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Egan Jennifer - Il tempo è un bastardo |
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Titolo | Il tempo è un bastardo |
| Autore | Egan Jennifer | Prezzo Sconto 15%
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€ 15,30
(Prezzo di copertina € 18,00 Risparmio € 2,70)
|  | | Dati | 2011, 391 p., brossura | | Traduttore | Colombo M. |
| Editore | Minimum Fax
(collana Sotterranei) |
| | Disponibile anche in ebook a € 12,90 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| "Il tempo è un bastardo" è un romanzo insolito, formato da una serie di racconti collegati dal ricorrere degli stessi personaggi. Al centro ci sono Bennie Salazar, ex musicista punk e ora discografico di successo, e il suo braccio destro Sasha, una donna di polso ma dal passato turbolento. Le loro storie si snodano fra la San Francisco di fine anni Settanta e una New York prossima ventura in cui gli sms e i social network strutturano le emozioni collettive, passando per matrimoni falliti, fughe adolescenziali nei bassifondi di Napoli, scommesse azzardate su musicisti dati troppe volte per finiti. Intorno a Bennie e Sasha si compongono le vicende delle loro famiglie e dei loro amici: una galleria di coprotagonisti grazie alla quale Jennifer Egan riesce a raccontare le degenerazioni del giornalismo e dello star-system, la meraviglia delle droghe psichedeliche, le dinamiche emotive di un bambino autistico nella provincia americana del futuro. "Il tempo è un bastardo" supera gli stereotipi della narrativa tradizionale ma resta godibile e appassionante per tutti i lettori: un romanzo-mondo aperto alle infinite possibilità dell'esistenza e della prosa, che si è conquistato la vetta della scena letteraria americana e internazionale.
10 recensioni presenti. Media Voto: 3.5 / 5Raffaello raffaello59@hotmail.com (20-05-2012) E' di difficile comprensione l'alone che accompagna questo libro come se si trattasse di chissà quale novità letteraria. Sulla scia del premio Pulitzer e di un abile marketing ha conquistato una fama assai discutibile. Il romanzo ruota attorno ad un gruppo di punkettari, due ragazzi e tre ragazze e alle persone che si muovono nel tempo attorno ad esse. Ogni capitolo è in realtà un racconto, di cui un personaggio di questo nucleo o ricollegabile ad esso è protagonista di un episodio nel corso degli anni (una collega di lavoro, un amante, la moglie, il fratello della moglie, la collaboratrice cleptomane, lo zio di lei, ecc.). L'autrice lancia un po' di fumogeni colorati saltabeccando dalla prima alla terza persona nel corso della narrazione, senza un preciso motivo. I personaggi sono per lo più superficiali, anche nelle loro manie e ricalcano i cliché dell'americano medio. Mediamente colti, mediamente trasgressivi, mediamente cinici, ossessionati dall'invecchiamento più fisico che mentale, mediamente classe media, tranne lo sfigato e in qualche modo "puro" del gruppo, Scotty, che ha l'onore di chiudere finalmente libro, nel racconto forse più demenziale della raccolta. Tutti i protagonisti risultano di notevole antipatia e insignificanti e va da se che non coinvolgano empaticamente. Il tempo è un bastardo, perché passa e con esso se ne va la giovinezza, la purezza di spirito e ci si incammina verso la vecchiaia, con rammarico. La vecchiaia è descritta con una sorta di paura mista a disprezzo, se non ribrezzo. Si capisce come l'autrice (nata nel 1962) lo abbia scritto sentendo l'alito dei 50 anni in arrivo. Una menzione negativa per il "capitolo grafico", dove la figlia della cleptomane (nel frattempo guarita) con tanto di schemi e freccette varie, tedia al punto di costringere un bel salto di pagine. Nell'inconsistenza generale si salvano forse due raccontini: quello della giovane punk Rhea, e quello di Scotty che ritrova l'amico in carriera, donandogli un pesce. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
cesare (18-05-2012) un libro che mi ha incuriosito subito, con un titolo efficace e accattivante. il primo capitolo è veramente bello e ti lascia la voglia di continuare a leggere; ti invita a scoprire tutto quello che può succedere, ti apre tante finestre e lascia presagire sviluppi interessanti. poi purtroppo l'autrice si perde e, con la sua volontà di viaggiare nel tempo e nello spazio per darci angolazioni e punti di vista diversi, ha finito col disorientarmi, senza approfondire le psicologie, le trame e i personaggi che meritavano maggiore cura. forse era meglio concentrare lo sforzo su una storia, senza perdersi in tanti percorsi, approfondire e definire meglio personaggi e storia. intendiamoci il livello rimane alto in quasi tutti i capitoli/racconti e la lettura è piacevole, ma io avrei preferito maggiore linearità anche di stile. non so se è un libro furbo o una mancanza di tempo o spazio, ma rimane la sensazione di una occasione sprecata. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
marcello (14-05-2012) Capisco che è un libro interessante su di una fetta di generazione americana vissuta senza regole immersa nel sound e disillusa nel tempo dopo aver toccato con mano i propri fallimenti. La mia età tuttavia mi impedice di sentirmi coinvolto pur leggendolo con piacere come se fosse una tesi o un manifesto sociale Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Roberto (06-05-2012) D'accordo con Dave. Un piccolo libro furbo ed ammiccante. Scritto benino, contenuti leggeri, simpatico ma superficiale. In poche parole, deludente rispetto alle aspettative. Se questa e' letteratura 2.0, preferisco la release precedente. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
matteo alessandri (06-04-2012) Uno spettacolo! Un capolavoro! ti resta dentro e ci resta a lungo. Da leggere e rileggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sergio colombo (07-03-2012) Letteratura 2.0 vuol dire solo un meccanismo ben fatto e tutto da tavolino (o tastiera).
Autoreferenziale, descrive un paesaggio umano in perpetua analisi, ma certo non partecipabile come Woody Allen.
Inutile. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Dave (27-02-2012) Il libraio me lo ha consigliato come "primo romanzo 2.0." e "il libro che cambierà il mondo della narrativa".
Io posso dire che il vincitore del Pulitzer 2011 è un libro furbo, tecnicamente ben congegnato ma privo di cuore.
I molteplici personaggi si muovono vorticosamente nel tempo e nello spazio e, seppur ben coordinati dalla Egan, non ci è dato modo (e tempo) di affezionarcisi nè di appassionarci alle loro vicende.
Vicende, occorre sottolineare, abbastanza banali e quotidiane, che la Egan ci presenta con stupefacente sintesi e capacità di analisi ma che sembra non volere condividere col lettore.
C'è tanto Tarantino nella struttura del libro, ma siamo sicuri che funzioni in un romanzo? Ci sono richiami ai temi ed alle ambientazioni di Franzen ma qui non ci toccano minimamente il cuore.
Un libro freddo. Non credo cambierà il mondo della letteratura. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Antonio. (24-02-2012) Un romanzo notevole. In pratica, una serie di racconti collegati tra loro dal ricorrere dei personaggi. Tutto è omogeneo. Non aggiungo altro. Non a caso ha vinto il Pulizer. Da comprare. Per me, imperdibile. Chi srive così, non lo si può ignorare. Un godimento. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
tiziano (03-02-2012) Davvero bello. Racconti bellissimi, modi di scrittura diversi e tutti sostenuti brillantemente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
alessia (16-12-2011) Un capolavoro! mai letto un libro più originale, intenso e unico! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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