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Narrativa italiana  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

Ferrante Elena - I giorni dell'abbandono

I giorni dell'abbandono TitoloI giorni dell'abbandono
AutoreFerrante Elena
Prezzo
Sconto 15%
€ 11,90
(Prezzo di copertina € 14,00 Risparmio € 2,10)
Prezzi in altre valute
Dati2002, 213 p.
EditoreE/O  (collana Dal mondo)

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Descrizione
Una donna ancora giovane, serena e appagata viene abbandonata all'improvviso dal marito e precipita in un gorgo scuro e antico. Rimasta con i due figli e il cane, profondamente segnata dal dolore e dall'umiliazione, Olga, dalla tranquilla Torino dove si è trasferita da qualche anno, è risucchiata tra i fantasmi della sua infanzia napoletana, che si impossessano del presente e la chiudono in una alienata e intermittente percezione di sé. Comincia così una caduta rovinosa.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 34 recensioni presenti.  Media Voto: 4.02 / 5

Lulù de Montparnasse (06-06-2011)
Romanzo cupo e potente. Il sapore acre dell'abbandono, del dolore, della perdita. Consigliatissimo.
Voto: 5 / 5
Lucy (22-01-2011)
Il tradimento, la perdita. Anche i bambini non sono più gli stessi, la loro vita non ha più il medesimo senso per la madre: non erano forse un progetto da condividere con quell'uomo che non c'è più? Non erano forse un prolungamento di quell'amore intenso e passionale che li vedeva insieme? Ecco, tutto è andato. La realtà precipita in un baratro, l'angoscia si proietta negli oggetti che diventano indomabili. Splendido libro, che forse comprende appieno solo chi ha subito un abbandono così pesante, foriero purtuttavia di una dimensione nuova.
Voto: 5 / 5
ru (09-06-2010)
non ho parole!!!almeno non ci ho speso un euro...mi è stato regalato. il liro peggiore che ho letto!
Voto: 1 / 5
Claudia (02-09-2008)
Wow! Mi ha emozionato tantissimo la Ferrante riesce a colpire il cuore del problema descrivendo nei minimi dettagli la "follia" che invade Olga. Ho letto il libro in due giorni, ha una forza che ti attira e non vorresti mai smettere di leggerlo! Complimenti a Elena Ferrante, autrice che non conoscevo ma che ora stimo moltissimo.
Voto: 5 / 5
alessandra (07-06-2007)
ho letto questo libro in un momento molto particolare della mia vita.............mi trovavo in una situazione analoga,stavo da cani,entrai in una libreria e vedendo il libro lo comprai d'istinto......lo lessi d'un fiato,durante una solitaria serata,mi sembrava di crogiolarmi ancora di più nel mio dolore ma lo trovai straordinario,mi sembrava quasi di non sentirmi più sola,qualcuno dava voce ed espressione alla mia sensazione straziante di sentirmi sconvolta da un abbandono,non avevo forza per alzarmi dal letto,volevo solo dormire e avevo fastidio verso i miei doveri di madre, pensavo continuamente come ad un'ossessione a lui.....all'altra che sapevo esserci e poi mi chiedevo come era accaduto,perchè proprio a me...........ero incredula e schiantata senza speranza.......il libro è sul comodino, a distanza di tempo lui è tornato e siamo di nuovo insieme e la scrittrice mi sembra di sentirla come una persona vicina,avevo già letto L'amore molesto,la conoscevo e stimavo ma questo libro........ come se la conoscessi,mi conoscesse,intuisse i miei stati d'animo,ora di lei ho letto tutto,mi piacerebbe che scrivesse ancora,mi sembra di provare un sentimento di vero affetto nei suoi riguardi,secondo me non è importante se è vero o no ciò che scrive,il mistero che la avvolge,credo che la sua anima è capace di scrivere così e questo basta.Complimenti,vorrei farle giungere un abbraccio e grazie con il cuore per avere scritto questo libro in particolare!P.S Margherita Buy nel ruolo di Olga è azzeccatissima ma il film non è mai bello come il libro,anche la copertina é di gran classe.
