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Antrim Donald - I cento fratelli |
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Titolo | I cento fratelli |
| Autore | Antrim Donald | Prezzo Sconto 15%
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€ 10,20
(Prezzo di copertina € 12,00 Risparmio € 1,80)
|  | | Dati | 2004, 174 p., brossura | | Traduttore | Colombo M. |
| Editore | Minimum Fax
(collana Sotterranei) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 settimane | | 
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| Si tratta del secondo romanzo di Donald Antrim che stavolta guida il lettore nell'enorme biblioteca diroccata di un'antica villa, dove cento fratelli si riuniscono per cenare insieme e ritrovare l'urna delle ceneri del padre, temporaneamente smarrita. In un claustrofobico tour de force, esilarante e tragico al tempo stesso, si snodano le loro vicende dal tramonto all'alba, fra scambi di insulti, formarsi e sciogliersi di alleanze, incontri di football improvvisati, scricchiolii nei lampadari, cani inferociti e un tasso alcolico in crescita perenne, finché le tensioni fra consanguinei non minacceranno di sfociare nel sangue...
Media Voto: 2.4 / 5nihil (18-09-2011) In effetti è scritto benissimo, trasmette una certa angoscia direi mitologica, la trama si svolge spesso come un film al rallentatore con alcune fermo-immagini spettacolari. Difficile però dire che sia piacevole, l'ho trovato tanto originale quanto scombinato. Per apprezzarlo consiglio di leggere attentamente la prefazione. Sinceramente non ho ben chiaro cosa volesse dimostrare questo libro, che contiene comunque delle riflessioni ad alto peso specifico. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Lorenzo Berti paperogonfio@inwind.it (23-02-2005) No, penso che, a prescindere dall'aver letto Kafka o meno, uno si ritrovi con una semplice domanda in testa: "ma perché ho comprato questo libro?". Il fatto è che Antrim ha una grossa capacità: riesce a farti apparire peso, noioso e insopportabile qualsiasi cosa di cui parli. C'era andato vicino anche in "Votate robinson", ma si salvava per il rotto della cuffia, per una vicenda originale, per un black humor - in quel caso - molto curioso. Qui, no: faticosa (e inutile, almeno riguardo a pagine e pagine, saltabili a piè pari!) la lettura, noiosa la storia, senza senso (la cosa potrebbe anche essere piacevole in sé; il problema nasce se il senso non c'è nonostante VOGLIA esserci! E magari pure bello profondo) le singole vicende narrate. Appassiona qualcuno? E tutte le stranezze non riescono a essere né stranianti nonsense, né perle di black humor. No: restano solo noiose ed inspiegabili. Oscuro, contorto, cervellotico, troppo denso nella scrittura. Non ci rivedo personalmente nemmeno la vicenda de il processo dove - profondità a parte, per tacer dello stile - c'era una storia da levarsi il cappello, che prendeva allo stomaco. Il padre? George? I fuochi in lontananza? Tutti spunti lasciati lì, senza seguito o approfondimento. Infine, nemmeno si può dire che l'autore prenda in giro chi legge. O se lo fa, ci ride solo lui. Gratuito e insopportabile. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Latinese (06-12-2004) Se uno legge questo libro senza conoscere Kafka, può anche restare sbalordito: che profondità! Peccato che in Kafka ci ritrova pressoché tutto quello che ci presenta Antrim. Ma un po' meno cervellotico. In pratica il protagonista, oppresso dalla figura parterna, alla fine si offre in sacrificio. Ma non l'avevamo già letta col titolo Il processo, questa storia? Mi sa di sì. E in molti tratti mi sembra che Antrim ammucchi stranezze su stranezze tanto per il gusto di farlo, senza che ce ne sia un reale bisogno. Aridatece Franz! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
giacomo gcrizzi@yahoo.it (28-11-2004) Ho letto la recensione su Alice.it
Avevo già letto Votate Robinson e devo dire che in effetti i cento fratelli è inferiore ma comunque un buon libro che vi consiglio.
giacomo Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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