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Cassitta Giampaolo - Il giorno di Moro

Il giorno di Moro TitoloIl giorno di Moro
AutoreCassitta Giampaolo
Prezzo
Sconto 10%
€ 11,25
(Prezzo di copertina € 12,50 Risparmio € 1,25)
Prezzi in altre valute
Dati2006, 372 p., brossura
EditoreFrilli  (collana Tascabili. Noir)

Normalmente disponibile per la spedizione entro 5 giorni lavorativi

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25 recensioni|Invia recensione|
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I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 25 recensioni presenti.  Media Voto: 4.6 / 5

MICHELE sovini (27-09-2007)
Libro godibilissimo e denso di significati (politici, ma non solo). Molto bella l'ambientanzione e la scelta dei personaggi (il nostro giudice di sorveglianza è davvero ben descritto e ci si innamora delle sue avvenutre). La parte però che a me, personalmente è piaciuta (contrariamente forse ad altri commenti) è quella relativa al "gioco della stella" (che per ovvii motivi non rivelo). Devo dire che è davvero geniale, degno di una spy story d'oltreoceano. Sublime poi, il racconto dell'assassino (o preseunto tale). Vi è dentro il libro (un legal trhiller di tutto rispetto) una serie di pillole giudiziarie niente male. Il suo atuore, poi, rispetto a tanti altri, dimostra di conoscere benissimo il carcere e tutti i protagonisti. Davvero un bellissimo libro. Da consigliare a piene pagine.
Voto: 5 / 5
Daniele (27-09-2007)
Sinceramente sono rimasto molto colpito dalla storia, dalle varie storie che si intrecciano a partire da quel fatidico 9 maggio 1978, dai personaggi del racconto singolari quanto "normali", dalle fasi che si potrebbero definire morte o transitorie nella storia, la solitudine a casa, i pensieri sessuali e rabbiosi, le ciabatte, la ceres, i brani dei cantautori italiani. Quel giorno, un giorno così importante per tutti noi, un periodo così decisivo per la vita in Italia. Purtroppo non ho vissuto quegli anni, quelle lotte, quegli ideali forti, magari eccessivi, essendo nato un anno dopo la morte dell'onorevole Aldo Moro. Dico purtroppo perchè provo un senso non dico di ammirazione per chi ha vissuto quegli anni ma quasi d'invidia, in rapporto a ciò che vedo oggi. Infatti, se un ex lottatore continuo, un brigatista o un semplice ex comunista oggi potrebbe addirittura vergognarsi dell'eccessiva violenza, presunzione mostrata al tempo, rimane comunque l'importanza, l'esperienza di aver partecipato attivamente o mentalmente alle lotte, agli scontri fisici e/o ideologici, la convinzione di esser nel giusto, le adunate, le riunioni per progettare qualcosa, il fermento di idee che caratterizzava i protagonisti, perchè anche il giovane del quartiere poteva esserlo o sentirsi tale. Invidio tutto questo, condivido il fatto che il giovane italiano medio di oggi sia apatico, mangiato dalla pubblicità, basta vedere come si vestono, i troppi tatuaggi, i cellulari sempre sull'occhio (e viceversa), le modelle brutte senza forme, i Fratelli Grandi e le isole famose, la politica fasulla, il calcio supermiliardario. So che un pò è sempre stato così, ma immagino che si respirasse un'aria diversa a quel tempo, oggi è difficile se non impossibile creare qualcosa, credere in qualcosa, lottare per qualcosa, riunire dei coetanei per avanzare delle richieste, persino fare uno sciopero in una fabbrica è estremamente difficile. Sembra tutto poco importante. In sostanza un bel racconto, soprattutto molto importante per tutti noi.