Voto: 5 / 5
Zoe (01-02-2007)
uno stupendo libro sulla pazzia alla quale può condurre il dolore senza freni. il fatto che la protagonista riesca a riscattarsi e a rendersi conto di aver sfiorato il baratro lo rende ancora più efficace. non c'è buonismo e non c'è finzione, a cominciare dalle descrizioni taglienti dei due bambini visti da una madre che non ama più nessuno, specie se stessa. scritto divinamente, uno dei più bei romanzi italiani che abbia mai letto.
Voto: 5 / 5
Benedetta benedetta.colella@tiscali.it (03-12-2006)
Sono i sentimenti, qui, a formare l'ossatura della trama. La descrizione tagliente e lucida delle sofferenze d'amore e dell'autolesionismo susseguente ad un abbandono mi ha richiamato alla mente e permesso di capire tante amiche che dopo una delusione d'amore si erano annichilite nel rimpianto. Per questo, considero questo libro, oltre che una lettura pregevole per tutti, una terapia per chi si e' accorto di aver dedicato la vita alla persona sbagliata
Voto: 5 / 5
marcello (18-10-2006)
Lo considero un libro di fantascienza. Una buona prima parte,forte , avvincente e, devo dire, abbastanza comune. Poi,una serie di circostanze francamente irreali: la porta bloccata,entrambi i telefoni fuori uso,due figli perfidi e malvagi,il cane che muore,un figlio con la febbre a quaranta,lei che vede e parla con persone morte trent'anni prima,il computer inservibile per comunicare,nessuno al piano di sotto e nessuno fuori dalla finestra cui rivolgersi...ma mi sembra un pò troppo "carico".Finale un pò scontato,ciononostante un buon libro ma senza lampi.
Voto: 3 / 5
linda (08-02-2006)
alcuni passaggi di questo libro mi hanno fatto star male davvero, mi sentivo veramente dentro la storia e dentro il turbine di pensieri e sentimenti di una donna tradita. in altri scade un pò...ha contribuito ad appassionarmi l'immagine di zingaretti come marito (non ho visto il film, ma so che interpretava lui questo personaggio)!!!
Voto: 3 / 5
Paolo paquito.p@tiscali.it (18-11-2005)
Un romanzo interiore di grande intensità. Elena Ferrante, alla sua seconda prova dopo l’esordio con “L’amore molesto”, si conferma una delle voci più autorevoli nel panorama letterario italiano contemporaneo. Questa autrice, delle quali si hanno poche notizie, che vive in disparte, si tiene lontano da clamori, non partecipa alle premiazioni dei premi letterari ed evita anteprime di gala è un esempio di come si possa svolgere seriamente il proprio lavoro al di fuori di presenzialismi, reality e immondezzai vari televisivi e mediatici. Per me – che vorrei saperne di più intorno alla sua figura – complimenti dal profondo del cuore, e un appello: Elena, se ci sei batti un colpo.
Voto: 5 / 5
adelaide apice elideapice@hotmail.it (03-11-2005)
coinvolgente,bello, appassionante,da leggere tutto di un fiato per trovare emozioni ,sentimenti e dopo tanto dolore ....la voglia di ricominciare!
Voto: 5 / 5
mcodiard (16-10-2005)
Ho trovato questo libro bellissimo, ti rapisce dalla prima pagina, anche se ormai tutti sappiamo la trama ed il finale. La Ferrante usa un linguaggio ricercato e perfetto per trasmetterci la caduta nel vuoto della protagonista. Il dolore, il panico, la sofferenza come unica possibilità di vita. La scena centrale poi ti attanaglia come in un libro giallo e vorresti aiutarla ad aprire quella dannata serratura e rimontarle il cellulare... Chi ha provato cosa vuol dire essere abbandonato si ritrova nella sofferenza ma si rallegra di essere riuscito a risalire dal baratro, molto più in fretta e con meno danni.
Voto: 5 / 5
lorenzon (30-09-2005)
Un bel libro scorrevole ed avvincente,benche' la fine era gia' scontata fin dall'inizio.Tuttavia il modo di scriverlo rende molto bene l'idea dell'ansia e del panico dell'abbandono della protagonista.Non ho visto il film e penso di non vederlo non vorrei esserne deluso;mi è bastato il piacere di leggere,ed apprezzare,questo libro.
