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Diavoli Antonio - Quattro quarti

Quattro quarti
Zoom della copertina
TitoloQuattro quarti
AutoreDiavoli Antonio
Prezzo € 8,00
Prezzi in altre valute
Dati2005, 60 p., brossura
EditoreAss. Culturale Il Foglio  (collana Autori contemporanei)

Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 settimane

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Descrizione
Il destino (unico) della parola si dà tra figura e dizione. È nella disposizione in bianco, di più ancora nella sua deposizione, più che nell'atto sequenziale di scrittura, lettera da lettera: deposizione, come di petali, foglie col vento. O spoglie. Si riesce così talvolta a dare, interni al testo, una serie precisa di rimandi, che stanno segreti alla voce. Si dà risonanza tra loro a quei punti diversi con brevi, incisi visivi: parole staccate in colonna dal margine o altre lontano, chiamate tra loro in corsivo, in grassetto, celate in un altro livello, entro parentesi. Come di là di un vetro che non si potrà a voce perforare. Non potremo mai dirle, per questo. Ed è un modo perfetto di dire: guardarle. [da Appendice, II]

I vostri commenti
9 recensioni presenti.  Media Voto: 5 / 5

Massimo Sannelli (26-01-2006)
Se la non-ragione gli permette di credere alla parola sacra, ogni parola è un’icona. Venera la poesia. Si è reso conto che la sua poesia è teatrale: uno si oppone all’altro, oppure lo adora, oppure lo uccide o ne è ucciso, o lo salva o ne viene salvato. E l’ucciso si riprende, e il persecutore ritrova la carità. L’uno diventa l’altro, e l’altro si fonde nel primo: non c’è differenza. “voce mangia voce”, ché nell’isolamento – in un silenzio pieno, che è suo, solo – vuole che la voce sia velata: nella mente, sempre, dove avvengono soprattutto questi rapporti.
Voto: 5 / 5

Laura Di Marco (27-09-2005)
Suddivisione in quarti.. e per chi ha avuto modo di leggere di più ed altrove di questo autore, anche frammenti, intagli. La prima cosa a cui viene da pensare leggendo questi versi é che quindi Diavoli non si limiti a (pre)confezionare le parole partendo dall'astratto ed a riportarle sulla carta al fine di rimirarle a distanza, come succede a chi pur usando la parola non appartiene ad essa fino in fondo, ma che invece le plasmi, le ceselli, le scomponga, si fonda insieme a "loro" come solo un artigiano può, fino a trarne l'essenza, laddove il termine "essenza" ha molto più che la semplice valenza di "essenziale" o minimale, ma ha a che vedere nel risultato di questo lavoro, con un fluido inebriante che scorre su carta ed al suo contatto rilascia il vero concetto desiderato dall'autore: lui "E' " ciò che scrive.
Voto: 5 / 5

lucia olsberg (29-08-2005)
I came across this collection of poems by chance: I was searching on Google some notes about russian poet Nika Turbina and found a reference to a page where a poem was dedicated to her in four languages. It was not really an internet page only, but a real work of words, a sort of drawing. I printed it and put in a frame in my studio: it was all so effective!. This all made me more and more curious about the author's works. I started moving across the other pages of his website. I finally got to read some poems from Quattro Quarti and discovered he was going to take part to some readings in Berlin. It was there I could get some papers and more poems. I really can't say why, but this book is for sure one of the few contemporary poetry books that really touched me. The language is not that of such a dry experimentalism which seems to hide behind heaps of images and sounds an actual lack of contents. On the contrary, Diavoli's style is vividly bare and its bareness proves to be a great merit. Just like in the "work of words" I was speaking about, each poem stands like a sort of ideograph among the whiteness surrounding words. The direction across the whole book is both pointed at by some leading themes which give the titles to the four sections and by more secret threads emerging in typical occurences of words (as pointed out in Massimo Sannelli's preliminary essay). The deepest attraction is the almost off-handed presentation of the different situations which sets them in higher relief and heightens their visual impact. The world seems to be a wiped out screen, over which dreams cannot spread like shadows or images. This tension is broken in the final cut, the poem dedicated to Nika Turbina, in which the author states: Die einzig/ wahre Liebe ist/jene zu den Toten/(nicht erwidert)// dies ist ein Erwachen/welches uns zugenstoßen ist/niemals/solltest Du es wieder zurück/in deine Träume/nehmen.
Voto: 5 / 5

amelia rosini (29-08-2005)
A chiunque abbia a cuore la poesia (e la poesia contemporanea italiana in particolare) mi sento di suggerire questo libro (Quattro Quarti) e questo autore (Antonio Diavoli). Nelle sue tracce su web (il blog), alla radio (Fahrenheit), nelle riviste che accolgono i suoi testi, è segnato il destino di un uomo destinato a rimanere tra i migliori anche negli anni a venire. Una figura gentile e discreta, cui soprattutto ogni sincero lettore può dare vera voce. Amelia Rosini
Voto: 5 / 5

