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Yates Richard - Undici solitudini |
Pubblicata originariamente nel 1962, questa raccolta di short stories è considerata uno dei capolavori della narrativa americana del secondo Novecento. Il New York Times l'ha definita "l'equivalente newyorkese di Gente di Dublino di joyce", e Kurt Vonnegut "la migliore raccolta di racconti mai pubblicata da un autore americano". Dalle vite "normali" di segretarie di Manhattan e maestrine di Brooklyn, di potenziali romanzieri frustrati, di tassisti sognatori, soldati disillusi e ragazzini disadattati, Yates crea un mosaico indimenticabile che rivela tutte le ombre dei sogno americano all'apice del suo (presunto) splendore; ma "Undici solitudini" non è solo l'impietoso ritratto di un'epoca: la precisione dei dialoghi, il ritmo infallibile, l'attenzione ai particolari, l'essenzialità della scrittura danno alle storie di questi personaggi un'intensità che le rende dolorosamente universali e senza tempo.
7 recensioni presenti. Media Voto: 4.42 / 5francesco superpancho@libero.it (14-03-2010) autore di grande classe. il racconto "nessun dolore" è un autentico gioiello. Voto: 4 / 5 |
amz sordello2001@yahoo.it (11-02-2010) Undici racconti, uno meglio dell'altro.
Grandissimo Yates Voto: 5 / 5 |
vittoria (26-07-2009) un vero capolavoro ! Voto: 5 / 5 |
Daniele Botti (30-06-2009) Capolavoro da 5 su 5, rovinato da una traduzione scolastica che merita meno di zero, per cui questa edizione della minimum fax raggiunge a malapena il 2 su 5. Voto: 2 / 5 |
Barbara (08-03-2008) "Undici solitudini" è una raccolta di racconti che contiene abbondanti riferimenti autobiografici, anche quando i protagonisti sono lontani dall'autore per età, sesso, condizione sociale. Proprio per questo, credo, la sua voce suona tanto sincera nell'amarezza e nella disillusione, nel disincanto con cui guarda la realtà, nel suo assoluto "non giudicare" i suoi personaggi. Anche se la sua partecipazione emotiva non trapela, chi legge rimane affascinato e non può fare a meno di sentirsi coinvolto, a volte persino trepidante, per la sorte di queste figurine così ben tratteggiate, che ci sembra sempre di conoscere perché ci ricordano qualcuno. Non lo definirei un autore pessimista, nel suo spietato realismo non da l'impressione di avere una visione negativa del mondo e degli uomini: li descrive semplicemente come sono, ce li presenta come se parlasse di se, o di noi, con totale - quasi serena - obiettività. I suoi personaggi sono incredibilmente vivi e reali, perché come la persone vere non sono del tutto buoni o del tutto cattivi, non sono sempre vittime o soltanto carnefici, hanno la stessa ambivalenza della gente comune di fronte alla situazione magari difficile in cui la vita li ha messi. Alla fine di ogni episodio un po' di amaro in bocca rimane, ma è esattamente il gusto che ogni tanto la vita ha per tutti … Certo non è il libro che regalerei a chi è in cerca di pura evasione, o che rileggerei in un momento un cui ho bisogno di mandare la mente in vacanza, ma se non avete paura di pensare, o di sentirvi un po' meno buoni quando vi ritrovate in un personaggio, allora vi piacerà.
Voto: 5 / 5 |
Paola (27-07-2007) Undici racconti scritti benissimo, che esprimono la vita e i pensieri. Voto: 5 / 5 |
Ale (02-05-2007) Per chi ama la buona letteratura.
Una raccolta di racconti straordinari, mai banali, veri, sentiti, con personaggi a tutto tondo, umani, indimenticabili.
Mi sono domandata come mai, in Italia, questa raccolta sia passata più o meno inosservata.
Yates è un GRANDE NARRATORE. Voto: 5 / 5 |
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