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Bouillier Gregoire - Rapporto su me stesso. Racconto di un'infanzia felice |
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Titolo | Rapporto su me stesso. Racconto di un'infanzia felice |
| Autore | Bouillier Gregoire | Prezzo Sconto 15%
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€ 11,90
(Prezzo di copertina € 14,00 Risparmio € 2,10)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2009, 143 p., brossura | | Traduttore | Vallerga P. |
| Editore | Isbn Edizioni
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Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi | | 
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| Rapporto su me stesso non è un'autobiografia, è un romanzo di autofiction, "in cui il lettore ha l'impressione di trovarsi di fronte alla realtà, ma non è vero, perché l'autofiction rappresenta per la letteratura quello che il reality rappresenta per la televisione o il cinema". In breve, il racconto della vita di Bouillier secondo se stesso. Dal concepimento in Algeria, mentre i genitori erano impegnati a esplorare i confini dell'amore a tre, all'infanzia scandita dai tentativi di suicidio della madre, alle quattro donne della sua vita. Una geometria di sentimenti e situazioni che si rincorrono e si ripetono senza logica, un'odissea interiore raccontata attraverso l'anarchia della memoria e indagata con lo sguardo indifferente e incredibilmente ironico di chi ormai ha preso le distanze, di chi ormai è estraneo. Forse il solo atteggiamento possibile per provare ad accettare l'assurdità dell'esistenza.
| La recensione de L'Indice |
 Questo Rapport sur moi avrebbe dovuto costituire la prima parte, la prima sezione biografica, del secondo uscito in Italia nel 2007, sempre da Isbn, con il titolo L'invitato misterioso. E, in effetti, procedendo a ritroso, ritroviamo il medesimo schema di pensiero, seppur con un tratto più angoscioso. Anche qui, è un libro l'oggetto dell'inchiesta, addirittura il classico dei classici, l'Ulisse di Omero, a costituire la tela su cui si cuciono i fatti strampalati, attraversati da una forte vena di morbosità, della vita del piccolo Boullier. Secondo figlio di una coppia sposatasi giovanissima, dopo una breve periodo algerino, il bambino va a vivere con i due genitori e il fratello, quasi sconosciuto, molto più grande, in un appartamento in un quartiere miserabile di Parigi. Qualche raro momento di felicità, una felicità strappata alla noia e alla mancanza di denaro, una felicità bohemienne di incontri casuali e menage sessualmente sfrenato, si alterna alla tragedia della madre, con i suoi svariati tentativi di suicidio, e del fratello, omosessuale dichiarato, che, dopo avere tentato la fuga a San Francisco, muore di Aids. E poi la vita di adulto, i lavoretti, i primi amori, il deserto di una vita affettivamente scomposta. Ciò che sostiene il ragazzo, e poi l'uomo, è un sorta di agnizione, di riconoscimento profondo nella letteratura. Come se le coincidenze dell'esistenza trovassero forma definitiva in un testo particolare: "Ciascuno è libero di pensare ciò che vuole, ma credermi un Ulisse inedito era meglio di scambiarmi per un uomo moderno. Finzione per finzione, la mia mi restituiva la libertà di movimento. Mi conferiva il potere di dire di no alle leggi burlesche di questo mondo". La scrittura, sempre tesa, chiarissima, è il migliore strumento che Bouiller possa usare per sezionare i propri ricordi e innalzarli oltre la banalità di tutta l'onda autobiografica che in Francia continua a produrre pessime prove. Camilla Valletti |
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