Voto: 4 / 5
mariella salvi (19-09-2007)
Letto e riletto, soprattutto in alcuni passaggi, regala una ventata di aria fresca, di coinvolgimento totale. Non è solo un "come eravamo" ma più probabilmente "come non siamo più". Bello, bellissimo Marceddu, che decide di non avere una storia con una donna. Belli i contorni, i cognac, il tirare tardi, le canzoni le musiche di quel periodo. Bella la storia, un assassinio nello stesso giorno in cui viene trovato il corpo di Moro, il gioco della stella, la ricerca di una verità. Tutto davvero molto bello, colorato, con tinte forti. Letto e riletto manca solo un cosa: come va a finire realmente la storia dei nostri tre protagonisti? Voto perchè Cassitta faccia rivivere Caludio, Violetta e Gianvittorio. Grazie, davvero, per un libro così delicato e forte. Scritto con il cuore.
Voto: 5 / 5
valeriana dusseni (12-06-2007)
Affascinante, magico, dolce. Molto ben narrato e molto raccontato di pancia e di cuore. Incredibile il gioco della stella a cinque punte. un giallo mozzafiato che si divora nelle 365 pagine. I refusi si fanno perdonare e devo davvero ringraziare l'autore. Erano anni che non leggevo libri così "intensi".
Voto: 5 / 5
bruno morchio (05-05-2007)
Mannaggia all'editing (stranamente) abborracciato della Frilli, il romanzo meriterebbe i pieni voti. Ben scritto, avvincente, capace di rievocare tanti ricordi nella generazione che ha vissuto quei tempi. Del resto, lo avevamo già visto nei precedenti libri, Cassitta sa scrivere. Un legal thriller che merita di essere letto e diffuso, coi personaggi ben tratteggiati e una mano sicura nel racconto.
Voto: 4 / 5
fedora (13-03-2007)
Ah... qauando avevamo deciso di cambiare il mondo. Nel nostro piccolo, dentro le radio, con la musica ribelle e i vari discorsi e gli scazzi e tutto il resto. Io poi (questo Cassitta purtroppo lo dimentica) ho visto molta gente andare per l'India e diventare arancione, di fatto lasciando un pezzo di vita e vitalità. Ho amato questo romanzo fin dal suo inizio (travolgente) e l'enigma della stella (che non posso, chiaramente svelare) porta il libro a paragoni molto alti nella sfera del noir-politic. E' nato un autore. Auguri e spero nel secondo appuntamento (perchè su quegli anni c'è molto da scrivere, ancora).
Voto: 5 / 5
biagio (07-03-2007)
Il libro è godibilissimo e non sono d'accordo con chi (Marcellino) afferma che non si tiene conto degli "altri". Non eravamo tutti comunisti e Cassitta lo sa. Sa anche che i suoi personaggi non avrebbero retto ad una storia autocelebrativa. Infatti, costruisce un'altra trama, sottile, forte, incandescente. quella di un presunto innocente. Una storia incredibile, fatta di piccole congetture, di utili indizi e di giochi intellettuali molto sofisticati. Sono invece d'accordo su chi evidenzia la costruzione di un buon intreccio. Direi magistrale. Mi aspetto, egoisticamente il seguito e spero che uno dei protagonisti sia il perfido cancelliere Piras. Sublime. Siamo davanti alla nascita di un nuovo grande personaggio: Claudio Marceddu e le sue storie. Grazie per l'etica e la voglia di raccontare. Davvero.
Voto: 5 / 5
marcellino (17-02-2007)
Brevissima precisazione iniziale. Il libro è scritto bene, è godibile e ha dei passaggi molto originali. Io, però non sono assolutamente d'accordo sul contenuto. Possibile che tutti si ritrovino dentro questa storia? Possibile che tutti fossero comunisti sognatori? E gli altri? Nelle radio libere solo di sinistra? magistrati solo di sinistra? L'amore sta solo a sinistra? troppo comodo. Non c'è un passaggio, un accenno, alla masnada di ragazzi che non erano nè di destra nè di sinistra che comunque, in quegli anni esistevano ed erano la maggioranza. Un pò come me. Forse troppo lontano da queste storie, ma non me ne pento. Mi dispiace, ma dentro questo libro io non ritrovo la mia storia.
