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Nove Aldo - Woobinda. E altre storie senza lieto fine | Racconti brucianti e bruciati, noti per lo stile ironico e disperante che mette in ridicolo un'Italia intossicata dai telefonini e dai telecomandi, dalle televendite e dai teleoroscopi. Adolescenti terribili, che come tante piccole coppie di "Erika ed Omar" trovano nella famiglia una vera prigione psicotica, e la trasformano in una esemplare "scena del delitto". Personaggi che, come anni dopo avrebbero fatto gli adolescenti istupiditi dei reality show, si presentano già come le aspiranti veline di una società afasica e farneticante. "Woobinda", primo libro di Aldo Nove, è stato pubblicato nel 1996 da Castelvecchi.
6 recensioni presenti. Media Voto: 2.66 / 5Morris (07-06-2011) Non riesco a gradire questo scrittore, anzi mi irrita e forse questo è il suo scopo. Ho letto due suoi libri. Adesso basta, mi spiace. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Nicolò Rolando n.rolando@libero.it (01-03-2007) Critichiamo Aldo Nove dimenticandoci che si è laureato in filosofia morale con una tesi su Labriola. Un filosofo non può rinunciare al significato. E' da questo presupposto che dobbiamo leggere i suoi racconti. All'inizio potrebbero semrbrare scialbi. Ma, riflettendo, ogni pagina ha il pregio di mettere a fuoco una piaga dei nostri giorni. Il ragazzino che si sente giustificato a tenere la merda nel cassetto perchè la madre guarda la televisione. Quello che ammazza i genitori perchè comprano un bagnoschiuma assurdo. Il tizio che acquista un televisore subaqueo per vedere il Ruanda anche sul fondo della sua piscina. O la donna di mezza età che uscirebbe con Magalli solo per uno squarcio di notorietà. Sono episodi che raccontano come la televisione influenzi le nostre vite, come la spettacolarizzazione deformi il significato, come la pubblicità capovolga i valori ponendo al primo posto l'essere visti da un mondo che ha rinunciato a essere protagonista per farsi spettatore. Woobinda non è un opera sociologica, non è un opera filosofica e non è una pietra miliare della letteratura. Ma non ha neanche la pretesa di esserelo. Woobinda è un libro di racconti che probabilmente non supererà il decennio che descrive, ma che ha il grande merito di stimolate alla ghignata e alla rifessione. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Michele De Pirro (03-05-2006) Impietoso, luciso, satirico. Semplicemente uno dei libri più belli scritto in italiano negli ultimi vent'anni. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
il Parolaio (28-12-2005) Non vado matto per i librini di Aldo Nove, però bisogna riconoscere che, se il suo fine è quello di raccontare l'alienazione della società del "misticismo delle merci" (nel senso più banalmente marxista che conosciamo), l'idea di farlo dando una voce, un ritmo, una sonorità specifica all'espressione degli alienati, pur riuscita solo in parte, è comunque degna di considerazione.
E' vero anche che il libro nella sua interezza non tiene, come che diversi racconti sono bruttarelli o insulsi, ma nel complesso ritengo il lavoro discreto, senza considerare l'autore un genio degno di culto. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Angelo Annese (04-10-2005) Probabilmente questo Aldo Nove o è raccomandato o avrà fatto pena a qualche casa editrice. Chissà..? Se è convinto di aver descritto lucidamente l'attuale situazione giovanile, e far scalpore con lue sue storielle squallide e volgari, beato lui! Leggendo questo libro ho capito che se un tizio del genere è riuscito ad ottenere successo c'è speranza per tutti, e ribadisco: "proprio per tutti" Voto: 1 / 5 |  |  |  |
rosario (08-06-2005) raccontini "ideologici" scritti a tavolino per scandalizzare i poveri di spirito. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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