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Salierno Giulio - Autobiografia di un picchiatore fascista |
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Titolo | Autobiografia di un picchiatore fascista |
| Autore | Salierno Giulio | Prezzo Sconto 15%
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€ 11,90
(Prezzo di copertina € 14,00 Risparmio € 2,10)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2008, 249 p., brossura |
| Editore | Minimum Fax
(collana Indi) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| A distanza di trent'anni dalla sua prima uscita, è ancora un libro attualissimo, la storia commovente di un uomo che è riuscito, parlando di sé, a scrivere un pezzo fondamentale dell'autobiografia della nostra martoriata Italia. E a profetizzare come una vera rivoluzione non sarebbe passata per la contrapposizione delle armi, ma per la difesa dei diritti dei più deboli: i poveri, gli ignoranti, i diseredati, i detenuti. La testimonianza bruciante di un ragazzo che sceglie di dare la propria vita per la violenza politica e l'omicidio. Un saggio minuzioso sul carattere e lo sviluppo del neofascismo italiano, tra campi paramilitari, traffici di esplosivi, corruzione delle istituzioni. Il romanzo dal vero della conversione esistenziale e culturale di un uomo, attraverso l'esperienza del carcere, che lo porterà a essere un sociologo di fama internazionale. Un libro attuale, un documento pubblico e privato, di uno tra i più significativi intellettuali italiani, corredato da una prefazione di Sergio Luzzatto e da una nota della figlia Simona Salierno.
| La recensione de L'Indice |
 Luzzatto scrive nella prefazione: "Questo è un libro che parla al lettore di oggi, proprio perché non gli parla immediatamente". Ben detto; ma bisogna aggiungere subito dopo che la lontananza dell'Italia descritta da Salierno non è così siderale come pare credere Luzzatto. E non certo perché il fascismo, o i fascisti, imperversino nella nostra società odierna. Il libro è l'autobiografia di un neofascista adolescente nella Roma dei primi anni cinquanta, ossessionato dal diventare il giustiziere di colui che, secondo la versione ufficiale del Pci, era stato l'esecutore materiale dell'uccisione di Mussolini nell'aprile 1945. Nei discorsi degli ambienti della militanza neofascista romana scopriamo un universo generazionale fatto di frustrazioni e velleità, generosità e ignoranza, rabbia e violenza, con quest'ultima che talora sconfina nella microcriminalità a mero scopo di lucro oppure di gratuito vandalismo. E così i camerati non ci paiono dissimili da certa marginalità operaia che, venti anni dopo il periodo qui narrato, fu la manovalanza militante dei vari gruppuscoli della sinistra extraparlamentare più violenta, poi terroristica. E prefigurano le devianze giovanili di oggi e di domani. Il fatto da notare non è tanto che le divisioni che all'epoca sembravano così nette risultino oggi in parte obsolete, ma che forse già allora, fuori dal palazzo, mascheravano una marginalità e un disagio verso il moderno che Pasolini descrisse e amò. L'autobiografia di Salierno, uscita nel 1976, ci parla, oggi più di ieri, della nostra cultura politica popolare. E ci dice quante ferite essa abbia subito con il fascismo, la guerra civile e la guerra fredda. Danilo Breschi |
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