Voto: 3 / 5
flora baseflora@tiscali.it (14-02-2007)
Diciamoci la verità: nella masnada di racconti, rievocazioni, saggi, che tempestano in questo periodo le librerie è l'unico libro fresco, forte, coraggioso, vero, anzi verissimo, che mi sia capitato di leggere sul 1977 e dintorni. Non la sciatteria di alcuni (e non faccio nomi per pudore) nè l'incosistenza narrativa di altri. Cassitta è un grande, grandissimo affabulatore, che attrae, accompagna, addolcisce, commuove, stupisce il suo lettore e lo trasporta dentro un universo che sembrava noto, fortemente impegnato e complicato e lo rende soave, leggero, dolcissimo e struggente come solo pochi scrittori sono riusciti a fare. C'è dentro molto dell'Italia di quegli anni, di grande impegno, ma c'è anche dentro grande poesia, dolcezza e forza. Grazie per avermi regalato un libro squisitamente dolcissimo, dentro il caramelloso e scontatissimo panorama degli eventi sul 1977 e dintorni.
Voto: 5 / 5
gian piero mongiu (26-01-2007)
un'ottimo libro, a parte gli errori che si fa perdonare, si fa leggere tutto d'un fiato. Poi la storia è veramente geniale, gli anni di piombo nei ricordi dei protagonisti, il loro impegno... ambientare una storia in quel periodo, quel "giorno" è una splendida trovata che fa anche riflettere al "come eravamo"... con un po' di rimpianti sicuramente...
Voto: 5 / 5
sandra (08-01-2007)
Oltre a un altro editore, merita anche un altro editor e un altro correttore di bozze visti gli svarioni contenuti nel testo! Ma come si fa a citare Peppino Impastato sbagliandone il nome non una ma addirittura due volte?!
Voto: 3 / 5
mara1980 maracara1980@libero.it (18-12-2006)
Un libro decisamente inusuale rispetto a quelli letti ultimamente. Non è un noir (o è un finto noir) non è un giallo, non è un libro political correct, anzi è decisamente (forse) troppo comunista, nel senso forte del termine. Ma è un libro che riesce a farsi molte domande. Troppa ideologia in certi punti e il buon Claudio a volte sembra falso. Ma c'è qualcosa che vale il prezzo del biglietto: La scenografia. Un libro dentro gli anni di piombo e dentro una gnerazione che non o conosciuto 8avevo due anni!!!!) ma che ho imparato ad apprezzare. Il libro risente forse di queta velata malinconia, del "come eravamo", risente anche di nostalgia e se la tira, un pò "ecce bombo", un pò "porci con le ali", un pò "fragole rosse". Sembra il figlio di "continuiamo a farci del male", "nella misura in cui" e c'è la storia delle rafio libere che ci riporta dentro quel periodo. Perchè lo conosco bene? Diamine il mio fratellone (oggi dirigente d'azienda) è passato dentro quegli anni maledetti e io ci sono finita dentro un pò più tardi. Bel libro. Non scontato. Concordo con chi afferma che merita un seguito (e un altro editore...).
Voto: 4 / 5
malena (11-12-2006)
Il libro è veramente bello e intrigante. Ti trasporta dentro una storia che all'apparenza è un noir (la morte di due donne) ma che si rivela il manifesto di una generazione (non la mia, perchè ho "solo" 30 anni) che, come dice gaber, forse ha perso. Cassitta fa i conti (e li sa fare molto bene) con queste ombre che appaiono e riesce con forte maestrìa a mescolare le carte e inventarsi qualcosa di "fantastico". Davvero un bellissimo libro che consiglio, per la scrittura, per la trama e per quel forte personaggio che è il buon Claudio Marceddu.
