|
|  |
Yates Richard - Una buona scuola | In un'America alle soglie della seconda guerra mondiale, un collegio maschile del New England è il teatro delle avventure di William Grove - alter ego dell'autore - che cerca un riscatto dai soprusi dei coetanei affermandosi come reporter del giornalino scolastico; di Jack Draper, professore alcolizzato alle prese con i ripetuti tradimenti della moglie; e di Edith Stone, la figlia del preside, che si innamora del ragazzo più popolare della scuola. Le vite degli studenti e degli insegnanti si intrecciano in una tela imprevedibile, le cui maglie s'infittiscono via via che si avvicina l'ombra della chiamata alle armi.
| La recensione de L'Indice |
 La buona scuola, pubblicato da minumum fax, che ha curato la traduzione di molte opere di Richard Yates, non ultima Revolutionary Road da cui è stato tratto il film con Leonardo di Caprio e Kate Winslet, rappresenta un validissimo tassello nell'intento dell'editore di riportare alla ribalta uno degli autori classici del realismo americano del Novecento. Ben sottolinea Zadie Smith, nella sua prefazione, che di un neorealismo particolare si tratta, in quanto l'ispirazione di Yates risiede intimamente nel suo vissuto e nella convinzione che l'esistenza di per se stessa contenga tutte le caratteristiche di un romanzo: i personaggi di Yates, dunque, non tracciano percorsi narrativi, bensì "vivono" attraverso la quotidianità dei loro rapporti reciproci e mettono in luce la dicotomia tra quello che sono in realtà e quello che si vorrebbe che fossero, in quanto prodotti stereotipati di microcosmi come la famiglia o la scuola. Il procedimento narrativo è tale che il lettore si trova sospeso tra la lettura di un romanzo o la disamina di una sceneggiatura di un film. Così è in La buona scuola, luogo esemplare di confronto tra le aspettative di un certo conformismo sociale con la vera essenza degli individui che, finanziatori, presidi, insegnanti e alunni, costituiscono l'ossatura portante di quel pezzo di "sistema". La Dorset Academy nel Connecticut è "l'unica scuola qui all'Est che capisca i ragazzi", non molto conosciuta, ma ben propagandata e sufficientemente costosa; fondata da un'eccentrica milionaria in ambiziosa concorrenza con campuspiù prestigiosi, è costituita da quattro edifici, stile vecchio college inglese, di pietra rossa e tetti di ardesia, circondati da prati erbosi. Questa la cornice in cui il protagonista William Grove, detto Bill, l'alter ego dell'autore, trascorre gli anni più importanti della sua formazione personale. Con spirito incerto, goffo e mal vestito, altalenante nel profitto scolastico e vittima di scherzi pesanti, riesce a ricavarsi una nicchia di sopravvivenza e autostima nella redazione del giornale della scuola, il "Dorset Chronicle", che diventa per lui vera palestra di vita, arricchendone le conoscenze letterarie e costringendolo a misurarsi con i migliori allievi, tra cui il brillante Britt, che gli dispensa consigli e critiche severe. Si defila così anche dalle beghe e dalle gelosie interne alla scuola e ha modo di farsi apprezzare da compagni e insegnanti. Il tutto scorre come se la vita nel college, alla vigilia dell'entrata in guerra degli Stati Uniti, si muovesse motu proprio, in una serie di esternazioni di principi e valori non sempre condivisi e di sentimenti sempre accompagnati da una reticenza nell'esprimerli. Avviene così nel '44 alla notizia della morte di Larry Gaines, il più affascinante studente della Dorset, imbarcato su una nave mercantile andata in fiamme, e quando, per il venire meno dei finanziamenti, si imporrà la chiusura della scuola, destinata a divenire un centro di riabilitazione per reduci di guerra. Alla presa di distanza emotiva dagli avvenimenti, fanno da contraltare la scorrevolezza della scrittura, la vivacità dei dialoghi e l'affresco dei caratteri dei tanti protagonisti, che rendono la lettura piacevole e di immediato interesse per i ragazzi dato il facile confronto con la loro vita attuale di studenti. Sofia Gallo |
Media Voto: 4.25 / 5ilaria (24-08-2011) Questo autore scoperto recentemente e' stata una gradita sorpresa.
Questo e' il primo ma non sicuramente ultimo libro che ho letto dell'autore e l'ho trovato delicatamente ben scritto.
La trama e' interessante i personaggi anche quelli accennati dotati di una forte carica di umanita'vivi e presenti.
Una scrittura attuale mai prolissa e profonda Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alecs (11-04-2010) Deep America in questo intenso romanzo di formazione. La storia di una scuola, un manipolo di ragazzi e, sullo sfondo, la seconda guerra mondiale e i riti della società americana. Bello. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Cristiana (28-09-2009) Uno splendido romanzo di formazione, persino originale, come capita raramente per questo tipo di racconto.Un po'diverso dagli altri romanzi di Yeats nei toni: meno triste, meno amaro. Si parla soprattutto di ragazzi molto giovani e a mio parere la sensibilità stupefacente di Yeats non poteva vedere in loro (o in sè ragazzo) quella mestizia e quell'ineluttabilità del destino che di solito attanaglia i "suoi" adulti perchè sarebbero suonate false: giovinezza è quasi sempre speranza, al massimo malinconica.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gianni (02-09-2009) Romanzo un po’ in sottotono rispetto agli altri capolavori di Yates che avevo già letto (Revolutionary Road, Disturbo alla quiete pubblica, Undici solitudini ed Easter Parade). Non che il romanzo non sia bello, ma questa volta non mi ha preso, non so esattamente cosa manchi a questo libro ma devo dire che non siamo ai livelli a cui mi aveva abituato l’autore. Mi sembra che, se mi si passa l’espressione, a questo libro manchi l’anima. Cerco di spiegarmi meglio: in Revolutionary Road la sensazione di dramma famigliare è evidente e ben presente fin dall’inizio e permea un po’ tutto il libro, avvolgendo il lettore in una atmosfera forse un po’ angosciante ma reale, palpabile. In Disturbo alla quiete pubblica le disavventure del protagonista sono li davanti al lettore, che ci si trova praticamente immerso, e così per i racconti e l’altro romanzo. Questo libro invece mi è sembrato freddo, distaccato e troppo superficiale nella descrizione dei diversi personaggi. Ovviamente anche se è il libro peggiore di Yates che abbia letto finora, è comunque superiore a molto di quello che può capitare di trovare in libreria. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Yates Richard |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|