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Morchio Bruno - Maccaia. Una settimana con Bacci Pagano | Sulle alture di Genova viene ritrovato il corpo di un vecchio pensionato. È stato sbranato da un lupo. Due anni prima aveva stipulato una milionaria assicurazione sulla vita e la giovane moglie ne sembra l'unica beneficiaria. L'investigatore privato Bacci Pagano viene assunto dalla compagnia assicuratrice e da qui prende avvio un'insolita indagine, in cui il detective sembra lasciarsi guidare più dalle sue illusioni e dai suoi desideri che dalle evidenze obiettive. In una calda e afosa primavera assediata dalla maccaia, Genova ritorna protagonista di una nuova avventura del vecchio investigatore, che ritrova anche le due donne della sua vita, la ex moglie e la fidanzata, e crea, forse, i presupposti per rivedere anche la figlia Aglaja.
Media Voto: 4.33 / 5rOXY (13-10-2009) BELLO!!! Mi è piaciuta la figura dell'investigatore bacci lontanissimo dagli stereotipi e anche la sua....la nostra genova che riesce ad essere umana e crudele tra un portone e l'altro di un carruggio! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Davide (10-10-2008) Sicuramente una delle migliori voci liguri contemporanee. Attraverso una scrittura fluida Morchio affronta i problemi della società moderna attraverso gli occhi di un detective "umano", lontano dagli stereotipi americani. Ottimo davvero. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lucetta (20-02-2007) Genova. Una città dove l’aria sa sempre di sale. Se passeggi lungo il mare, poi ti giri vedi i monti, magari imbiancati dalla neve. Magari. Di solito piove, a Genova. Me la ricordo col cielo grigio e la sua aria seria, chiusa. Come i suoi abitanti, sempre diffidenti, sempre attenti a non sbilanciarsi, a non dire una parola di più. E che si vestono firmati, di grigio e di blu.
Genova, la mia Genova, è stata raccontata da tanti, sempre per il suo essere labirintica,misteriosa, obliqua, raccolta tutta in quelle strade strette strette “come un tavolin”.
Genova anche degli immigrati. Fa quasi ridere a dirlo, ma …Genova la multietnica. Forse proprio perché siamo un porto…forse per la disposizione geografica.. alla fine la mia “chiusa” città, tutto lungo i suoi caruggi, è un tripudio di spezie, di colori, di sapori.
L’ho ritrovata, la mia città. Me l’ha raccontata uno psicologo – scrittore. Il quale, tra il grigiore e i colori e sapori della città, nelle sue creuse e nei suoi carruggi, nella sua notte, sviluppa la trama di un omicidio…e racconta anche noi.
..E, allora…
“Manimàn. Un’espressione intraducibile genovese, più o meno significa “non si sa mai”. E meglio di qualsiasi altra esprime tutto il carattere di questa città e dei suoi abitanti. L’atteggiamento di Genova e dei genovesi verso il mondo e la vita. Non sbilanciarti, non aprirti troppo, non rischiare. Maniman….”
bello,bello,bello
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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