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Paoli Sergio - Ladro di sogni |
12 recensioni presenti. Media Voto: 4.25 / 5vanessa (04-11-2009) Confesso di avere un debole per i commissari e non faccio distinzione di sesso, razza o provenienza geografica.
Talvolta mi dedico al siciliano Montalbano, talaltra al francese Adamsberg. Ho conosciuto anche commissari in gonnella come la spagnola Pedra Delicado o i suoi conterranei Pepe Carvalho e Méndez.
Dovrei essere avvezza al fascino che suscita la divisa, soprattutto se portata in modo intelligente ed originale.
Invece, leggendo “Ladro di Sogni” ho incontrato il commissario Federico Marini e, ebbene sì, mi sono innamorata.
Marini è un poliziotto per scelta, di quelli che ritengono esistano diritti fondamentali che meritano di essere difesi strenuamente, senza guardare alle apparenze, alla carriera e ai clientelismi.
Può essere definito un investigatore atipico perché non fa mostra di grandi doti intuitive, ma arriva lentamente alla soluzione, senza forzare la mano.
Ha il grande pregio di non voler scendere a compromessi nonostante questo comporti il dover prendere la strada più scomoda anche in contrasto con la logica del “quieto vivere”.
In questo primo episodio (che spero primo di una lunga serie), il commissario Marini si vede catapultato in un’indagine relativa ad un delitto avvenuto in un campo Rom dove ogni indizio e, soprattutto, ogni pregiudizio viene diretto contro gli abitati del campo stesso.
Contemporaneamente Marini deve occuparsi anche di un altro delitto all’apparenza inspiegabile e depistato dalle esilaranti trovate di due sprovveduti portinai colti da un’improvvisa passione.
Fortunatamente non mi ritengo gelosa e per questo ho accolto positivamente l’ingresso di Viola nella vita del commissario. Non ho, però, capito se si tratta di relazione full time o part-time,mah!
Attendo di conoscere gli sviluppi attraverso i prossimi episodi…sperando che l’autore Sergio Paoli voglia deliziarmi/ci con un nuovo episodio. Voto: 5 / 5 |
Alessandra (04-07-2009) Sergio Paoli è autore di "Ladro di sogni", romanzo (noir, anche se l'etichetta di genere non gli rende giustizia) ambientato a Milano, come spiega il sottotitolo. Una storia poliziesca: un investigatore con un passato, un omicidio, anzi due, un assassino solo... o forse no. Un po' di donne, come si conviene al genere. E qualcuno che si muove nell'ombra.
Dentro il romanzo, e fuori dalla storia nuda e cruda, le riflessioni di chi vive in una città difficile come Milano, dove l'integrazione è ben lungi dall'essere completata. Si aggiunga l'inquietudine dei nostri giorni, la difficoltà di instaurare rapporti umani validi, la superficialità. Il tutto trattato con gran delicatezza, con pacatezza, solo a tratti con veemenza. Paoli dice cose giuste ma non ha bisogno di convincere, lascia che il lettore si convinca da sé. Lo fa accomodare nel solco della narrazione, lo porta per mano attraverso la storia e lo conduce verso il finale.
Lo sforzo è ricompensato dal folto gruppo di lettori che segue l'autore su Anobi e che si presenta con entusiasmo agli incontri dal vivo.
"Ladro di sogni" non è eccezionale, ma è di più. È bello. Si fa leggere con piacere, si rilegge volentieri e si aspetta il seguito...
Voto: 5 / 5 |
Linda80 (30-06-2009) Davvero una piacevole sorpresa questo noir di Sergio. Una storia molto intrigante e purtroppo molto reale, raccontata in modo impeccabile e con un tocco ironico che ti prende e ti invoglia a non fermarti, tanto che il libro me lo sono divorato in una domenica! Attendo con curiosità la prossima avventura di Marini ;-) Voto: 4 / 5 |
Marco Piva (il killer mantovano) sillpiv@tin.it (05-04-2009) E' con estremo piacere che mi cimento a recensire il romanzo d'esordio (dopo la raccolta di racconti "Rumori di fondo") dello scrittore, membro di Corpi Freddi, nonchè amico Sergio Paoli.
E con soddisfazione mi sento tranquillamente di affermare che Sergio ha centrato perfettamente il bersaglio, creando un noir con forti connotazioni politiche e sociali davvero ricco di personalità e talento da primo della classe.
