|
|  |
Trigell Jonathan - Boy A. Storia di un ragazzo sbagliato |
|
Titolo | Boy A. Storia di un ragazzo sbagliato |
| Autore | Trigell Jonathan | Prezzo Sconto 15%
|
€ 13,60
(Prezzo di copertina € 16,00 Risparmio € 2,40)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2009, 255 p., brossura | | Traduttore | Biancardi T. |
| Editore | Isbn Edizioni
|
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
| |
|
| Jack ha 24 anni ed è come se fosse appena nato. Non si è mai ubriacato, non ha mai avuto una ragazza, non si è mai regalato un paio di scarpe. "Jack" non è il suo vero nome, se lo è scelto da solo. Ha passato quasi tutta la vita in prigione, e ne è uscito con un lavoro, una diversa identità e un amico, Terry. Terry è il suo tutore, l'unico che sappia chi sia veramente Jack. Jack cammina libero nella sua nuova vita, mentre la gente si interroga su dove sia, ora, il mostro che anni prima ha compiuto un crimine spaventoso. Che un mostro si nasconda in Inghilterra, e che possa essere stato perdonato, per l'opinione pubblica e i tabloid è qualcosa di intollerabile. Una bomba a orologeria. Ispirato a un vero fatto di cronaca del 1993, l'assassinio del piccolo James Bulger per mano di due bambini poco più grandi, Boy A è un romanzo d'esordio struggente e appassionato. Il lucido, spietato racconto di come sia difficile lasciarsi il passato alle spalle. Chi decide a chi è concessa una seconda possibilità?
| La recensione de L'Indice |
 Chissà se Jonathan Trigell (inglese, nato nel 1974, vive ora a Chamonix dove è istruttore di sci e dove ha ambientato Cham, uscito in Inghilterra nel 2007) sa che il titolo del suo libro, non tradotto nella versione italiana, suona, a chi pronunci male l'inglese, come "boia", creando delle non peregrine assonanze con l'eroe del testo. Pubblicato nel 2004, arriva ora in Italia sulla scorta del film omonimo che ne è stato tratto, per la regia di John Crowley, con Peter Mullan e Andrew Garfield, come recita la bandella pubblicitaria. Vincitore di più premi (John Llewellyn Rhys Prize, nel 2004; Waverton Good Read Award, nel 2005) Boy A nasce come tesi di dottorato in scrittura creativa alla Manchester University e forse sconta un poco la sua prima destinazione, in qualche tratto un po' dimostrativo, nella trasparente preoccupazione di non tralasciare alcun aspetto, di fare un buon compito. Ma questo forse rende il testo più limpido, gli dona un rispetto dell'attenzione di chi legge molto piacevole. In un'Inghilterra dagli echi thatcheriani molto forti, in un tessuto sociale slabbrato, aspro, una bambina viene uccisa da due coetanei. Dopo un lungo periodo di detenzione, ormai adolescente, uno dei due bambini esce dal carcere, ignaro del mondo, inserito in un programma di protezione che lo celi agli occhi divoratori della violenza collettiva e dei tabloid, suoi fomentatori, sceglie un nuovo nome e comincia una vita da inventarsi giorno per giorno. Il testo si può ascrivere legittimamente al genere noir, ma qui la suspense è come ribaltata nei suoi termini, non cerchiamo l'assassino, non ci chiediamo se sarà punito o meno, poiché lo conosciamo nelle prime pagine, all'uscita della prigione. Qui l'interrogativo è se l'assassino, punito, può essere altro che un assassino, se vi può essere redenzione, e se il cerchio magico che la polizia gli stringe intorno resisterà alla voglia collettiva di vendetta o meno. A rafforzare la simpatia di chi legge con l'eroe, Trigell insinua lungo tutto il testo l'ipotesi che questi sia vittima di un errore giudiziario, di una confessione estorta. Serra il testo il tema, molto americano, della seconda chance. È un diritto? È un dovere concederla? Ne siamo capaci? Scritto in terza persona, il testo si avvicina e si allontana dai personaggi senza coincidervi, ma come entrandovi in risonanza, lungo una linea temporale fratta e scomposta in segmenti. Federico Novaro |
| |