Voto: 5 / 5
elena.chicca@virgilio.it (26-09-2005)
Un buon libro,trasparente e lineare nei contenuti.La vicenda di Olga,abbandonata dal marito Mario per una giovane amica di famiglia,ci trasporta in una realtà profonda,dove la donna combatte con gli spettri del passato e le preoccupazioni per il futuro.L'abbandono per Olga è crisi esistenziale, ma soprattutto rottura con i dettami imposti fin dall'adolescenza dalla condizione famigliare.Ora deve camminare da sola e costruire la sua emancipazione importante anche per i figli.La morte di Otto,il cane tanto amato da Mario,indica la rinascita di Olga e l'inizio della sua nuova vita insieme a Carrano, il vicino tanto temuto durante il matrimonio.E'importante sottolineare il processo di analisi e scoperta che la protagonista svolge nel corso della narrazione;è un flusso continuo di immagini in contrasto, prese dal passato e presente.Questo pocesso, causato dall'abbandono,per prima volta la porterà a guardare e vivere la realtà solamente con i propri occhi.
Voto: 4 / 5
monica (22-09-2005)
Libro vecchio di anni che nessuno, credo, abbia amato particolarmente, me compresa. Ora esce il film ed é un capolavoro: tipico! Qualche donna probabilmente reagisce così all' abbandono del marito, speriamo che riconoscendosi nel personaggio del libro capisca quanto sia sciocco farlo.
Voto: 1 / 5
alice (09-09-2005)
ho letto questo libro e devo dire che e bellissimo.. e molto coinvolgente e pieno di sentimenti, di emozioni. io ho solo 16anni e devo dire che mi ha veramente colpito. l'unica cosa che un po' mi ha deluso e stata la seconda parte da quando morto il cane e il bambino stava male..era troppo piena di angoscia.. comunque se devo dare un giudizio complessivo e da 9.50.. e bellissimo lo consiglio a tutti
Voto: 5 / 5
elena (06-09-2005)
coinvolgente, trascinante in un vortice di passione e rabbia quasi senza argini.
Voto: 5 / 5
ant lomell@libero.it (19-12-2004)
Ritmo incalzante e contenuto importante, tutto ciò ambientato nella rarefatta "Torino". Da sottolineare per crudezza e sadismo la descrizione della polpetta di carne con i vetri dentro masticata dal marito della protagonista
Voto: 3 / 5
nicoletta (08-07-2004)
Avvincente ed emotivamente coinvolgente, talvolta crudo e realista, ritmo incalzante che invita a proseguire la lettura fino alla fine. Penso che ogni donna che sia passata attraverso una separazione, si sia immedesimata nella disperazione della protagonista, così magistralmente delineata dall'autrice, senza falsi moralismi.
Voto: 4 / 5
Verovero (20-12-2003)
Il libro è sicuramente bello, teso, mette addosso esattamente gli stessi sentimenti che è costretta a provare la protagonista abbandonata dal marito. Non sono d'accordo con la lettrice che ritiene il libro dia voce al riscatto femminile, anzi, trovo sia di un pessimismo cosmico e penso che la protagonista NON si riscatti, semplicemente si riapra alla vita dopo averne toccato il fondo in maniera drammatica. C'è un fatto grave, però, che mi ha letteralmente disamorata a questo libro: secondo me si tratta di uno dei tanti plagi letterari che ci sono in giro. La storia di base è esattamente identica a quella narrata dalla scrittrice Catherine Dunne in "La metà di niente". Credo l'opera della Dunne sia precedente a quella della Ferrante, ma non ne sono sicura.La Dunne, secondo me, ha una scrittura meno drammatica, meno estrema e, di conseguenza, ciò che il suo libro lascia in bocca al lettore non è l'amaro della Ferrante, bensì un sapore quasi dolce di rivincita. Inoltre nel libro della Dunne è molto forte il ruolo di chi ama la protagonista (amici, figli, qualche parente...)e regala al romanzo una patina di ottimismo, di sensazione che non tutto sia perduto, quella patina di cui "I giorni dell'abbandono" è completamente privo. Un saluto a tutti!
Voto: 5 / 5
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