|
|  |
Murgia Michela - Il mondo deve sapere. Romanzo tragicomico di una telefonista precaria | Questo libro è il diario in presa diretta di un mese vissuto nell'inferno del telemarketing. Per trenta interminabili giorni, l'autrice ha venduto al telefono aspirapolveri a migliaia di casalinghe per conto della Kirby, una grande multinazionale americana. Intanto annotava, apprendeva e soffriva in prima persona le tecniche di condizionamento e le riunioni motivazionali, le premiazioni e le umiliazioni pubbliche, orari, salari e punizioni aziendali... "Il mondo deve sapere" racconta la precarietà, riuscendo miracolosamente a fare ridere. Fino alle lacrime. Michela Murgia è nata a Cabras, Oristano, nel 1972. Dopo gli studi teologici è stata webmaster, manager, operatrice in un call center. Questo è il suo primo romanzo.
Recensioni 1 - 20 di 23 recensioni presenti. Media Voto: 3.91 / 5azari (07-02-2011) Io credo che questo libro sia stato fatto passare per un romanzo, e quindi per un opera di fantasia, per paura di ritorsioni legali. La casa editrice non avrà voluto grane. Tra l'altro l'operazione conversione non è riuscita troppo bene perché la stessa autrice accenna più volte, nel libro, al fatto che sta scrivendo su un blog. Solo che loro dovevano pararsi le spalle in qualche modo.
Leggendo il libro, mi è venuto anche il sospetto che la murgia si sia fatta assumere in questo call center apposta per scriverne. Ma è anche vero che i call center sono pieni di laureati morti di fame che fanno quel lavoro per sbarcare il lunario. L'ho fatto pure io.
E' comunque uno spaccato realistico, per quanto certi punti per la mia esperienza mi sembrino un po' esagerati, ma nemmeno tanto poi. E dovrebbe mettere in guardia soprattutto chi è oggetto di questi tentativi di vendita, perché la murgia dice una cosa sacrosanta, e cioé che il lavoro di questa gente, di tutta questa gente, che venda aspirapolveri o altro, è cercare di fregarvi. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Py (25-01-2011) Un libro che si legge in un pomeriggio. Con ironia e umorismo la Murgia ha descritto molto bene quella realtà lavorativa. Il libro è bello per la sua spensieratezza e per il fatto che diverte il lettore ma è anche molto interessante per capire quali sono le meccaniche del telemarketing con annessi e connessi. Consigliato ha chi studia il settore! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Donald Trempton (26-03-2008) Il call center e' un mondo, un microcosmo.
Insegna a crescere e a convivere con gli altri.
Esperienza che chiunque dovrebbe fare nella vita.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
alexlocatelli (14-03-2008) ok, non è un capolavoro. ma un libro utile, forse "necessario", questo sì. e poi, si ride, ma è una risata agrodolce... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Massimo (23-09-2007) Divertentissimo ed esilarante. Da non perdere!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maurizio '.mau.' codogno nda-abeb@myamail.com (17-09-2007) Iniziamo a dire cosa c'è che mi suona male in questo libro. Non è il fatto che sia nato come un blog che poi è stato cancellato in seguito alla pubblicazione: chissenefrega. La rappresentazione interna del call center Kirby credo anche sia in buona parte vera: avrei al più dei dubbi sulle "slide motivazionali", ma non ho elementi per giudicare. Quello che è strano è da un lato la chiusura brusca della storia, e i veri motivi per cui una persona "con studi di teologia" (terza di copertina) abbia fatto prima la callcenterista e ora la receptionist. Perché il libro è scritto davvero bene, e te ne accorgi già dalle prime pagine, dietro la prosa fintamente banale con frasi brevi e giustapposte; e ovviamente applica l'equivalente letterario delle tecniche di intortamento della "moglie del signor Mario"... con la scusa che il libro è definito come "romanzo" e quindi ufficialmente di vero non c'è nulla. Ad ogni modo, la lettura la merita.