Sergio mischia sapientemente i punti di forza del genere noir ma, soprattutto, porta all'attenzione del lettore tematiche forti, reali e molto sentite nel nostro Paese come la xenofobia e la pedofilia, trattatando la materia con intelligenza, conoscenza e molta sensibilità.
Nel libro ci sono momenti molto forti descritti in maniera molto "in your face" ma non mancano neppure le importanti riflessioni che lo scrittore dispensa in abbondanza.
"Ladro di sogni" ci insegna che chi delinque commette ciò perchè spesso la sua vita è stata segnata da mostruosità commesse da altre persone; il male genera solo male ed è difficile uscire da questo perverso meccanismo di distruzione.
C'è un momento del libro di Sergio che mi ha molto toccato e che volevo dividere con tutti voi, nel quale un personaggio importante della storia descrive i suoi dolorosi ricordi:
"Dicono che certe cose non si dimenticano. Ma non è vero. Perchè succede. Si svaporano, diventano nebbie sottili. Fili di fumo lontani all'orizzonte. Sono come della roba che butti giù, nell'angolo più scuro della cantina. Si ricopre di polvere. Viene nascosta da altre cose, ma non sparisce. La dimentichi ma non smette di esistere per questo. Tutto qui"."
Concludo queste mie righe con la speranza che Sergio ci regali presto nuove opere, il Comissario Marini è una figura ben caratterizzata che si presta ottimamente a future avventure a tinte forti.
Bravo Sergio, buona la prima
E proprio il caso di dirlo: quando il noir di classe parla ancora una volta Italiano Voto: 4 / 5 |
1949paperina nadya.agostini@libero.it (17-03-2009) Un bellissimo noir milanese, sapientemente strutturato e scritto, il vicecommissario Marini un protagonista perfetto (nelle sue imperfezioni). Molto attuale l'ambientazione, una Milano marginale come marginali sono i suoi abitanti, scomodi e comodi al tempo stesso, quando l'odio e un bisogno cieco di vendetta si fanno più pressanti, e non importa se poi si colpisce nel mucchio. Questa la parte "visibile" del romanzo, ben più profonda la sottintesa ricerca delle motivazioni dei vari personaggi, un'analisi coinvolgente dei pensieri più intimi.
Lettura che scorre veloce, direi tutta d'un fiato, breve intervallo per il riposo notturno e, poco dopo l'alba, le ultime pagine. Pagine come la 214 e la 224 che ho letto, sottolineato, riletto, copiato e... riletto.
Ed è una cosa vera, vera al punto da far male, "che non poteva restituire sogni a nessuno. Faceva già maledettamente fatica a tenersi stretti i suoi, quei pochi che doveva avere messo da qualche parte".
Voto: 5 / 5 |
Chiara White (17-03-2009) E’ un cerchio. Si parte e si torna ad una bracciata. E in mezzo il mare di una storia. All’inizio mi sembrava un po’ rainereggiante, poi ha preso la sua strada, decisa, verso un certo tipo di critica della società, dei mass media e del modo di porsi nei confronti dell’altro (inteso anche in senso lato). La storia è purtroppo attuale e ben scritta. I personaggi sono interessanti, diversi fra loro (impagabili i due coniugi-portinai), non tagliati con l’accetta, con una loro identità. Un mare di citazioni, soprattutto musicali, che danno una ragione e hanno un peso nella storia. Anche il titolo riporta una dimensione, uno spessore, che riesce a dare un senso ad ogni cosa. Bello.
Voto: 4 / 5 |
Alessandro (16-03-2009) Me lo sentivo che mi sarebbe piaciuto. E' davvero un libro bello, ben scritto, avvincente e coinvolgente. Il vicecommissario Marini è un personaggio di cui vi innamorerete, un uomo disilluso ma non fino in fondo, con nel cuore quella sete di verità e giustizia che, nonostante tutto, nonostante lo schifo sociale in cui vive, guida le sue azioni. E' stanco, il vicecommissario, dalle spalle un po' curve, con le sue sigarette, me lo immagino un po' magro e con gli occhiali, lo sguardo di chi ne ha viste e vissute sulla sua pelle tante, troppe. Però si può ripartire. Forza Marini! Ti vogliamo bene. E in fondo sei fortunato, perché alla fine hai pur la vitalità e la forza di Viola al tuo fianco.
"Il ladro di sogni" è un bel noir, sì, perfetto nei suoi tempi e nei suoi meccanismi, ma è molto di più. E' una forte denuncia sociale e politica dei tempi che stiamo vivendo, espressa senza paure e senza mezzi termini, convincente, che ti colpisce allo stomaco e ti fa intensamente riflettere.
