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Tevis Walter - La regina degli scacchi |
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Titolo | La regina degli scacchi |
| Autore | Tevis Walter | Prezzo Sconto 15%
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€ 10,62
(Prezzo di copertina € 12,50 Risparmio € 1,88)
|  | | Dati | 2007, 377 p., brossura | | Traduttore | Cecchi A. |
| Editore | Minimum Fax
(collana Minimum classics) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| A otto anni, Beth Harmon sembra destinata a un'esistenza squallida come l'orfanotrofio in cui è rinchiusa: sola, timida, bruttina, dipendente dai farmaci, terrorizzata da un mondo che non capisce e che non fa nulla per capirla. Finché un giorno si trova davanti una scacchiera. Gli scacchi diventano per lei non soltanto un sollievo, ma anche una speranza: schemi di gioco come la Difesa Siciliana e il Gambetto di Donna ("The Queen's Gambit" è proprio il titolo originale di questo romanzo) sono le armi con cui comincia a farsi prodigiosamente strada nei tornei e nella vita. Ma se da una parte la sua precoce ascesa all'olimpo scacchistico la porta ad affrontare, a soli diciassette anni, il campione mondiale, la maestria di giocatrice non basta a liberarla dalla paura, dalla solitudine e dalle tendenze autodistruttive. Un ritratto femminile, una storia che vibra di suspense, un atto d'amore verso il gioco più nobile e spietato: "La regina degli scacchi" è l'ultimo romanzo di uno scrittore che è riuscito a narrare come pochi altri l'alienazione, la speranza e il riscatto.
6 recensioni presenti. Media Voto: 4.5 / 5Alessandro (11-06-2009) Come romanzo fine a se stesso non è affatto male, ben scritto, scorrevole con una trama interessante, da appassionato di scacchi però devo rilevare una certa superficialità nella descrizione delle partite e quel mondo scacchistico così inventato ad incominciare dai nomi dei giocatori rende il tutto un pochino "finto" Voto: 3 / 5 |  |  |  |
alessandro (03-02-2009) Gran bel libro! Trama avvincente e ottimo finale. Scritto in maniera molto piacevole e mai noiosa. Non so perchè ma la protagonista mi ha ricordato un po' il John Nash di "A beautiful mind". Adattato sarebbe perfetto come sceneggiatura di un film (cosa peraltro già accaduta ad altri romanzi di Tevis come "Lo spaccone" e "L'uomo che cadde sulla Terra"). Lo consiglio. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
davide (17-05-2008) Bellissimo. una grande storia e una grande lezione di vita: un episodio su tutti: quello in cui la protagonista dice al piccolo prodigio russo:"ma se diventi campione del mondo a 12 anni, che cosa ti resterà da fare nel resto della tua vita?"
Attendo speranzoso la ripubblicazione degli altri romanzi di Tevis. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
manuela (16-01-2008) Una sola parola: stupendo!!! Un libro troppo bello per non essere letto, mi ha fatto emozionare dalla prima all'ultima pagina... Tevis è un grande!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
vittorio caffè (27-11-2007) Devo dire la verità? All'inizio mi dicevo, ecco la solita operazione di minimum, prendono qualche scrittore dimenticato che i diritti costano poco e la traduzione già è fatta, e ce lo presentano come il capolavoro trascurato...
E invece no. E' un bel romanzo, che non solo ha tiro e coinvolge, ma è molto più profondo di quel che sembra. Il fatto è che gli scacchi sono la vita con le sue lotte, l'arte con le sue prove, la politica con le sue strategie. La ragazza va a giocare in Russia contro i russi: è solo questione di scacchi? O non piuttosto politica? Guerra fredda? Superpotenze che non possono prendersi a bombe atomiche e si confrontano simbolicamente (basti pensare a cos'era lo sport in quegli anni, con l'eterna gara alle Olimpiadi a chi prendeva più medaglie...). Insomma, è un piatto ricco, e vi raccomando di ficcarvici... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Mauro mauro.marzoli@telecomitalia.it (05-09-2007) E' una storia che scorre lieve, una storia piena di sofferenze e riscatti morali, vicissitudini personali e schermaglie psicologico-scacchistiche che nulla hanno da invidiare a quanto ho letto sul genere: da Zweig a Nabokov, da Pontiggia a Maurensig. E' una storia che coinvolge e trascina come la cieca determinazione della piccola protagonista. Una storia che non ha il merito di approdare a lidi diversi dall'aspettative iniziali, non si dipana come una partita di scacchi ignota e non ci sono colpi di scena né sorprese come quelle vere che ritrovi sulle riviste specializzate. Ha in comune con queste, se si può azzardare il parallelo, solo il"lieto fine" contrassegnato a priori dal risultato di solito evidenziato a fianco dei contendenti. Ma non è scontata e incalza e rapisce sottraendo piacevolmente ore di sonno. Una storia dove l'autore e l'io narrante si astengono sapientemente dal manifestarsi. Ma ci sono eccome! E' il primo libro che leggo Tevis Walter. Non sarà l'ultimo. L'immediata sensazione è di non avere tra le mani un libro di "alta letteratura". Non ci si trovano massime di vita, o estetismi linguistici di cui godere e le tematiche sono abbozzate e scarne se si eccettuano quelle essenziali alla vicenda e al genere: gli scacchi e il contrastato cammino verso la vittoria che richiamano tanto cinema anni ottanta visto e rivisto in tutte le sue varianti; non ci si sofferma su di una pagina perché non c'è di che godere, dicevo, e perché il richiamo della successiva è grande. C'è un angolo visuale che proietta il lettore nella vicenda e lo incatena fino alle ultime pagine. Quando lo si è letto quella vicenda non sfuma come un romanzetto di serie B. Le sue impronte restano impresse e la tensione emotiva resta a lungo e ci si interroga su cosa, in realtà, sia l'alta letteratura. Questo, per me, è già tanto, forse il massimo che posso chiedere a un libro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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