Voto: 5 / 5
renata bersilli (23-11-2006)
Descrivere le emozioni del libro è davvero difficile. Io, dentro quegli anni ci ho passato la mia adolescenza e, come Claudio sono diventata Magistrato. Ma, a differenza di Claudio (il protagonista stupendo del libro) non ce l'ho fatta e ho abbandonato. La storia è davvero incredibile, ben scritta, ben disegnata e ben suonata (la musica è la grande protagonista). Cassitta è riuscito a riportarmi indietro, dentro gli anni che tutti dicono "di piombo" ma erano di lotta e di ricerca di identità. Qualcuno si è chiesto che fine abbiamo fatto e qualcun altro ha provato a raccontarsi e a raccontare. Cassitta dipinge certi personaggi magistralmente e sembrano davvero usciti da dentro quegli anni. Bellissimo libro e bellissima storia. Da regalare, leggere e rileggere e raccontare. Sono, come tanti una tifosa di Claudio Marceddu e quindi, attendo una seconda puntata (non mi piace la sua fidanzata ma, devo ammettere, non amo la moda e i modaioli). Grazie, da un ex magistrato oggi avvocato, delle emozioni e dei ricordi. Grazie di aver vissuto così bene dentro la nostra generazione. Forza MArceddu!!!!
Voto: 5 / 5
Gabriele Sardu (21-10-2006)
Mi ha confuso, spiazzato e imbrogliato più volte. Ho pensato (mi dispiace per l'autore che già avevo apprezzato nelle altre sue opere) che Il giorno di Moro fosse un timido tentativo non riuscito di raccordare troppe trame ingarbugliate. Alla fine del libro ho detto: BRAVO CASSITTA,hai preso in giro (bonariamente, s'intende) i tuoi lettori e hai risolto tutto in modo brillante. Ho tirato un sospiro di sollievo. I libri sull'Asinara erano troppo belli per poter deludere il pubblico. Il libro è da leggere sino alla fine senza esprimere giudizi: se qualcuno ogni tanto si perde nella narrazione, non si preoccupi, il buon Cassitta ha colpito ancora. Davvero un libro magnifico....peccato però che bisognerà aspettare prima di poter leggere il prossimo......
Voto: 5 / 5
marisa melfini (21-09-2006)
Il libro è bello, scorre velocemente (forse la prima parte, almeno inizialmente stenta a partire ma, alla fine si capisce perchè) e ci racconta un pezzo della nostra esistenza. Ma non solo. Questo libro l'ha letto mia figlia di 20 anni che non ha vissuto chiaramente gli anni di piombo ed è rimasta entusiasta. Ci sono pagine da leggere a voce alta e come fa Caludio MArceddu, il nostro stupendo magistrato di sorveglianza, anche con la musica. Unica nota: manca Antonello Venditti che in quegli anni (campo de fiori, Marta) qualcosa di bello aveva scritto. Da consigliare la lettura anche ai giovani. per capire e per capire (forse) i loro genitori.
Voto: 5 / 5
marika (20-09-2006)
Il libro sinceramente ti trasporta. I personaggi sono veri, reali, palpitanti e Claudio è bravissimo (ma è proprio così ingenuo?). Mi è piaciuto particolarmente il gioco della stella dentro la mia Roma. Suggestivo. Ho ripercorso luoghi che da anni avevo dimenticato e ho cantato con Marceddu le mie grandi e forti canzoni. Grazie per questo libro. Adrenalina pura che cigola dentro le ossa. Non può non avere un seguito. Piccolo consiglio a tutti i lettori: anche Cassitta gioca, come Carofiglio, a non disegnare i personaggi ma a farli sussultare, a costruire belle anime tristi e forti e a dipingere città sconosciute (come Sassari e Alghero) e a renderle deliziosamente belle e da parco letterario. Perchè non pensa di pubblicare da Sellerio?