Bello, davvero, grazie a Sergio Paoli di averlo scritto, e mi auguro che molti altri romanzi con protagonista il vececommissario Marini vedano presto la luce. Voto: 4 / 5 |
Miscugli (16-03-2009) Davvero una gran bella sorpresa questo romanzo. Avvincente, coinvolgente, non banale e nemmeno tanto etichettabile.
Perché definirlo noir è certamente riduttivo, è una storia pienamente calata nei temi dei giorni nostri, dell'Italia dei giorni nostri, amara, assurda, superficiale, cieca. Fa riflettere, indignare, restare con un sapore amaro in bocca ma anche sperare che ci sia un "Marini" pure per noi.
Voto: 4 / 5 |
Blueberry (16-03-2009) Quante volte capita di sentire notizie di cronaca nera… semplicemente viste al telegiornale o lette sui quotidiani, questo romanzo, che si legge velocemente, è come se ne svelasse i retroscena, dalle indagini della polizia, ai motivi che inducono una persona a commettere un omicidio, a persone “qualsiasi” che si trovano inconsapelvomente coinvolte (a volte in modo anche ironico, ma non vi svelo come…. ).
Sergio ha fatto questo: ha trasportato la realtà nel suo romanzo e ce l’ha fatta vivere attraverso le sue parole.
Ladro di Sogni è una storia che sicuramente esiste da qualche parte, purtroppo. Ma è anche bello pensare che di persone come Marini ne esistano, persone che credono nella verità e la vogliono trovare ad ogni costo. Voto: 4 / 5 |
Margherita Lorenzoni (16-03-2009) Complimenti,Sergio...un noir avvincente..ambientato nelle periferie di Milano, dove vige la povertà e anche la grettezza mentale...la quale alimenta rabbie violente...inaudite...tratta temi dell'emarginazione,xenofobia. di propoagande fasciste..di odio contro i nomadi..odio feroce..e la pedofilia..
Molto bello il personaggo di Marini, il commissario fuori dagli schemi, che con vera sofferenza vede morire la vera giustizia l'amore per la povera gente..un vero idealista..sognatore..ma anche realista..e cerca in tutti i modi di combattere la grettezza mentale, l'egoismo, la sete di potere..cercando di ostacolare i ruffiani che anelano al potere e l'ipocrisia.
Lettura piacevole scorrevole..ogni personaggio ben delineato. Voto: 4 / 5 |
Nadia (16-03-2009) In questo romanzo ho ritrovato la crudezza di Lansdale nelle descrizioni degli omicidi e il senso di giustizia di Sciascia nel vicecommissario Marini.
Un noir intrigante e ben scritto. Due omicidi apparentemente separati tra loro si uniranno solo alla fine grazie ad un intreccio di storie, personaggi e vicende che spiazzeranno il lettore, portato dall'autore ad altre soluzioni.
Nel romanzo c'è dentro tutta la paura per gli stranieri, tutta la cattiveria razzista di chi non accetta una società multietnica come quella in cui stiamo iniziando a vivere. Un timore che parte dall'alto e fa reagire il cittadino.
C’è inoltre, seppur celato e, forse, solo accennato, il tema dell’indifferenza oltre che dell’ignoranza. La gente, ormai abituata a sentire di morti e di omicidi, quando ha un cadavere sotto il naso, non si appresta a chiamare la Polizia, ma continua il suo quotidiano anteponendo se stesso all’altro. La paura e l’egoismo inducono a chiudere gli occhi e a tirare avanti.
L’autore riesce, in questo romanzo, a non dare il proprio giudizio lasciando così al lettore una grande libertà di pensiero e una grossa opportunità di riflessione.
Contribuisce l'ambiente descritto, che è la città in periferia di Milano in cui vivo, a farmi sentire il romanzo ancora più vicino.
Voto: 5 / 5 |
Andrea C. (11-03-2009) Un bel giallo noir che denuncia l'ipocrisia e l'immoralità di una certa classe politica che pur di mantenersi al potere non esita ad utilizzare chiunque e qualunque strumento per i propri fini.
Ma non solo: è anche una ferocia denuncia di una società malata di narcisismo, incapace di ragionare su concetti complessi, che vuole una risposta subito, la più immediata e semplice possibile , alla portata di tutti, colpa anche della televisione, su cui scaricare le proprie frustazioni, la propria ferocia. Voto: 3 / 5 |
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