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Carlotto Massimo - Arrivederci amore, ciao

Arrivederci amore, ciao TitoloArrivederci amore, ciao
AutoreCarlotto Massimo
Prezzo
Sconto 15%
€ 6,80
(Prezzo di copertina € 8,00 Risparmio € 1,20)
Dati2002, 175 p.
EditoreE/O  (collana Tascabili e/o)

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24 recensioni|Invia recensione|
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Descrizione
In questo romanzo che racconta il cuore nero del Nordest e, più in generale, dell'Italia patinata ed "emergente", Carlotto "mette a frutto" le pessime conoscenze che ha fatto in carcere, nel mondo criminale e anche tra i personaggi delle istituzioni e ci dà uno sconvolgente ritratto dell'Italia nera dei nostri anni. Il giovane e bel protagonista del romanzo ha un solo scopo: lasciarsi alle spalle una storia politica in cui non ha mai creduto veramente e che gli ha procurato solo guai ed entrare nel mondo dei vincenti. Per farlo, si darà una sola regola: prevaricare a ogni costo, con ogni mezzo.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 24 recensioni presenti.  Media Voto: 4.16 / 5

Massimo F. (10-09-2011)
Un vero noir all'italiana. E, come molti "veri" noir, cattura il lettore senza possibilità di scampo: affascinante e sopra le righe.
Voto: 4 / 5
Francesca (13-07-2011)
Letto in un giorno tutto d'un fiato. Emozionante, vero. Un bastardo che ti farà innamorare.
Voto: 4 / 5
Danilo (14-04-2006)
Carlotto si dimostra ancora una volta profondo conoscitore di quest Nord Est inquietante . Si legge tutto di un fiato senza pause.. Avvincente, cupo e graffiante . Ho visto anche il film che consiglio a tutti prima di leggere il libro per non rovinarsi il finale!
Voto: 4 / 5
Okkio (10-04-2006)
Piacevole lettura, anzi molto piacevole. Impossibile non voler infilarsi silenziosamente nell'intercapedine tra la ricerca di normalità del protagonista e la difficoltà di lasciarsi alle spalle la facilità di vivere di espedienti. Però, tra i romanzi di Carlotto che ho letto, è quello che lascia delusi nel finale, che mi è sembrato un po' troppo prevedibile.
Voto: 3 / 5
Roberto (10-04-2006)
Un libro bellissimo. Quante volte abbiamo incontrato visi sinceri che nascondevano un mostro. Lo stesso Alessi delle cronache di questi giorni, che mentiva con una leggerezza pari alla sua bestialità. Un Alessi che non esitava a chiedere soldi ai giornalisti per parlare. Così diversa la realtà dalla finzione? E' nella natura delle donne cercare il sentimento ma ci sono vite e storie dove i sentimenti non entrano. Esitono davvero uomini e donne come Pellegrini; lui evidentemente li ha incontrati e descritti. Fa male ma il mondo è cattivo.
Voto: 5 / 5
Sergio (21-03-2006)
Mi piacerebbe che Angela spiegasse quale personaggio maschile è tratteggiato positivamente. Personamente, pur essendo sempre dalla parte delle bambine™ , mi sembra che il suo giudizio non tenga conto del bilancio complessivo del libro, del suo equilibrio e della personalità del protagonista, ingessandosi in una visione che può apparire persino un po' manichea. E' solo la mia opinione, sia ben chiaro, ma continuo a non capire quale possa essere il termine di paragone maschile (e positivo) per i personaggi femminili del libro. A meno che non si aspettasse un estemporanea figura stilnovista, che apparise nella trama del libro dipanando le matasse e sciogliendo i cuori.....
