|
|  |
Cambiaso Daniele - Ombre sul Rex. Un'indagine sestrese |
Genova, fine luglio 1931. Le indagini sulla morte apparentemente accidentale di un informatore portano Igino Menchini, vice commissario della squadra politica genovese, sulle piste di un misterioso personaggio rientrato clandestinamente in Italia dagli Stati Uniti. Sono le ore che precedono il varo del transatlantico Rex, uno dei fiori all'occhiello del regime fascista. L'evento avrà una risonanza mondiale, la stampa è mobilitata, la famiglia reale scortata da alcuni tra i gerarchi di maggior prestigio sarà presente ai cantieri Ansaldo di Sestri Ponente. Il rischio di un sabotaggio o di un attentato è alto, gli apparati di sicurezza sono allertati, ma il misterioso uomo col Borsalino bianco si muove sfuggente come un fantasma. Menchini inizia così una personale corsa contro il tempo per stanare la sua preda. La serrata indagine lo condurrà a scoprire un complicato intrigo, al quale non sono estranei personaggi insospettabili e molto potenti. Troppo.
Media Voto: 4 / 5Partigiano Johnny (17-11-2008) Un buon romanzo, dalla trama potente e avvincente, molto documentato. Uniche pecche l'incipit e il finale. Stenta un po' all'inizio a partire, ma via via diventa sempre più intrigante. Voto: 4 / 5 |
Livia (02-11-2008) "Ombre sul Rex" mi farebbe venir voglia di leggere altri gialli storici, a dispetto della mia idiosincrasia per questo genere, se non fosse per la sorda convinzione che mi serpeggia dentro fin dai primi minuti di lettura: non si tratta soltanto di un giallo. A nessun libro come a questo stanno strette le etichette semplificatrici. Vero è che la struttura e i cliché mi paiono quelli classici: l’indagine poliziesca, i presunti assassini e i complotti .. Non manca neppure il cane, ombra fedele del protagonista. Inoltre la storia d’amore, che si intreccia senza forzature con le vicende poliziesche, è un ottimo scandaglio per l’anima complessa e sfaccettata del vicecommissario, difficilmente afferrabile da un’unica prospettiva.
Il libro è molto ben bilanciato e poco o nulla pare lasciato al caso. All’ inizio compaiono, come in un’ouverture, tutti i motivi che si dipanano in corso d’opera e che ritornano alla fine, a rinsaldare ulteriormente le fila della vicenda: il Borsalino, la Nazionale e soprattutto, dall’iniziale deus ex machina al finale nomen atque omen, sapientemente disseminati tra le pagine, i riferimenti etimologici al greco e al latino, pregnanti chiavi interpretative di accadimenti difficili da decifrare.
Molto incisive e vivide le descrizioni di scorci, paesaggi, persone, il gusto per l’ambientazione storica della Genova anni ’30, teatro magistralmente ricostruito della vicenda, a tratti più che verosimile.
Inoltre, come una nota dominante dalla prima all’ultima pagina, il leit motiv dell’angoscia che, di volta in volta, “ artiglia” l’anima, “smeriglia “ la gola del vicecommissario come di chi legge.
Il tutto stemperato da un’acuta ironia che occhieggia inaspettata dalle pagine più dense di tensione, strappando un’amara risata all’avvinto lettore.
Un libro da leggere, soprattutto per la cura e la passione che racchiude.
Voto: 4 / 5 |
| |