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Larcenet Manu - Lo scontro quotidiano. Vol. 1 | La vita come un lungo combattimento quotidiano, qualcosa che le persone sono costrette ad affrontare sempre e comunque, ma che può anche riservare, se uno li sa cercare, dei momenti pacifici e felici. Marco ha lasciato Vélizy per andare in campagna. Ha lasciato il suo psicanalista perché sta meglio. Ha lasciato il suo lavoro come reporter perché si è stufato di fotografare "dei cadaveri esotici". A parte tutto questo, il resto va bene. Ha un fratello con cui ha un bellissimo rapporto e dei genitori con cui va d'accordo che abitano in riva al mare. In questo periodo di cambiamenti, va prima a trovare i suoi e poi si reca nella sua casetta in campagna, per restare in solitudine e godersi il silenzio. È in questa situazione apparentemente idilliaca che il suo mondo subirà una radicale trasformazione, quando conoscerà la veterinaria del paese. Un racconto sincero, che parla della quotidianità dei sentimenti, esaltando i piccoli avvenimenti di tutti i giorni.
| La recensione de L'Indice |
 Un fotografo alla perenne ricerca di un'identità artistica, la sua vita, i fantasmi, gli affetti, un gatto di nome Adolf, una fidanzata veterinaria e un fratello con cui farsi "delle gran canne". Questi gli elementi narrativi, solo apparentemente fragili, dello scontro quotidiano con l'esistenza che Larcenet riesce a rendere con rara felicità, mantenendosi sempre in magico equilibrio tra leggerezza e profondità, ironia, riflessione, angoscia e lirismo. I personaggi, anche quelli minori, emergono così a tutto tondo dalla pagina: gli anziani genitori, il tronfio fotografo di successo, sempre pronto a dispensare lezioni di vita, il vecchio operaio dei cantieri navali che ha finito con il votare Le Pen e il vicino di casa che, dopo quarant'anni, continua ancora il suo scontro quotidiano con i ricordi dell'Algeria creano un insieme lineare ma complesso, mai superficiale o consolatorio. Anche l'aspetto visivo riesce a riflettere in modo pienamente adeguato la ricchezza della narrazione. Senza indulgere in preziosismi grafici, Larcenet alterna uno stile semplice, efficace, gradevolmente caricaturale, quasi infantile, ad alcune pagine in bianco e nero graffiato di grande intensità. L'uso del colore, poi, soprattutto negli sfondi monocromi di molte vignette, carica emotivamente le scene riflettendo e amplificando cromaticamente, sempre in chiave antiretorica, le sensazioni dei personaggi. Non stupisce quindi che questo fumetto di cui in Italia per il momento è uscito soltanto il primo di tre volumi abbia vinto nel 2004 il premio come "Miglior libro" al festival di Angoulême, che dal 1972 si è affermato come il più prestigioso d'Europa e ha premiato grandi maestri come Will Eisner e giovani rivelazioni di questi ultimi anni, tra cui l'iraniana Satrapi e l'italiano Gipi. Chiara Bongiovanni |
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