Voto: 3 / 5
Mirella (14-03-2006)
Ho letto quasi tutti i romanzi di Carlotto e mi sono piaciuti molto. Non posso dire altrettanto di questo. Condivido in pieno il giudizio di Angela sull'odio nei confronti delle donne, che vengono usate solo per gli scopi che il protagonista vuole raggiungere. Pellegrini è un personaggio davvero "schifoso", non mi viene in mente un altro aggettivo che lo possa descrivere più precisamente: per riabilitarsi da un passato di terrorista (che non si capisce se condivida ancora, giustifichi o di cui non gli importi più nulla) è disposto a passare sulla vita di chiunque gli capiti davanti, con cinismo, con cattiveria pura. A volte si dice: il fine giustifica i mezzi; ma qui il fine è solo quello di raggiungere un posto al sole nel ricco (anche se marcio) Nord Est. Vorrei chiedere a Carlotto se e quanto giustifica il suo protagonista, come lo giudica. Sono anche curiosa di vedere come sono riusciti a trasformare in film questo romanzo veramente cattivo e se sono riusciti a dare sfumature di umanità al protagonista.
Voto: 2 / 5
Nicola (22-02-2006)
Crudo quanto L’oscura immensità della morte ma ancora più cinico. Lì almeno la ferocia del protagonista era giustificata dal comprensibile desiderio di vendicare la morte della moglie e del figlio, qui invece Roberto Pellegrini insegue soltanto un posto al sole nella ricca e corrotta società del Nordest (tema molto caro a Carlotto). Sicuramente un buon libro ma è condivisibile il discorso di Angela circa l’odio nei confronti delle donne.
Voto: 4 / 5
Angela (11-12-2005)
Ripensando a "Arrivederci amore, ciao" non riesco a pensare ad altro che all’odio che prova Carlotto per le donne. Mi ha veramente inquietata. Non vi è un solo personaggio femminile che esca indenne dal cinismo, dalla violenza e dalla malvagità del protagonista. Le donne in questo romanzo non sono le protagoniste ma è veramente sconvolgente la brutalità che viene riservata loro. Ne escono sconfitte, sottomesse, private anche della dignità. Pellegrini è un ex terrorista in fuga. Non ha né anima né cuore. Né ideali né affetti. E’ stato un terrorista ma si vende non appena ne ha l’opportunità. Si vende alla polizia e si vende al primo che viene. Rinnega e tradisce amici e nemici. Si approfitta dei deboli e raggira i potenti. Uccide per il gusto di uccidere. Sodomizza per il gusto di vedere soffrire. E’ disposto a tutto per trovare un posto nella società "bene" del Nord Est Italiano. Per rifarsi un’identità pulita della quale, forse, non sa neppure cosa se ne farà. Va beh, sicuramente c’è del marcio in giro, d’accordo, ma in questo romanzo, a mio avviso, ce n’è veramente troppo. Guerriglia, terrorismo, illegalità, malavita, corruzione e violenza; violenza, sia fisica che psicologica, tanta, troppa. Darò un'altra chance a Carlotto; gliela darò non solo perché mi è piaciuto il suo "stile" di scrittura, diretto e scorrevole, ma soprattutto perché voglio vedere se dietro a tanto odio c’è anche un cuore. Se così non fosse, sorry, è un autore che non fa per me. Anche l’odio ha un limite e Carlotto, in questo romanzo, a mio avviso, l’ha superato, almeno nei confronti dei personaggi femminili. Angela.
Voto: 1 / 5
Franco (03-11-2005)
Ho letto tutti i Romanzi di Massimo, questo è di gran lunga il più avvincente. Gradirei soltanto una descrizione dei luoghi più puntuale, ma è un'esigenza personalissima.
Voto: 5 / 5
stefi stefi703@hotmail.com (24-09-2005)
Ho letto il libro già da qualche mese e ancora non sono riuscita a "dimenticarlo" (nel senso buono). Una storia agghiacciante che potrebbe essere anche quella del tuo vicino di casa o di quello che ogni mattina ti serve il caffè al bar; una descrizione cinica, nitida ma purtroppo con una fondo di verità, di quello che i 'buoni' ideali di una generazione hanno poi provocato. Uno stile graffiante, incisivo, che ti entra dentro e non ti molla più per mesi. Grande, grande!
