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Rossari Marco - Invano veritas |
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Titolo | Invano veritas |
| Autore | Rossari Marco | Prezzo Sconto 50%
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€ 7,00
(Prezzo di copertina € 14,00 Risparmio € 7,00)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2004, 149 p., brossura |
| Editore | E/O
(collana Dal mondo) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi | | 
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| Le avventure di un manipolo di trentenni dalle vite sospese su una cognizione del dolore inedita, costellate da escursioni in situazioni di una surreale comicità, attraverso i rituali poco convinti dei loro assilli quotidiani e per le traiettorie di fumosi incontri, mentre guardano la notte metropolitana o si lanciano in cerca di avventure, di qualche scampolo di sesso o di un giro di bicchieri. Un romanzo che presta la sua voce agli esponenti di un mondo che non appartiene, che resiste in modo istintivo e sconnesso, facendo quel che può per non scavalcare un margine irreversibile, che preferisce astenersi invece che opporsi e che cerca una strada sufficientemente sgombra da percorrere in pace.
14 recensioni presenti. Media Voto: 2.14 / 5riccardo (05-04-2004) Ebbene Paracelso, "non" sono amico di Rossari. Ho finalmente comprato il libro. L'ho mollato dopo 50 pagine! Ero solo un po' sorpreso da così tanta sicumera critica. Nulla di che. Molto semplicemente Rossari fa il furbo (e non importa, come sostengo io - scomodare paroloni e formule francofortesi). Fa il furbo punto e basta. Dopo appena qualche pagina tira fuori dal cilindro la storia delle infezioni ai suoi amati genitali così come aveva fatto - pari pari - in "Perso l'amore...". Ragazzi, così la sappiamo fare tutti letteratura (la la l minuscola)! E' una scrittura che gira a vuoto perché Rossari mi sembra non abbia un argomento - ma proprio nemmeno uno! - da esporre e sostenere. A 'sto punto quelli messi peggio di noi, umili e onesti lettori che sborsano euro, sono gli editor della e/o e Marcoaldi di Repubblica (osannante di fronte alla pagine del nostro. E' tutto dire). Non so se faccio pubblicità, ma ho mollato Rossari per l'ultimo libro di Terzani. A me sembra molto, molto, bello. Li si che si raccontano storie. E si sostiene qualcosa. E ti giuro, Paracelso, Terzani non è mio padre... ciao a tutti e buona lettura. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Paracelso (01-04-2004) Questo è uno spazio dedicato a recensioni su Invano veritas e, per esprimere opinioni su un libro, è necessario quantomeno averlo letto, ma forse questo concetto, o tardo Riccardo, ti è un poco arduo da capire. Io ho letto il libro e, libero da ogni pregiudizio nei confronti di Rossari, che nemmeno conosco, lo reputo vacuo, pretenzioso (vorrebbere rifarsi ad una certa letteratura pulp) e privo di qualunque valore narrativo.
Tu accusi gli altri di giudicare il libro partendo da preconcetti, ma qui sei solo tu a volerlo valutarlo positivamente senza neanche averlo letto. Certo non si capisce come mai tu difenda con tanta insistenza qualcosa che nemmeno conosci. Sei amico di Rossari? Probabilmente sì e siccome il libro è talmente pessimo da non potersi difendere da solo, ci pensi tu a fargli da paladino in modo che magari riesca a vendere quattro copie in più. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
riccardo riccardo@mabuse.it (29-03-2004) Più che ammettere di non averlo letto che devo fare? Quindi, eccelso Paracelso, il mio non era un commento al libro. Eh..eh.. Dite un po' quello che vi trasmette un testo e lasciate stare, una volta tanto, il Super-Io e le etichette e le formule.. e quant'altro. A fare gli arbisiniani (fermatisi a Chiasso oltretutto) si fa presto. A esprimere un parere critico circostanziato un po' meno. Mi sembra evidente. Alla prossima francofortesi. E buona lettura. ciao a tutti.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giusy70 (29-03-2004) mah che dire....se lo regalassi ad un amico lo perderei....meno male che me lo hanno regalato altrimenti richiederi i soldi indietro e mi abbonerei a CHI!!!! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Paracelso (23-03-2004) Ringrazio personalmente per l'esemplare e profondo commento riccardo@mabuse.it il quale ha dimostrato la tesi sostenuta dagli altri a proposito della superficialità di chi si accinge a scrivere. Riccardo ha scritto il suo commento non avendo letto il libro e dunque non sapendo neanche di che cosa si parlasse. Rossari ha scritto un libro senza sapere che cosa significhi farlo.