Domingo Paola domingo.paola@tin.it (21-07-2005)
Nell’assordante silenzio delle emozioni e nella barbarie culturale sempre più devastante, sono di buon auspicio e di particolare conforto alle anime belle (o che semplicemente anelano alla bellezza) opere come quella di Antonio Diavoli, uomo di un altro tempo eppure poeta sempre presente, perché solo è chi manca e perciò ritorna. Il suo respiro, la sua voce e forse la sua stessa vita sono decantate nel precipitato lirico, curato sulla pagina anche nella disposizione del testo, nei ritmi discreti e precisi tra scritto e bianco spazio, un alternarsi di parola e silenzio che incanta. Nei Quattro Quarti non c’è solo la poesia delle Muse, ma anche il canto delle Sirene che può essere fascinazione, inganno, oblio ai quali non si sa resistere, ma solo per chi non possiede conoscenza, mentre è fonte di gioia e di sapienza per altri. Una perla da non perdere e da donare, con discrezione, a chi lo merita.
Voto: 5 / 5

saravel74@libero.it Sara Veltroni (14-07-2005)
C'è chi ha parlato del libro di Diavoli come di un lavoro misterico, in cui la parola si dirada e si infittisce sulla pagina il segno, si fa prima grafia, poi tratto tipografico, quasi in un tentativo di ideogrammare il testo (peraltro nel blog dell'autore non mancano certo i richiami all'esperienza post-imagista di Pound). Altri si sono soffermati nel dettaglio eliotiano del titolo (un'ellissi voluta in omaggio alla nota pseudo-biografica dell'opera precedente, Versi Clandestini?) e altri ancora hanno ricavato conforto dalla tentazione algebrica delle quatro sub-unità ricomposte. Tutto in piena coerenza con tutto il resto. Se si parte però dal fondo, dalla citazione di Mingus nell'appendice III a firma dello stesso Diavoli (prima mascherata nello Haitian Fight, luogo improbabile della memoria, poi resa esplicita con l'occorrenza dell'Erectus Pithecanthropus) si capisce quello che già è evidente ascoltando i testi in lettura, al buio (in cuffia o in un locale): le parole, come nel jazz le note, sono i nodi portanti (della voce), gli snodi dell'anima quindi. Sta scritto (secondo le parole di Diavoli-bassista-dei-Fingers): "Quei punti (soli) sul foglio sono l’ultima unità di tutto: il resto è poco più di una vibrazione intorno alla portante". Così nei Quarti (che non sono solo Quattro come Quartetti per vocazione) sono quattro concerti in quattro luoghi diversi (luoghi che sono prima di tutto circostanze di spazio e di tempo), quattro insiemi di improvvisazioni al tema della serata (i luoghi, i monologhi, i dialoghi muti e la cesura). In coda a tutto il silenzio. Non l'applauso. Il silenzio che è scambio di sguardi e comprensione. E tutto intorno e tra le parole: il bianco. Tanto. Come tanto silenzio e respiro e giorno di vento. "Anche il silenzio non è per questo mai una forma di assenza, ma l’atto minimo per portarsi ltrove." Scrive Diavoli. Io qui solo riprendo un istante la sua voce, per raccontarvelo. Sara Veltroni
Voto: 5 / 5

Maria mariasol_ich@yahoo.de (09-07-2005)
I can remember when I first heard Antonio Diavoli read in italian some excerpts from Quattro Quarti in Berlin. I can only speak a little italian and though I basically didn't get much of it, yet something kept vividly burning on my mind. All that I could exactly remember was the the rear-mirror vision of the world, the man counting his fingers on the train, the tautology of the tree: boughs and roots. And yet there was something else and more within those other unknown words: their visionary quality was all of the same conveyed by rhythms and sounds. Now that I can finally read all the poems through, on a paper, I see that the whole work is a one way to put together apparently disconnected events, embodied into a unique living body: just like two arms and two legs, two eyes and two ears or four wings in an unknown flying creature. The most magnificent parts are the second and the fourth, the most hallucinatory ones as well (to my taste, at least).
Voto: 5 / 5

annalisa ruini anna_lisa_1985@libero.it (09-07-2005)
E' dono di una parola incisa a vivo sangue, della tua voce che si ascolta a notte in cuffia dall'IPOD, dopo le canzoni e il bianco tra le parole e il nero, come la pausa del tuo respiro al microfono dal buio sul palco: la vocale aspirata e il ritmo che picchia su ogni consonante. E' nel disegno della parola che si "depone sulla pagina" come le rose che chi ama lascia cadere per l'amato nel cortile chiuso dal cancello. Ci ha tramandato Anna il significato del disegno del vento, lo hai detto tu prima di leggere, ricordi? Ci si viene per questo incontro di continuo come il tuo fiume al mare (senza conoscersi, per incontrarsi un istante soltanto) e si danno poi nomi alle città, volti ai paesi, sguardi alle persone, una con l'altra incrociate per caso, per strada. I versi con cui hai chiuso l'ultima lettura: tra noi passa il calore/ in un’unica volta/che tenta di unirci. E' di una bellezza che conquista per farsi amare quello che scrivi e come lo dici. Lo scrivo qui, perché a dirtelo in una email lo crederesti di meno o lo crederesti ancora altro...
Voto: 5 / 5

Luca Sarti lucasarti1970@libero.it (08-07-2005)
L'unità del mondo in Quattro rapide scansioni, indivisibili e pure uniche e ciascuna dichiarata e conclusa in sé, resa riconoscibile. E' una poesia dell'assenza e sicuramente l'esperienza poetica "più postuma" di sempre. Se esistono poeti che in vita hanno avvicinato la morte, siamo qui di fronte al ribaltamento di tale prospettiva, anche se tutto risulta più chiaro solo dopo aver letto la nota biografica nell'opera precedente Versi Clandestini. Ho scoperto una lingua fatta di segni nascosti. Nulla compare per caso, nulla è pura concessione estetica o tipografica: i caratteri in cirillico della pagina d'apertura contengono una dedica a Nika Turbina e sul blog dell'autore è riportata la notizia di un imminente un omaggio alla poetessa russa edito da Menilmontant. L'impressione è non di leggere solo un libro, ma di assistere allo svolgimento di una storia, nel pieno del suo divenire. Come essere parte in vita del giorno di un uomo, ancora sconosciuto. Luca Sarti
Voto: 5 / 5

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