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White Edmund - La doppia vita di Rimbaud |
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Titolo | La doppia vita di Rimbaud |
| Autore | White Edmund | Prezzo Sconto 15%
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€ 11,90
(Prezzo di copertina € 14,00 Risparmio € 2,10)
|  | | Dati | 2009, 186 p., rilegato | | Traduttore | Testa G. |
| Editore | Minimum Fax
(collana Filigrana) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Quella di Arthur Rimbaud è una vita da romanzo: enfant prodige e poeta rivoluzionario, che con "Una stagione all'inferno" e le "Illuminazioni" creò una delle pietre miliari del Romanticismo e della letteratura moderna, chiuse la propria carriera di scrittore a soli ventun anni per intraprendere quella di mercante e avventuriero (e morire prima dei quaranta per un'infezione contratta in Africa). La sua vicenda esistenziale e artistica viene qui raccontata, unendo il rigore documentario alla passione personale, da un biografo d'eccezione: Edmund White, autore di culto della letteratura americana contemporanea. Indagando il rapporto del giovane Rimbaud con la famiglia e i maestri, ripercorrendo il suo controverso rapporto amoroso con il poeta Paul Verlaine, fornendo interpretazioni moderne e originali dei suoi versi, il biografo instaura con il suo soggetto un dialogo intellettuale a cavallo di un secolo e mezzo di storia, restituendoci più viva che mai la figura di un artista che non smette di influenzare il nostro immaginario, di sorprenderci e affascinarci.
| La recensione de L'Indice |
 Tradotto da Giorgio Testa, già traduttore di White per My Lives, Hotel de Dream e Caos (Playground, rispettivamente 2007, 2008 e 2009), La doppia vita di Rimbaud esce da Minimum Fax. Il testo (Rimbaud: The Double Life of a Rebel, 2008) nasce per una serie della Atlas&C, che ospita biografie di scrittori. White non è nuovo al genere, sua è una biografia di Jean Genet (Genet: A Biography, 1993; Ladro di Stile, Il Saggiatore, 1998) e una di Proust, del 1999 (Marcel Proust, inedita in Italia). Questa su Rimbaud patisce forse l'essere lavoro su commissione: poco innovativa, fa onesta opera di divulgazione, svolta con verve, ma lontana dall'intelligenza che spesso brilla nei testi di White. È storia già narrata tante volte, e nel tratteggiare la figura di Rimbaud come l'eterno adolescente ribelle, del suo peregrinare come un'inquietudine on-the-road ante litteram, e del tempestoso rapporto con Verlaine come un tenero e isterico romanzo d'appendice, White non si discosta molto dal film di Agnieszka Holland (Total Eclipse, Uk-Usa 1995), aggiungendo, certo, scrupolo nell'esposizione e ricerca dei dati, e la citazione di qualche poesia (qui nella versione italiana di Dario Bellezza: Opere in versi e in prosa, Garzanti, 1989) e un inquadramento nei movimenti letterari coevi. L'interesse è piuttosto nella chiave che White usa per scrivere questa biografia: "Quando avevo sedici anni", questo l'incipit del libro; coerentemente con molti dei suoi lavori, White comincia una biografia accordandola in io, riutilizzando materiali già presenti in altri suoi testi ("prima che scoprissi Rimbaud mia madre mi aveva regalato una biografia di Nizinskij": biografia incompiuta che percorre Caos), ribadendo l'idea che non vi è scrittura se non politica, e che non vi è politica se non a partire dalla prima persona singolare. Federico Novaro |
Media Voto: 3.5 / 5GL (07-02-2011) Il libro ha un paio di pregi di solito non appannaggio delle biografie: è agile e non eccede in citazioni. Diversamente da altri lavori, poi, l'autore puo' concedersi anche di inoltrarsi in alcune, non molte, valutazioni sull'opera senza dover ricorrere all'autorità critica di terzi.
Tuttavia, a conti fatti, non è un lavoro sconvolgente.
Si legge comunque bene; lo stile e la storia fluiscono senza intoppi. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Corra xaver@libero.it (18-12-2009) Una biografia davvero bella ed accattivante. Concentrata quanto basta per gustarla senza annoiarsi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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