Un'ultima nota sul libro inteso come oggetto: a parte il vezzo di colorare di rosso il bordo delle pagine come un racconto pulp, devo dire che la carta che Isbn edizioni usa è davvero molto bella. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
bob lorenzi (15-09-2007) Un libro da leggere per chi non ha mai avuto la fortuna di conoscere il mondo che viene raccontato.
Nel sito dell'Autrice viene detto chiaramente che l'origine del libro è un blog - nel sito dell'editore ci sono molti collegamenti ad articoli di giornale dove si dice chiaramente che il libro è nato da un blog. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesco (09-09-2007) Perchè non dire che questo romanzo era, in origine, un blog. Ci vergogniamo o siamo furbettii?
Non manca l'ironia ma il libro non fa affatto ridere fino alle lacrime e non è irresistibile come una sit-com. Prevale, senz'altro, il contenuto da inchiesta anche perchè la Kirby esiste davvero. Come libro inchiesta coglie, quindi, nel segno.
Mi ha lasciato perplesso il fatto che il libro, presentato come un romanzo abbia, invece, una provenienza da blog senza che questo sia detto da nessuna parte.
Che sia un blog passato su carta lo rivela la struttura a post; i due riferimenti (pag 57 e 67) al blog stesso e il fatto che in un vecchio post di morbìn si parla proprio del blog da cui questo romanzo proviene che, guarda caso, è stato cancellato.
Non capisco perchè nasconderlo e ingannare il lettore con un libro che rimane interessante malgrado la "furbata".
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
fannyna (28-07-2007) io non ho ancora letto il libro, ma lavoro in uno dei molti call center della kirby, per 400,00 euro al mese, lavoriamo 5 ore al giorno tutti i giorni sabato compreso,ferragosto, 25 aprile, 1 maggio, 24 dicembre...
io recluto persone che hanno bisogno di lavorare, spacciando il lavoro non cpme "rappresentanza", ma con varie possibilità di impiego, dalla consulenza, al marketing alla gestione del personale...
mi sento cosi' umilata, quando chiamo a casa la gente e mi tratta malissimo.vorrei solo capissero che per quanto sia una fregatura, dall'altra parte del telefono c'è cmq gente che lavora...grazie... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Laura (28-06-2007) Questo libro è assolutamente splendido. Non è vero che sarebbero bastate 10 pagine, perchè l'argomento è sviscerato da vari punti di vista e nelle situazioni più disparate. Evidentemente non tutti quelli che finiscono nei call center hanno la capacità critica di interpretare i meccanismi di pressione psicologica e soprattutto di non farsene travolgere. Forse in alcune persone come Michela c'è una maggiore consapevolezza della transitorietà,(lei dice che il fatto che sia un lavoro precario in questo specifico caso è l'unica cosa che la consola) della serie "faccio questo schifo di lavoro per sopravvivere ma a breve troverò di meglio, perchè ne ho gli strumenti, quindi posso anche permettermi di osservare questo mondo con distacco, perchè non mi apparterrà mai (per fortuna)."
Mi avrebbe divertito un'uscita di scena più teatrale, magari alle riunioni del venerdì sera.
Ha fatto benissimo a pubblicare il libro- denuncia, e diciamo che ha imparato bene il mestiere: la Kirby mangia sulle teste precarie e tiranneggiate dei suoi dipendenti, Michela Murgia mangia sulla testa della Kirby. Ciascuno ha quel che si merita.
ps regalate questo libro alle vostre amiche/parenti casalinghe, così non si lasciano infinocchiare (nè dalla kirby, nè da nessun'altra) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paola (07-03-2007) Interessante conoscere la situazione delle vendite dalla parte dei venditori, il libro però è molto ripetitivo, racconta quello che ci si aspetta e niente di più. Dieci pagine bastavano per dire le stesse cose, ma naturalmente non le avrebbe comprate nessuno. Qui si è costruito un libro col contenuto di 10 pagine. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Saveria (15-01-2007) Il libro è carinissimo e molto divertente,se si va oltre le parole però ci si rende conto dello squallore e della pochezza di certi ambienti lavorativi.Una tristezza che monta una rabbia incredibile!
