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Franchi Gianfranco - Disorder | "Abbiamo letto di concerti, vespe e colli bolognesi, ninfette ninfomani e imbecilli che fondano gruppi rock. Disorder è altro. È una voce multireferenziale e personalissima. Perché Disorder parla ai singoli individui, alle anime salve. E solo dopo un corpo a corpo tra autore e lettore ognuno di noi potrà emettere la propria personale sentenza. Una sentenza che Franchi non può che attendere sereno e imperturbabile. Consapevole di essere un autore in grado di far saltare per aria sia il plot che le aspettative del lettore. Un autore spiazzante, capace di rischiare, renitente sia ai compromessi editoriali che a quelli stilistici" (Paolo Mascheri). Disorder è la prima raccolta di racconti dell'autore.
6 recensioni presenti. Media Voto: 4.66 / 5Gian Paolo Grattarola giampaolo.grattarola@fastwebnet.it (26-02-2008) Raccolta di racconti, pamphlet, riflessione personale sulla creatività, memoir intimo, manuale sul mestiere di vivere : chi lo sa, chi può dirlo ? Il libro di Gianfranco Franchi probabilmente era nato proprio come una sorta di saggio sul mestiere dello scrittore in una società ammorbatala dal virus della precarietà del lavoro e dell’insicurezza sociale. Disorder è un forte antidoto alla sopravvivenza, in cui la scrittura costituisce lo sforzo di trascendere l’individualità e la miseria umana, l’ansia di elevarci al di sopra della recrudescenza culturale, sociale e civile, afferrando la realtà nella sua confusione vitale. Franchi avverte la consapevolezza che letteratura e vita non possono mai convogliarsi su binari diversi. Per lui scrivere è un modo di pensare e deve essere un pensiero il più possibile limpido, libero e rigoroso. Affermazione impegnativa che l’autore rispetta intrecciando una prosa tersa di riflessioni, aneddoti e confessioni sulla propria vita privata.
Il respiro dei suoi racconti, pur lontano da sterili accademismi, risente dell’intelligenza polemica di un letterato massimalista cresciuto appeso ai libri. La ricca messe di temi e problemi che il libro affronta è dunque garanzia del suo acume critico e del suo valore. Sono pagine dure ma poetiche, nelle quali al dolore e alla solitudine si contrappongono il potere della parola in una funzione quasi curativa e liberatoria. Una poesia che nasce dall’immagine, da taluni flash ossessivi, calmi e violenti ad un tempo.
Il lettore entra nelle storie di Guido Orsini trovandosi prigioniero den Voto: 4 / 5 |  |  |  |
andrea (09-11-2006) Ho appena finito disorder... l'ho letto volentieri e nel complesso mi è piaciuto. In realtà qualcosa non ho capito e qualcosa non ho condiviso, però ha indubbiamente alcune qualità che gli permettono di arrivare dritto allo stomaco del lettore. Innanzitutto (sembrerà paradossale) scorre senza intoppi, anche quando è necessario rileggere qualche passo, per comprendere meglio, e anche quando lo stile non segue le regole canoniche dell'analisi logica. In secondo luogo incuriosisce, chiarisce e lascia dubbi, ma soprattutto genera emozioni. E' frutto dei 27 anni di chi ha mille idee, un turbinio di passioni, sente di avere molte cose fare, troppo poco tempo, troppa gente non disposta ad abbandonare la grigia routine del travet per dare retta all'estro... è frutto di una mentalità geniale, di questo consapevole, e forse, presuntuosa. C'è molta carne al fuoco. In definitiva, complimenti all'autore.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
JonnyBook (04-10-2006) A volte ti fa arrabbiare. Perchè non lo capisci nel suo ermetismo delirante e aspetti un'altra pagina e un'altra ancora e lo hai capito ancora meno. Poi noti un gorgoglio alla base dello stomaco che non ti lascia anzi aumenta col passare delle ore. Te la prendi con la frittata, le melanzane, i peperoni del pranzo. Poi riapri il libro e il gorgoglio diventa fitta, allora capisci che Disorder è un capolavoro perché è sentimento, stato d'animo, musica. Su tutti Track Four, Pelle, No protection, So it goes. Straconsigliato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Franco Pollastri (02-10-2006) Sono come la maionese questi racconti. Inizi e partono discretamente, una narrazione gradevole, di discreto equilibrio e di lettura che fila, non grandi sorprese e qualche intuizione, alcuni racconti davvero ben fatti, alcuni sfilacciati quel tanto che basta, discretamente coinvolgenti. Questo per circa metà libro. Ad un certo punto, come la maionese dicevo, impazziscono. Impazzisce il linguaggio, si libera, si abbandona, diventa uno scatto verso l?arrivo(quale? Da decidere, da sentire), diventa un attacco alle solitudini nostre quotidiane, scivola, rotola, si insinua, ti salta addosso. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marbus (29-09-2006) Molte letture, ne servono molte. Si cerca di snidare ogni senso, ogni significato. Ma ogni volta che si rilegge -un singolo racconto, l'intera collezione a bersela- si percepisce una nuova bellezza. Celebrazione somma, in bella forma, sperimentando senza sperimentare (dando cioè per naturali le cose più ardite). Sono capolavori. E lui fa finta di niente! probabilmente “Chi sono, o del mio ombelico” è ciò che intendo per perfezione contemporanea in letteratura.
e poi ci sono cose talmente diverse: città diverse, odori, luoghi verbali, un linguaggio che è una identità chiarissima... auguro a tutti una buonissima lettura Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ildelaura (26-09-2006) Emozione allo stato puro. Un libro da leggere al contrario, partendo dalla fine o da metà, in risposta alle provocazioni e alle inquietudini di questo giovane scrittore promettente e poliedrico che si racconta nello specchio deformato di una giovinezza amara ma non vinta, nel fumo di sigarette finite troppo presto, nell'impasto dei sogni con sottofondo musicale. Il personaggio che percorre queste pagine è l'alibi al processo della propria vita: nessuno sconto di pena a chi abbandona il campo.
Franchi ci stupisce con uno stile personalissimo, inquietante, a tratti destabilizzante. Ma qui sta anche la forza nuova di Disorder, e la sua grande sfida: quella dichiarata, come ben annota Paolo Mascheri nella prefazione, a chi si accosti al libro; e quella - più difficilee più coraggiosa - che Franchi rivolge a se stesso come uomo, alla sua generazione, al modo di fare letteratura oggi. Il lettore è avvertito. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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