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Lanteri Maurizio; Luini Lilli - Non tornare a Mameson |
Enrico Oliviero è un politico cinquantenne che dopo dieci anni non viene rieletto. Incapace di riabituarsi a una vita mediocre, compra una baita in Liguria, sulle Alpi Marittime. Lì si trasferisce, in segreto, abbandonandosi a giornate senza scopo e notti alcooliche. Il suo isolamento, però, dura poco. Dal solaio della nuova casa spunta fuori un quadro che prima lo affascina e poi lo ossessiona. Ritrae una ragazzina che Enrico ribattezza Ophelia. Deciso a scoprirne l'identità, inizia caute indagini fra gli abitanti del paese... ma la percezione del pericolo arriva troppo tardi, quando l'incubo è già iniziato. Il romanzo è scritto a tre voci: Enrico, Beatrice (la giornalista con cui ha una relazione – l'unica a cercarlo, e a trovarlo), e una strana ragazza che parla con le marmotte.
Media Voto: 4 / 5anticonemico (15-05-2009) Questo romanzo ha delle riminiscenze che riportano ai primordi del romanzo gotico con atmosfere ottocentesche riportate ai giorni nostri. La vicenda in questione e' abbastanza originale anche se il protagonista (come succede a molti politici) non ha un grandissimo spessore a livello di personalita' e la patina di "dongiovannismo" che gli autori gli dipingono addosso alla lunga risulta indigesta. Voto: 3 / 5 |
Barbi (10-03-2008) Una lettura mozzafiato e molto coinvolgente dal punto di vista emotivo. Gli autori costruiscono una favola nera attraversando dall'interno i personaggi. Un'operazione non facile, con un risultato ottimo. Impossibile staccarsi. Uno di quei libri che ti resta "addosso". Voto: 5 / 5 |
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