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Stassi Fabio - È finito il nostro carnevale |
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Titolo | È finito il nostro carnevale |
| Autore | Stassi Fabio | Prezzo Sconto 15%
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€ 10,62
(Prezzo di copertina € 12,50 Risparmio € 1,88)
|  | | Dati | 2007, 249 p., brossura |
| Editore | Minimum Fax
(collana Nichel) |
| | Disponibile anche in ebook a € 7,90 |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 2 giorni lavorativi | | 
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| "È finito il nostro carnevale" è la storia di Rigoberto Aguyar Montiel: una macedonia di geni razziali e un senzaterra ma soprattutto un amante del calcio e delle donne. Nella Parigi di fine anni Venti (a pochi mesi dal primo campionato mondiale di calcio) Rigoberto si innamora perdutamente di Consuelo, la magnifica modella che poserà per la creazione della coppa Rimet. Scomparsa misteriosamente la ragazza (nel laboratorio di un orafo di nervoso talento), Rigoberto promette a se stesso di rubare la statuetta d'oro, facendone il simbolo di tutte le speranze perdute dagli uomini. Inizia in questo modo una lunga cavalcata in giro per i cinque continenti, nelle vesti di cronista sportivo sempre sull'orlo del licenziamento. Il lungo viaggio di Rigoberto è anche l'attraversamento del Novecento, un percorso pieno di occasioni luminose (l'incontro con Ernest Hemingway, con Django Reinhardt, con Tom Jobim e Vinicius de Moraes) e di momenti tristi (la seconda guerra mondiale, le dittature sudamericane degli anni Settanta, la fine del calcio come branca del romanticismo).
| La recensione de L'Indice |
 "Mi chiamavano Rigoberto Aguyar Montiel, ma di nomi ne ho quattordici, quante le migrazioni della mia famiglia". Così si presenta il protagonista del romanzo, il cui titolo traduce l'incipit di una canzone di Vinicius de Moraes, scritta l'indomani del colpo di stato militare in Brasile che nel 1964 rovesciò il governo riformista del presidente Goulart. Sudamerica, musica, politica: che cosa c'entra allora, in copertina, quel campo da calcio, metà spiaggia metà mare, i pali quadrati di una porta, ombre lunghe e un pallone che galleggia lontano? C'entra, perché il football, anzi il fútbol, e la coppa del mondo, la mitica coppa Rimet, sono il filo rosso che Fabio Stassi ha scelto per attraversare la storia di mezzo Novecento. Tutto comincia a Parigi, fine anni venti. Rigoberto, sangue misto, aspirante scrittore, si sbronza con Ernest Hemingway; si riscalda alla stufa della libreria di Sylvia Beach; si innamora di Consuelo, meravigliosa prostituta e ambitissima modella. Ma la spagnola finisce vittima del folle orafo Tristan Valmont, che la rende immortale sciogliendola in una lega d'oro, rame e argento: la bellezza di Consuelo resta così per sempre imprigionata nella dea alata della coppa Rimet. Rigoberto comincia l'inseguimento del suo perduto amore: per oltre cinquanta anni, cercherà di rubare la coppa, la Diosa come la chiamano in Sudamerica, che ogni quattro anni, a partire dal primo campionato del 1930 in Uruguay, viene contesa dalle squadre nazionali di fútbol. Rigoberto, ladro in veste di cronista sportivo, rincorre il suo idolo lottando contro le dittature, che spesso piegano lo sport al servizio dei regimi, e incrociando sulla sua strada, come un Forrest Gump rebelde, varie icone del Novecento: Django Reinhardt e Adolf Hitler, Jules Maigret e Odbulio Varela, Mané Garrincha ed Ernesto Che Guevara. Alla fine di un lungo romantico inseguimento, e tanti rivoli di storie (forse troppi per un romanzo solo) riuscirà a riabbracciare la Diosa-Consuelo. Gino Cervi |
Francesca (22-02-2009) Un racconto potente e affascinante basato su tutti fatti assolutamente veri rivissuti con un pretesto fantastico. Consigliatissimo a tutti gli appassionati di calcio e di ideali! Straordinario il trattamento del linguaggio in un clima sudamericano raffinato e intessuto di riferimenti a letteratura e musica, che rivelano un vero amante della parola. Un panorama della storia del novecento visto da una prospettiva del tutto inaspettata e molto efficace Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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