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Prinelli Gabriele - La mano dell'organista |
Gaspare, manovale dei Serassi costruttori d’organo, davanti ad un succulento piatto di risotto col piccione scopre che è tutto sbagliato. Le ossa ritrovate nelle canne dell’organo non sono quello che sembrano. Non appartengono ad un colombo bensì ad una mano. Come sono finite cinque dita in altrettante canne dello strumento musicale? Nella Melegnano ottocentesca del periodo post napoleonico Tano, il locandiere siciliano immigrato che parla solo il siciliano, Malalingua, il suo traduttore con la sci, L’Angiul sacrista, Enrico detto Il marchese, megalomane carceriere del castello, e la bellissima Cecilia aiuteranno, senza volerlo, Gaspare a svelare un mistero di cui tutti ignorano, fino alla fine, l’esistenza.
Media Voto: 4.33 / 5Sabina D'Introno (01-02-2010) Partiamo dalla considerazione che ci vuole un certo sforzo di volontà per definirlo un noir...ma meglio così, perché il noir non è tra i miei generi preferiti, e infatti devo ammettere di essere partita un po' prevenuta, e di aver rimandato acquisto e lettura proprio per questo. Ma si sa, le etichette lasciano il tempo che trovano.
Naturalmente non ho capito una sola parola in dialetto xD, nonostante viva al nord da 4 anni, il mio orecchio ha una resistenza particolare ai dialetti lombardi! Comunque una storia piacevole, ricca di ironia garbata (dev'essere un marchio di fabbrica "milanese" - intendo l'area - perché in certi punti è davvero uguale all'ironia manzoniana, naturalmente nella caratterizzazione dei personaggi, che è il punto forte di entrambi), divertente e appropriata.
Devo dire che forse la cosa che ho apprezzato maggiormente è la presenza di molte descrizioni di paesaggi, fenomeni naturali, immagini della natura, rese davvero bene e poeticamente. Si vede che l'Autore è abituato ad osservare i luoghi e i fenomeni atmosferici con attenzione e amore per la natura.
E si capisce anche che è una buona forchetta xD che fame che mi ha fatto venire col personaggio di Tano e i suoi piatti superlativi! Forse è proprio Le Turc il mio personaggio preferito.
L'unico difetto che posso imputare al libro è il finale un po' frettoloso, anche se sicuramente la chiusa è ad effetto. Voto: 4 / 5 |
mari 83 (29-01-2010) Gustosissimo noir che lascia con un sorriso sulle labra dalla prima all'ultima parola; esilarante,divertente,ben costruito si legge tutto d'un fiato e di certo non delude le aspettative di un lettore che non cerca l'indagine polizieasca ma il naturale svolgersi degli avvenimenti senza per questo mancare di colpi di scena.
Assolutamente consigliato. Voto: 4 / 5 |
Paola P. (28-04-2009) La narrazione è frizzante e leggera come un merletto, e accompagna il lettore indietro di due secoli nella campagna della bassa Lombardia.
La trama è accativante e sospinge il lettore verso la conclusione pur senza l'affanno dei noir polizieschi.
La struttura della narrazione è ben equilibrata e alterna sapientemente momenti di azioni e rivelazioni a descrizioni, considerazioni e flash-back.
La caratterizzazione dei personaggi è vivace e relistica: le figure si stagliano nitide sullo sfondo del paesaggio padano e rivelano i propri tratti peculiari nel bene e nel male.
Le descrizioni paesaggistiche e ambientali sono come dei pregevoli cammei che valorizzano l'insieme e rendono merito alle bellezze della compagna e dei suoi piccoli centri rurali.
L'unico rammarco è... che sia già finito! Voto: 5 / 5 |
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