Voto: 5 / 5
giovanni marreli (31-07-2006)
Sono perplesso. Ho, come dire difficoltà nell'esprimere un giudizio su di un libro che mi ha "trapanato" la memoria. Devo decidere: o Cassitta ha toccato corde ancora troppo scoperte o è solo un gioco di fantasie intellettuali condite con un omicidio incredibile. Oppure è un gioco sulle date e sui numeri. Ma non lo è. O sulle canzoni. Sulle nostre canzoni. Neppure. Insomma. Cassitta ha scitto un semplice libro o un manifesto dei nostri anni? (quelli che, per intenderci, honni hanno intorno ai 50 anni)Rimango perplesso. Quasi sconvolto dalla lettura di un libro a tratti bellissimo, a tratti cattivo, che infierisce sulle nostre cose, su quelle che abbiamo amato e si interroga su quello che dovevamo fare e non lo abbiamo mai fatto (Caludio Lolli docet). Rimango perplesso. Non so se contento, felice, malinconico. Volevo comunicare solo questa sensazione lieve e forte. Questo, a parer mio, è una piccola bibbia da leggere di tanto in tanto, per pensarci e per pensare. Non so però se questo sia un bene. Ultima annotazione: è bellissima la figura di Violetta, la tosta e dolce amica di marceddu e Loriga. Molto vicina a tante compagne che adesso non vedo più o vedo fare altre cose.....
Voto: 4 / 5
mariella (24-07-2006)
Una piccola premessa. Ho letto prima di questo libro caos calmo di Veronesi. Avevo deciso di non leggere più niente, anche perchè mi sembrava che tutto finisse nel giardinetto dove il nostro eroe trascorreva il tempo ad aspettare sua figlia. Poi mi hanno regalato questo libro dalla copertina "esagerata", dal titolo "intrigante" ma era il libro di uno sconosciuto. Passare da un premio strega a un ragazzino non sarà facile. Invece commetto il primo errore. Cassitta e Veronesi sono coetanei, quindi non sono proprio ragazzini. Poi, mi rendo conto, leggendo questo libro che è l'esatta antitesi di caos calmo. Quì l'adrenalina è alta, altissima e i personaggi giocano a risolvere e ricordare. Piano piano svanisce Pietro Paladini di Veronesi e si fa strada un personaggio che è, di fatto il suo alter ego: Claudio MArceddu, l'ottimo marceddu, il rompiballe Marceddu, il paladino Marceddu, uno che probabilmente esiste solo nei libri. però c'è. Morale della favola: il libro è stato regalato, insieme a caos calmo ad una mia carissima amica con un bglietto: sono due libri bellissimi. Di una bellzza interiore. Eppure dicono cose completamente diverse. ma le dicono. E le dicono bene.
Voto: 4 / 5
sergio cis mabanbis@libero.it (21-07-2006)
Ha ragione Cassitta: che fine abbiamo fatto? Ma soprattutto perchè? E' un libro che tocca questi nervi, che cammina sul filo della tristezza e dei ricordi, di quel pezzo della nostra generazione che non sapeva se sorridere od urlare. E' rimasta sospesa, alla ricerca. Bello il personaggio di Claudio Marceddu, anche se troppo puro, bello anche Gianvittorio (e non posso dire altro) ma bella, soprattutto la storia di urgias, un povero ragazzo che ha un teribile ergastolo alle spalle. perchè? E' un lbro che ci fa rispecchiare dentro quegli anni, nei giorni di Moro. Ad annussare il cielo e i rumori forti di quegli anni. Nel libro c'è veramente tutto. Anche le canzoni. Siamo sicuri che è solo un romanzo? Quante cose sono vissute, ma vissute immensamente? Grazie per le lacrimucce (ebbene si, anche i coriacei compagni piangono) grazie per la storia e per il gioco della stella dentro una Roma che ho rivissuto e sentito mia. Graize del dolce rituffarsi dentro un mare forte e che oggi non c'è più. Già.... Che fine avete fatto?
Voto: 5 / 5
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