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Hrabal Bohumil - Treni strettamente sorvegliati |
Molti conoscono la tenera storia del giovane Miloš ferroviere in una stazioncina dell’Europa centrale, per averla vista in un film che vinse l’Oscar nel 1966.
Miloš, Charlot boemo, diventa adulto tra i propri insuccessi amorosi e gli scintillanti successi del capo-manovra Hubička (che stampa timbri sulle chiappe della telegrafista), tra il ricordo del nonno che voleva fermare i tank con l’ipnosi e quella bomba, quella “cosina” che lui, Miloš, deve infilare nel treno dei nazisti.
«L’ironia praghese è un gioco apparentemente infantile, folle e stupido in senso superiore, è la battaglia contro una felicitante teoria dello stato e contro l’apparato
burocratico. Naturalmente è anche coscienza della vanità di tale lotta. È l’abolizione di una soggettività che è giunta fino in fondo, è la più alta libertà possibile nel mondo senza dio».
7 recensioni presenti. Media Voto: 3.42 / 5Simone (18-01-2010) Mi è piaciuto come Hrabal sappia mescolare grottesco, magia, realismo, satira e storia in un mix gradevole e leggero. La cosiddetta "ironia praghese" in questo libro si coglie che è un piacere. Nonostante il finale, solare. Voto: 3 / 5 |
alberto castrini albertocastrini@hotmail.com (08-02-2009) Hrabal, uno dei più importanti scrittori cechi contemporanei, testimonia nei suoi scritti lo spirito malinconico di questa terra.
N’esce uno stile originale, fortemente basato sull’oralità, le chiacchiere e i monologhi da ubriaco.
Il racconto, ambientato nella Boemia del 1945, in perfetto humour agrodolce, come vari piatti della cucina locale, è veramente spassoso.
Il condimento è quest’ironia, unica difesa di un popolo invaso, schiacciato e snaturato nei secoli, che ha prodotto testi esemplari come “Il buon soldato Sveik” di Hasek.
Anche le pagine più meste; il tentato suicidio ed il finale, sono leggère e riescono a far sorridere.
Il nostro “eroe” è teneramente accompagnato tra le vicende; chiederà aiuto per il suo problema, persino alla moglie del capostazione, fino all’innocente dichiarazione di verginità alla bella staffetta.
Il tutto con una visione della sessualità candidamente primitiva.
Imperdibile l’interrogatorio, da parte del burocrate di turno, del collega capomanovra, reo d’avere interamente timbrato e fotografato il sedere della prosperosa telegrafista.
Ma la colpa principale, dell’atto leggendario, è l’aver usato anche timbri tedeschi, rischiando per questo l’incriminazione per profanazione.
Questo libro, dal quale è nato un bel film in bianco e nero, vincitore dell’Oscar nel ’67, introduce alla conoscenza di un agire diverso dal nostro abituale, dove pure nel finale scalognato, non c’è la minima traccia d’odio verso il nemico.
Voto: 4 / 5 |
Fabio Scarnati (29-05-2008) Concordo con Stefano. Scrittore fortemente sopravvalutato. Non ci siamo. Voto: 1 / 5 |
stefano algenor@libero.it (18-11-2006) Ho tentato due volte... poi ho lasciato. Insulso. Voto: 1 / 5 |
ANTONIO LIMPGIRL@LIBERO.IT (09-04-2005) NON HO LETTO IL LIBRO, MI RIPROMETTO DI LEGGERLO, HO VISTO IL FILM IN TELEVISIONE INTORNO AL 1970, AVEVO CIRCA 20 ANNI, LO VIDI TRASMESSO DALLA TV SVIZZERA (MI PARE) NON CREDO DALLA TV ITALIANA. SONO PASSATI QUASI 35 ANNI. EPPURE CON QUEL TITOLO COSI' ORIGINALE E PER I SUOI CONTENUTI, A DISTANZA DI COSI'TANTO TEMPO ANCORA ME LO RICORDO, ANCHE SE NON RICORDAVO ESATTAMENTE LA TRAMA. MI PIACEREBBE MOLTO RIVEDERLO E SCAMBIARE OPINIONI CON ALTRI. SALUTI ANTONIO.
Voto: 5 / 5 |
Sasso sasso67@aruba.it (05-07-2003) Quell'anno lì, il quarantacinque. La prima frase che ho letto di Hrabal. Il primo libro che ho letto di questo grande e sottovalutato scrittore ceco. Il libro che mi ha fatto innamorare di Hrabal. Detto da uno che ha letto praticamente tutto quello che Hrabal ha scritto, che ha visto i film tratti dai suoi libri, che è stato nella Repubblica Ceca diverse volte. Non dimenticherò mai il giovane Milos Hrma, ma nemmeno il capomanovra Hubicka e la giovane telegrafista Zdenicka. Leggetelo (non è nemmeno lungo!) oppure statevene seduti a casa, sul culo. "Timbri, strappi, scoppi. Lunga vita ai pabitelé di tutto il mondo!" (Sergio Corduas). Voto: 5 / 5 |
G pulp_b@yahoo.it (09-03-2003) libro bellissimo; breve ma molto molto intenso, non vedo 'lora di vedere il film omonimo che ha vinto pure l'oscar nel 1966. Voto: 5 / 5 |
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