Voto: 5 / 5
Michele (03-08-2005)
Un grande libro, un protagonista assolutamente bastardo! La lingua utilizzata da Carlotto è perfetta. Per me il suo miglior romanzo, con una delle più grandi ultime pagine che ho mai letto.
Voto: 5 / 5
fran viadanteali@yahoo.it (20-05-2005)
pur non amando i noir alla fine della lettura ti poni mille domande chissa quanti casi come questo esistono nella realtà che noi ignoriamo.......
Voto: 5 / 5
alessandro rainards@hotmail.com (31-03-2005)
caspita..nienta da ridire: un grand noir sul "rispettabile" Nord_est. Stile secco, crudo e senza orpelli. Un personaggio che non ha paura di essere totalmente perfido, cinico e talmente malvagio. in un mondo di finti buoni e personaggi ambigui, riesce s suscitare proprio per la sua coerenza una certa simpatia...e forse è proprio questo che fa riflettere alla fine del libro. Carlotto è un grande.
Voto: 5 / 5
skizzo bilbo2000@libero.it (18-10-2004)
Ieri notte non riuscivo a smettere si leggerlo. Rabbioso, potente, scheletrico nella trama. Dopo Ellroy e Bunker pensavo fosse difficile gasarsi tanto su un libro. Mi sbagliavo. E poi pensavo che letteratura italiana fosse una lagna antiquata. Altro sbaglio. Penso proprio che mi leggerò tutti i suoi libri.
Voto: 5 / 5
Elisa elisa_fiolini@libero.it (30-08-2004)
Un protagonista cinico e spietato, un ritratto duro della realtà, uno stile secco ed incisivo. Un romanzo bellissimo.
Voto: 5 / 5
Latinese (09-10-2003)
Carlotto non è uno stilista. Scrive semplice. Scrive un italiano per tutti, di tutti. Però in questo libro riesce a trovare una misura particolarmente felice. Non sarà Gadda, non sarà Michele Mari, ma secondo me la lingua in questo romanzo è così attagliata alla storia e al protagonista e narratore in prima persona, che non si poteva fare altrimenti. E ritengo questo un gran libro anche per un altro motivo: in Italia, dove il perdonismo è sempre in agguato, dove appena beccano qualcuno con le mani nel sacco quello si pente, s'ammala, piange, e c'è sempre il prete pronto a proporre il perdono, questo libro ha la forza e il coraggio di presentare un personaggio completamente, assolutamente, irrimediabilmente stronzo. Purtroppo di gente così ce n'è; e ringraziamo Carlotto per averne fatto il ritratto senza cedere mai alla tentazione di attenuare, smorzare, giustificare, piagnucolare. Bravo, continua così!
Voto: 5 / 5
Saffioti (15-07-2003)
...E Michele Soavi girerà un film da questo libro !
Voto: 5 / 5
Sasso sasso67@aruba.it (18-05-2003)
Premetto che Carlotto mi è simpatico e solidarizzo con lui per le vicende che ha dovuto subire suo malgrado. Il libro non mi è piaciuto. Nei limiti del genere noir è anche fatto bene, con tutti i particolari (funzionali alla storia, in quanto prima o poi ritornano) al loro posto. E' la scrittura di Carlotto che non mi convince: mi dà un'impressione di sciatteria. O forse è tipica del genere noir, e allora devo concludere che il genere non fa per me (del resto non mi esaltano nemmeno Manchette e Camilleri).
Voto: 2 / 5
Marco (16-02-2003)
Concordo con tutti, gran libro. Il protagonista è uno stronzo disumano ma Carlotto scrive tanto bene da permettere di assorbire le botte nello stomaco senza altri danni oltre ai preesistenti. Raccomando caldamente. Come lettura complementare - con personaggi tristi, passivi e sconfitti, quanto il protagonista di Carlotto è attivo e cattivo - raccomando Jean-Claude Izzo (specie "Solea").
Voto: 5 / 5
Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 24

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