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Kandel Eric R. - Alla ricerca della memoria. La storia di una nuova scienza della... |
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Titolo | Alla ricerca della memoria. La storia di una nuova scienza della mente |
| Autore | Kandel Eric R. | | Prezzo |
€ 32,00 |  | | Dati | 2007, XIV-441 p., ill., rilegato | | Curatore | Giustetto M. | | Traduttore | Olivero G. |
| Editore | Codice
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| La memoria ha guidato la vita e il lavoro di Eric Kandel e questa è la sua autobiografia, un viaggio alla scoperta di ricordi personali e scoperte scientifiche, dai pioneristici esperimenti con la lumaca "Aplysia" fino all'avvento dell'ingegneria genetica e delle biotecnologie.
| La recensione de L'Indice |
 L'ultimo libro di Eric Kandel, una delle personalità più influenti delle neuroscienze del Novecento, vincitore nel 2000 del premio Nobel per la medicina, in un appassionante e sapiente intreccio racconta la vita e il lavoro scientifico dell'autore attraverso tre diversi piani della memoria: la memoria autobiografica, con le reminiscenze della sua vita di bambino ebreo e della fuga da Vienna causata dall'avvento del nazismo, quindi le esperienze americane, il premio Nobel e la recente battaglia politica per il riconoscimento delle responsabilità austriache nell'Olocausto; la memoria storica delle scoperte e delle personalità che hanno portato alla nascita delle neuroscienze; infine, la memoria come oggetto della ricerca scientifica, con una descrizione degli esperimenti fondamentali che hanno portato l'autore a svelarne le basi cellulari. Emerge dal testo un Kandel sempre orientato al dibattito pubblico, sia in campo neuroscientifico sia nella politica della scienza o nella politica tout court, e traspare la visione di una scienza che non nasce solamente da brillanti intuizioni personali, ma che è il risultato di un metodo alimentato da continue discussioni e confronti. Alla parte iniziale, che narra le memorie personali dell'infanzia a Vienna e degli studi negli Stati Uniti, seguono le sezioni che ripercorrono nei dettagli gli esperimenti con cui Kandel ha individuato le basi molecolari dell'immagazzinamento mnemonico in un organismo semplice come la lumaca di mare Aplysia, fino a quelli condotti in seguito su vari mammiferi avvalendosi anche delle biotecnologie. Decenni di ricerche che hanno dimostrato come, grazie a meccanismi biologici che si sono conservati attraverso l'evoluzione, tanto negli animali più semplici che negli esseri umani, in risposta alle stimolazioni ambientali si sviluppano e si rafforzano nuove connessioni sinaptiche fra i neuroni: il consolidamento della memoria produce cioè delle modificazioni fisiologiche nel nostro cervello, avvalendosi delle proteine e anche dei geni, non in quanto determinanti del comportamento, ma come risultato dell'esperienza, andando a costituire la vera base della nostra capacità di esistere e di interagire in modo significativo con il mondo. Questi capitoli, pur riportando esperimenti già familiari per il lettore più esperto, sono di piacevole lettura e realizzano appieno l'intento divulgativo espresso dall'autore nell'introduzione: "All'inizio della mia carriera di neuroscienziato ho avuto modo di rendermi conto che le persone prive di basi scientifiche denotano nell'apprendere la nuova scienza della mente un entusiasmo che dipende da quello che noi scienziati mostriamo nel volerla spiegare. (
) Ho perciò concepito questo libro come un'introduzione alla nuova scienza della mente per il lettore comune, privo di specifiche conoscenze scientifiche. Il mio obiettivo è quello di spiegare in termini semplici il modo in cui la nuova scienza della mente è scaturita dalle teorie e dalle osservazioni dei primi ricercatori in quella disciplina sperimentale che è oggi la biologia". Nelle parti successive del libro si propongono invece delle linee di sviluppo per le future neuroscienze. Si affronta, ad esempio, il tema dello sfruttamento industriale delle scoperte scientifiche attraverso una ricostruzione storica della nascita delle prime industrie biotecnologiche americane alla fine degli anni settanta, con il racconto dell'esperienza personale di Kandel come fondatore della Memory Pharmaceuticals. La pressione sui ricercatori di strutture pubbliche affinché producano dei brevetti e si occupino del loro sfruttamento è un tema attualissimo, che caratterizza il dibattito sul finanziamento della ricerca in tutto il mondo, Italia compresa. Emerge dal libro l'importanza del trasferimento di conoscenze dalla ricerca di base alla produzione di farmaci (secondo Kandel, negli anni novanta i neuroscienziati sono diventati ricercatori interdisciplinari, sulla linea di confine tra biologia, neurologia e psichiatria, e il primo decennio del Duemila sarà il decennio delle terapie per il cervello), ma anche il ruolo rilevante giocato dal supporto organizzativo fornito dall'università, che deve permettere al ricercatore di non abbandonare la scienza di base. Un altro esempio dell'attualità del libro di Kandel sono i capitoli dedicati alle recenti scoperte relative alle basi biologiche di malattie psichiatriche. Il moderno approccio tende a individuare cause organiche anche per queste malattie, grazie alle nuove metodiche di imaging, cioè di visualizzazione del cervello, che permettono l'individuazione di anomalie funzionali in specifici circuiti neurali dei pazienti. Il rafforzamento del legame tra neurobiologia, psichiatria e psicologia viene ulteriormente accentuato quando Kandel torna al suo primo amore, la psicoanalisi, proponendo di introdurre un approccio biologico alla psicoterapia. Ciò si dovrebbe realizzare mediante l'uso dell'imaging cerebrale, che permetterebbe di affiancare alle idee sulle dinamiche mentali una visualizzazione delle dinamiche di attivazione delle diverse aree cerebrali e di verificare con questi metodi gli effetti delle psicoterapie. Nell'ultima parte del libro ritornano gli aspetti più personali del "fare" scienza e il racconto della cerimonia del premio Nobel. Vengono inoltre descritte le difficoltà, presenti ancora nel Duemila, da parte degli ambienti accademici e politici austriaci nell'ammettere le responsabilità dell'Austria nello sterminio e nella fuga degli ebrei, nonché l'impegno di Kandel perché questo argomento sia affrontato da un paese spesso accusato di essersi nascosto dietro le responsabilità tedesche. Tommaso Pizzorusso |
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