensazioni negative provate prima. E' un libro strano. Difficile da metabolizzare. Non riesco a dargli il massimo perché ho provato troppe sensazioni negative. Inoltre ho letto un po' in internet la sua vita, interviste e commenti e mi é un po' spiaciuto per la famiglia Turcotte che ha vissuto un vero dramma all'uscita del libro e poi del film... Spero che in definitiva abbiano ragione loro e che certi episodi non siano mai successi o siano stati molto estremizzati, ma lo spero per lui soprattutto. Non riesco ad immaginare quanto debba essere difficile accettare certi avvenimenti e superarli e vivere poi una vita normale o comunque senza grossi scompensi. Comunuque nessun dubbio sul suo talento. Scritto benissimo e coinvolgente. Un libro che in poche pagine ti fa provare la gamma di emozioni che ho provato io merita solo per questo, a prescindere da tutto. Voto: 3 / 5 |
nini 11 (29-04-2009) Inverosimile? Verosimilissimo! Questo è direi quasi un capolavoro della letteratura. E' innanzitutto un romanzo che divora il lettore ( non mi capitava da un po' ), e poi è anche un saggio pedagogico di tutto rispetto! Dovrebbero leggerlo alcuni genitori, molti docenti, maestri e direttori che si lavano le mani dell'educazione dei propri ragazzi con la scusa "a dodici anni una persona è responsabile", e mascherando così la propria aridità e incapacità di capire. Forse si renderebbero conto a cosa portano quasti atteggiamenti falsamente permissivi.
E poi c'è il lato comico del racconto, la verve umoristica, che rivela nel suo autore uno scrittore di talento nonchè una persona decisamente intelligente.
Consigliato a ( quasi ) tutti. Voto: 5 / 5 |
alex (21-09-2008) piuttosto inverosimile e sicuramente demenziale.
l'unica figura che merita è la madre... Voto: 1 / 5 |
Alecs (07-09-2008) Ora è chiaro. Burroghs non è certo uno scrittore di talento: è puro genio. That's it. Divertente ed amarissimo, dipinge con un tratto mai visto (sorry, mai letto) la common life stelle-e-strisce e il gay-lifestyle. Amaaaazing. Voto: 5 / 5 |
Tommaso unlibroperme@tiscali.it (14-12-2007) Bello, consigliato questo libro, scritto davvero bene; è la storia dell'autore stesso, romanzata in un mix di umorismo, riflessione e tanta ma tanta ironia!! Ho trovato forse un po'posticcio l'epilogo, il capitolo finale,perchè ha un tono completamente diverso dal resto del romanzo ed è come se l'autore volesse rassicurare a tutti i costi che c'ho che ha scritto è vero. Cosa dirvi, leggetelo! Voto: 4 / 5 |
andreamaddy andreamaddy@hotmail.it (31-07-2007) Tanto umorismo nero e sardonico in questo libro di memorie di Augusten Burroghs, un'infanzia, la sua, davvero singolare abitata da personaggi ecentrici e bizzarri. Sempre in bilico tra dramma ed ironia, ognuno dei personaggi con le loro stravaganze abbusa in qualche modo del protagonista, ma alla fine, comunque, non si può fare altro che amare ogni singolo elemento del romanzo, proprio come allo stesso modo si amano, al cinema, gli Addams od i Tennenbaum.
Burroghs è uno scrittore strepitoso, acuto, lucido e dissacrante, e questo è un libro assolutamente da leggere. Voto: 5 / 5 |
Daniele Cerrato (29-07-2007) Una vita particolare, o forse non tanto diversa dalle nostre? Un po' romanzata, un po' colorata, un po' enfatizzata? Forse .... ma chi non colora i propri racconti per renderli più appetibili.
Un libro da consigliare.
Un racconto nuovo in un panorama letterario ormai da troppo statico. Voto: 5 / 5 |
Michele (18-06-2007) Ho commesso l'errore di leggere il libro dopo aver visto il film. Ammetto che mi aspettavo qualcosa di più. Ma Burroughs è indubbiamente uno scrittore di talento. Voto: 3 / 5 |
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