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Adamo Pietro; Benzoni Stefano - Psychofarmers |
Una storia completa dello psicofarmaco dal suo apparire fino alla recente esplosione. Un racconto per voci che si muove su un doppio piano: da una parte ci sono le teorizzazioni sull'influenza della psicofarmacologia nell'immaginario collettivo; dall'altra, una vera guida al (non)-utilizzo degli psicofarmaci che contiene una serie di notizie utili e chiare per tutti. Le illustrazioni del libro sono le incredibili pubblicità che dal 1900 a oggi, a ogni latitudine del pianeta, hanno tentato di comunicare per immagini il disagio psicologico.
maurizio cripi maurizio.crispi@gmail.com (21-12-2005) L'opera di Adamo e Benzoni copre un vuoto culturale il cui persistere è causa di grandi fraintendimenti nell'approccio all'uso/abuso di droghe illecite (cioè di quelle rubricate come "stupefacenti"). I due studiosi propongono ai lettori un percorso di lettura che può essere affrontato sia con un criterico diacronico (passando attraverso la lettura ordinata dei lemmi che compongono il volume) sia sincronico (per accessi "trasversali", cioè con entrate nel testo da qualsiasi punto si voglia) attraverso il complesso ed intricato territorio delle sostanze psico-attive utilizzate come (psico)farmaci nell'ambito dell'intervento medico e psichiatrico.
Gli autori mostrano nel loro testo come attorno agli psicofarmaci si sia sviluppato una complicata mitografia e che essi, per questo motivo, entrano a far parte integrante dell'immaginario individuale e sociale, essendo divenuti parte integrante dello strumentario a cui ciascun individuo sa di poter fare ricorso nelle più svariate circostanze in cui abbia bisogno di risposte neurofisiologiche "funzionali". Gli psico-farmaci - per come mostrano i due autori - sono onnipresenti: nei film, nei romanzi, nei cartoon, nelle canzoni rock, nei nomi/nomigloli delle bande musicali; vengono utilizzati da personaggi famosi, politici e uomini dello spettacolo: Tutti più o meno indistintamente, in forme epslicite o subdole - a seconda dei casi - hanno ceduto alle seduzioni dei più diversi psicofarmaci, che sempre di più dunque tendono ad essere utilizzati al di fuori delle indicazioni terapeutiche ed essenzialmente come "modulatori" degli stati d'animo e delle capacità performative (vigilanza, attenzione, disponibilità a fare, ricarica mentale ecc.).
In questo senso, gli psicofarmaci rappresentano l'altra faccia della medaglia delle cosiddette droghe illecite: la loro onnipresenza e il posto privilegiato che hanno nell'immaginario collettivo (e nella cassetta di pronto soccorso di ogni cittadino) spiegano perchè sia pressoché impossibile sradicarne l'utilizzo delle seconde. Voto: 5 / 5 |
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