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D'Amicis Carlo - La guerra dei cafoni |
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Titolo | La guerra dei cafoni |
| Autore | D'Amicis Carlo | | Prezzo |
€ 13,00 |  | | Dati | 2008, 224 p., brossura |
| Editore | Minimum Fax
(collana Nichel) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Estate 1975. In un villaggio della costa salentina si rinnova la guerra che oppone i ragazzini benestanti ai figli dei pescatori, dei pastori, dei contadini: i cosiddetti cafoni. A dichiarare e alimentare questo conflitto è il quattordicenne capo dei signori, che fa Angelo di nome, ma che nel soprannome porta il segno del campione e della perfidia: Francisco Marinho (rapinoso calciatore brasiliano dell'epoca), altrimenti detto il Maligno. Ossessionato dall'odio per i cafoni, Francisco Marinho combatte in nome dell'ordine sociale, della divisione di classe, della continuità storica. Ma quando, per un tragicomico equivoco, nella sua visione del mondo subentra una punta di compassione - o forse di affetto, o forse di amore - verso una giovane cafona, la separazione tra il bene e il male comincia a offuscarsi. Intorno a lui, i sintomi di una stagione nuova: dove il prestigio o la disgrazia dell'essere cede il passo all'arroganza dell'avere. La guerra dei cafoni non sarà più scontro tra i ranghi che ribadiscono la propria natura, ma lotta di conquista, arrampicamento, disordine collettivo e interiore. Metafora, attraverso un microcosmo di ragazzini indemoniati, del cambiamento collettivo che in quegli anni trasfigurò il nostro paese, il nuovo libro di Carlo D'Amicis è poema cavalleresco e satira sociale, romanzo di formazione e divertissement pulp, tragedia dell'antica borghesia e commedia dell'Italia moderna.
Media Voto: 3.5 / 5ilse musilse@libero.it (02-09-2010) Si può decidere di scrivere una storia di adolescenti.
Un resoconto di un amore giovanile che nasce, o le avventure di una comitiva di amici maschi.
Oppure un racconto vintage sugli anni settanta.
Oppure un romanzo sociale sul sud, o sui contadini/pescatori, o sugli operai del siderurgico.
O invece ancora una bella storia sulle vacanze al mare.
E, perché no, una lirica alla propria terra di origine, tanto più lirica se questa terra di origine è il meraviglioso Salento.
Si può invece decidere di riscrivere l’Iliade e trasfigurare tutto quanto detto ai precedenti punti così che la storia di Mela e Maligno sia realtà rivisitata dal Mito, paesaggio di terra sfocata dal sole e dello sguardo informe e violento di 14enni.
Bellissimo romanzo, sa di acqua marina trasparente e di sangue spesso, di calura pomeridiana e noia da riempire, di polvere della strada e desiderio incapace di riconoscersi.
L’adulto lettore non sa se sorridere per la consapevolezza e il distacco con cui guarda alla “guerra” o se piangere di nostalgia esattamente per lo stesso motivo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Patroclo (08-01-2009) questo é un romanzetto divertente - seppur in alcune parti un pó monotono - e molto "consapevole", nel senso che si avverte la capacitá dell´autore sia nella ricerca della lingua giusta, sia nello sviluppo della tematica che - mi verrebbe da dire - per il modo in cui viene trattata, deve avere riflessi autobiografici a cui l´autore stesso tiene e non poco. come detto il risultato é gradevole anche se tutto sommato non si puó parlare di un capolavoro. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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