Direi che questo è sufficiente. Il libro non merita neppure una riga in più. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
riccardo@mabuse.it (16-03-2004) Interessato dalle recensioni lette sui giornali all'acquisto del libro di Rossari, cercavo qualche notizia in più su Ibs per decidermi o meno a farlo. Sono rimasto sorpreso da questa specie di Scuola di Francoforte tutta giudizi e paroloni... Mi stupisce, soprattutto, che si usino stereotipi e locuzioni critiche "da liceo" per incolpare Rossari di un uso eccessivo dei medesimi. Qualcosa non torna. A questo punto leggerò il libro.. curioso di vedere l'effetto che mi farà. Rammarica questa sensazione di lettori su commissione, come se leggessero per qualcun altro e non per sé. Buona lettura a tutti. Ciao Voto: 5 / 5 |  |  |  |
martissima (05-03-2004) E' già un REMAINDER....? Voto: 1 / 5 |  |  |  |
silvia'80 (03-03-2004) a me è piaciuto molto invece!!
non ho il piacere di conoscere Marco Rossari (e invece mi piacerebbe tanto ;D) ma sento che si tratta di una persona vera e autentica che esprime la sua gioia/amarezza del vivere e si ribella contro questa società che impedisce a noi giovani ribelli di farci realizzare i nostri ideali e di volare verso mete più alte e ideali... fuggendo dalle bruttezze del mondo quotidiano...
insomma basta sstroncare qualcuno solo perchè è agli inizi..tutti i grandi hanno iniziato così e lui ha la stoffa sono sicura per entrare nell'olimpo dei grandi!!
silvia'80
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lila (27-02-2004) Inutile, stereotipato e pretenzioso. Peccato, perché Rossari scrive bene, ma qui manca totalmente la vena malinconica e a volte tenera di "Perso l'amore", se non in uno o due racconti.
Attendo fiduciosa la prossima prova e speriamo sia migliore. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
LaCarrà (24-02-2004) Mi pare evidente che siamo tutti amici e parenti dell’autore, per ovvi motivi. Fatta questa doverosa precisazione, credo che il libro rifletta la parte peggiore e più falsamente stereotipata di Rossari. Mentre il precedente “Perso l’amore..” manteneva una sorta di sana autocommiserazione e sagacia nello snobismo di alcune battute e descrizioni, questo “Invano veritas”, aldilà di ogni critica linguistica e contenutista (vedi Baskerville), è oltremodo noioso e inutile.
Ah dimenticavo...io l’ho comprato! D’altra parte chi non ha mai fatto almeno una volta nella vita l’errore di comprare, che so “Gente Mese”? Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Tommaso da Qui (23-02-2004) Rossari sa fare di meglio. Questi racconti sono diseguali, sanno un po' di vecchiotto. Eppure 'Dai retta a me' vale il libro e in generale la lingua è molto ma molto più guizzante di Brizzi. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Baskerville (19-02-2004) Finire questo libro è stato per me un continuo chiedersi come certa individui riescano a trovare con tanta facilità chi pubblichi quello che scrivono. Il libro è un'accozzaglia, nemmeno divertente, di situazioni studentesche e tardo-studentesche scontate e presuntuose. Il leitmotiv è sempre quello e gira attorno a poche masticate situazioni: sesso, cambio del partner, feste con gli amici, lo stereotipo del trentenne che non cresce; il tutto buttato lì con una superficialità che vorrebbe essere specchio della gioventù fighetta milanese, ma che di fatto è solo mancanza di idee dell'autore.
Il tono ricorda molto Brizzi, ma il linguaggio, pur se corretto, è piatto e per niente incisivo.
Per fortuna non l'ho acquistato: me lo hanno prestato. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
brigidino (16-02-2004) sempre più spesso, ci si accorge che i giovani autori vengono pubblicati, ma il prezzo che devono pagare è scrivere-da-giovani-autori. devono riferire del loro mondo e solo del loro mondo (o meglio di quello che gli editori presumono sia il loro mondo), non gli si chiede niente di più e niente di meno. niente giovanilismo niente contratto di pubblicazione. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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