Da leggere! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
SIMONE (09-01-2007) Che dire…il libro è molto scorrevole e ed esilarante. Si può capire,per chi non conosce il mondo del vendere, di quanto è angosciante e frustrante. Ma allo stesso tempo di quanto richieda uno sforzo psicologico il viverci.
Almeno sappiamo tutti cos’è il KIRBY!!!!!
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
gabriella (13-09-2006) Io il kirbi ce l'ho, me l'anno regalato. E' un mostro, sembra uscito da un film dell'orrore tipo "kirbi, la macchina infernale". Il libro, non è gran letteratura, anche se scritto bene, ma è divertente e si legge in un paio d'ore. E' utile e vale la pena leggerlo, anche solo per non beccarsi la fregatura del kirbi.
Qualcuno crede siano esagerate le descrizioni delle angherie, delle punizioni, delle ipocrisie dell'ambiente di lavoro? Lasciatemi dire che c'è di peggio e via via che passa il tempo non si andrà certo migliorando! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
stefania (04-09-2006) Sono solo a metà del libro, ma sono più pessimista di voi, forse perchè ho conosciuto il mondo kirby, ed vi posso assicurare che ho visto cose ben peggiori di quelle descrite nel libro, io ero un aspirante shark, ed la prima riunione mattutina è stata sconvolgente, ho sentito parlare di PUNIZIONI psicologiche, che naturalmente i poveri cristi si sottoponevano, perchè c'è da dire che ci sono persone che anno davvero BISOGNO di lavorare. La punizione era, togliersi le mutande, metterle sopra i pantaloni, e già questo basterebbe, ed uscire dallo stabile fino alla pasticceria vicina per comprare delle paste. Dio avvilito e umiliato davanti al mondo, orribile. Naturalmente documentato da foto, con il compiacimento come se fosse qualcosa di divertente e bellissimo un fatto del genere. Ma siccome anche davanti a ciò che vi erano ancora incerti, bè c'è stata la dimostrazione, davanti ad i miei occhi ho visto una persona dover subire una punizione di 25 flessioni, oserei definirle punizioni corporali oltre che psicologiche. 25 flessioni che sono state contate fino all'ultima anche se si vedeve che non c'è la faceva più. Vi assicuro mi è bastato questo, mi sarebbe piaciuto insultarli. Comunque tornando al libro penso che faccia ridere, ma ciò non vuol dire che leggerlo non ti faccia vomitare e riflettere Voto: 4 / 5 |  |  |  |
maban (20-07-2006) assolutamente vero tutto quello descritto da Michela Murgia. Esilarante per certi aspetti non regge, prutroppo, al plot. E' un misto tra un diario e una denuncia, tra un romanzo-verità e un film alla Bridge Jones. La scrittura è semplice e non ricerca picchi letterari. Buon esordio. Può solo migliorare. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
bobbo (20-06-2006) come dice Angela in un post precedente, grazie al cielo esistono realtà serie. Purtroppo esistono realtà meno serie come quella che viene raccontata nel libro. Mi sembra più che giusto che venga scritta. Per curiosità ho cercato nella rete cosa pensano altri lavoratori precari come quelli descriti nel libro; la situazione sembra proprio come quella che viene raccontata e anche peggio. Il fatto che ci siano alcuni lavoratori fortunati come Angela non deve fare dimenticare che tantissimi altri si trovano in una pessima posizione. Ho provato a cercare altri libri che riguardano il precariato, blog e siti e la giusta conclusione è che non tutto il lavoro è serio. Direi che tutti coloro che si rovino in una pessima situazione lavorativa hanno il diritto di fare sentire la propria voce e se possibile anche guadagnare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
stefano pala (14-06-2006) ho appena finito il libro,e devo dire che l'ho letto tutto di un fiato!!ve lo consiglio caldamente perchè oltre a scoperchiare un mondo di cui tanto si parla ma poco si sa,in certi punti è davvero esilarante!!leggetelo subito stefano Voto: 4 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 23
|
 | I più venduti di Murgia Michela |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|